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Lo street food del contadino. Il via libera della legge: gli agricoltori potranno vendere prodotti cucinati e trasformati.

Tra le misure per la valorizzazione del settore agricolo, la manovra 2018 dà agli agricoltori l'opportunità di vendere direttamente al consumatore prodotti trasformati e cucinati, anche in modo itinerante. E Coldiretti festeggia per il via libera allo street food contadino.

Dalla campagna alla tavola Oggi molti preferiscono nobilitarlo con l'etichetta street food, di fatto allontanando la tradizione del cibo di strada da quelle che sono le sue origini sul territorio italiano, legate a doppio filo alla cultura rurale che accomuna la Penisola nell'arte di sapersi “arrangiare” con gli ingredienti a disposizione. E in questa direzione si muove la legge di Bilancio 2018 approvata negli ultimi giorni dalle Camere, con un provvedimento mirato a disciplinare la vendita diretta di prodotti trasformati da parte degli agricoltori. La misura salutata con grande soddisfazione da Coldiretti (ad annunciarla in occasione dell'Assemblea nazionale di fine anno è stato il presidente Roberto Moncalvo) fa parte di un più ampio pacchetto di norme dedicate al settore agricolo, con importanti novità in materia di decontribuzione per i giovani agricoltori, bonus verse e sterilizzazione delle aliquote Iva. Ma quello che più balza all'occhio è il via libera allo “street food contadino”: dal prossimo anno, infatti, agli agricoltori sarà consentito “vendere direttamente i propri prodotti anche derivati da processi di manipolazione o trasformazione e pronti per il consumo, dalla polenta fritta veneta alle olive all’ascolana, dalle panelle siciliane ai peperoni cruschi lucani, dagli arrosticini abruzzesi ai frullati della salute direttamente dal produttore al consumatore, anche in forma itinerante”.

Lo street food del contadino. Perché è importante Una misura che asseconda e legittima i tempi che cambiano, soppesando il valore di quel rapporto diretto tra chi produce e chi consuma che da qualche anno a questa parte è tornato ad approfondirsi, parallelamente alla crescita della consapevolezza alimentare di chi ha bisogno di sapere cosa porta in tavola. E certo asseconda anche una tendenza in ascesa costante, che vede in media un italiano su due alle prese con il cibo di strada: “Ora” – spiega la Coldiretti – “sarà finalmente possibile farlo acquistando direttamente a chilometri zero dagli agricoltori e dagli allevatori a garanzia della genuinità e della qualità ma anche del rispetto degli ingredienti e della vera tradizione enogastronomica made in Italy”. Non ultimo, un modo per regolamentare una pratica di fatto già diffusa nei mercati contadini itineranti, che sempre più spesso espongono sui banchi prodotti trasformati e cucinati accanto ai prodotti della terra, per incontrare le esigenze di un pubblico più numeroso. Anche questo provvedimento, quindi, risponde all'obiettivo prioritario del Mipaaf, al lavoro con impegno crescente, “perché l'Italia sia un Paese guida nella trasparenza in campo agricolo e agroalimentare”, come ha ribadito il ministro Maurizio Martina. (di Livia Montagnoli)


www.gamberorosso.it

sabato 30 dicembre 2017


 
News

Ammazzarsi non è la soluzione.
Giovanni Viola, trentenne, si è impiccato nella sua azienda agricola. Giovanni era sposato, era padre di un bambino, era un produttore agricolo capace, era una brava persona che non accettava la situazione economica in cui era precipitato. Per tutto questo non ha retto. Le brave persone non fanno mai del male agli altri, non ci riescono, e per questo ieri dopo pranzo si è recato nella sua azienda e li ha compiuto l’ultimo atto - assurdo e per nulla condivisibile - della sua breve vita. Siamo alla resa dei conti, quello di ieri non è il gesto disperato di un singolo. NO! Vittoria sta vivendo la crisi economica e sociale più ampia della sua storia recente. Migliaia di titolari di aziende agricole, artigianali e commerciali si trovano nelle stesse condizioni economiche e psicologiche in cui si trovava Giovanni. Nessuno ha compreso quanto sia ampio il livello di disperazione di questa terra. Quella di ieri è solo una piccola frazione della punta dell’iceberg che ci sta venendo addosso. Il rischio, che va subito contrastato è l’emulazione. Togliersi la vita non è la soluzione. >>



SOLIDARIETA' AL POPOLO MAPUCHE!
“Operazione Uragano”. È il nome che i carabinieri cileni hanno scelto per un’azione repressiva contro 8 leader del popolo mapuche, il popolo “originario” che da secoli lotta per la sua terra. Gli 8 erano stati arrestati, in via preventiva, per associazione terroristica, accusati di aver prodotto attacchi incendiari. >>



Le Ong possono chiedere il riesame delle autorizzazioni agli OGM, perché ambiente e salute sono connessi. Il Tribunale dell’Ue dà torto alla Commissione.
Il Tribunale dell’Ue ha annullato la decisione con la quale la Commissione europea aveva respinto la richiesta di un’organizzazione non governativa, la TestBioTech, volta ad ottenere il riesame dell’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti contenenti soia geneticamente modificata. La richiesta dell’Ong era stata avanzata sulla base di un regolamento dell’Unione che consente alle organizzazioni non governative di partecipare ai processi decisionali in materia ambientale, il cosiddetto “regolamento di Aarhus”. La Commissione Ue aveva obiettato che gli aspetti legati alla valutazione sanitaria degli alimenti o dei mangimi OGM non potevano essere esaminati nel contesto del regolamento di Aarhus, dal momento che tali aspetti non riguardavano la valutazione dei rischi ambientali, bensì il settore della sanità. >>