ELOGIO DELL‘ORTO SOCIALE
L’orto sociale comunale ( a Padova 30 metri quadri ca. / quattro “gombine”) è un nuovo moderno diritto sociale e civile.
Gli orti sociali comunali si sono diffusi e moltiplicati velocemente ovunque in Italia e nel mondo negli ultimi decenni.
Ciò risponde ad un uso sensato e auspicato di modeste porzioni di terreno pubblico disponibili: aree attrezzate con costi e impegni di impianto (acqua, ricovero attrezzi,…) contenuti.
Ma ciò che è più importante con effetti e benefici molto elevati in termini di benessere generale e salute pubblica, conseguente risparmio di spesa sociale e sanitaria, prolungamento della speranza di vita, uso creativo del tempo libero.
La città di Padova possiede oggi 500/600 orti assegnati, quasi la metà dei quali realizzata in due soli impianti anni fa. Ne gli ultimi anni ci sono state 400 nuove domande .
Nel programma elettorale 2017 del PD il solenne impegno di portarli a 1000 unità. Impegno che è per noi auspicio da condividere e addirittura da estendere fino alla parola d’ordine “ un orto per ogni richiedente”... in ciò l’evoluzione del diritto civile e sociale.
Tutto ciò oltre che condivisibile è credibile e realizzabile?
Qualche numero e qualche dato: 10 nuovi orti sociali ( da 40 parcelle ciascuno) distribuiti opportunamente nei vari quartieri permetterebbero di soddisfare le nuove domande generatesi dal successo e appeal degli orti.
Si consideri inoltre che il turn –over ( naturale avvicendamento : tizio per varie ragioni- impegni, salute, età, lascia l’orto …caio vi subentra) è del 60 percento in 5 anni. Ciò ha reso possibile l’inserimento di nuovi aspiranti.
Perciò IL NATURALE AVVICENDAMENTO (quasi ricambio in 10 anni) E LA REALIZZAZIONE DEI 1OOO ORTI possono davvero essere la risposta alla crescente domanda sociale e configurarsi come il soddisfacimento di un moderno diritto civilmente ormai acquisito.
La ventilata scadenza del quinquennio d’uso con minacce di esclusione per avvicendamento ci ha non poco allarmati e indignati. Pronti a “fare le barricate” per prolungare ad libitum la nostra creativa e positiva
esperienza, consci del valore da noi realizzato nel farla vivere ,progredire e diffondere , abbiamo incontrato Assessori e Funzionari sottoponendo loro i nostri dati e il nostro punto di vista. Ottenendo , per ora, un prolungamento triennale in attesa di una definizione generale e regolamento della questione. DUNQUE A NOSTRO AVVISO E’ SULLA VOLONTA POLITICA DI REALIZZARE GLI IMPEGNI PRESI (e di ampliarli) CHE ANDRA’ VALUTATO L’AGIRE DELLA AMMINISTRAZIONE IN CARICA. Va da sé che operazioni tipo “basso isonzo” : 125 orti e “ montà” : 80 orti , non incontrano il nostro favore : perchè sono il concentramento di un numero eccessivo di orti in poche aree.
I nuovi orti, di dimensioni congrue (vedi sopra) , vanno distribuiti razionalmente nel territorio vicino ai luoghi di utenza e residenza, per tener vive aree abbandonate o inutilizzate, per diffondere cura e sicurezza ambientale, per integrare territorialmente funzioni abitative, ricreative, micro-economiche.
Un nostro ortolano ribadisce:” l’orto me ga salvà a vita” …in pensione da anni “ ho trovato un luogo , un tempo, un modo (non il solo né l’esclusivo) da vivere creativamente. E aggiunge “ il mio vicino di orto ha 93 anni , continua così una ventennale esperienza , testimonianza vivente di entusiasmo e buona salute…anch’io ( e penso ognuno) auspico di poterlo eguagliare “.
L’ORTO SOCIALE E’UN DIRITTO ! Bruno Zanatta dell’”Orto Comunale dei Salici” - via dei salici Guizza - Padova - Novembre 2017
Il Mattino di Padova
mercoledì 29 novembre 2017
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