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Trovato un cadavere dove era scomparso Maldonado: verifiche per capire se è lui.

L'attivista 'desaparecido' dal 31 luglio durante una protesta in favore dei Nativi: accuse al governo di aver coperto azioni illegali della Gendarmeria. Inizialmente la sua morte era stata data per certa. Poi gli inquirenti si sono presi un po' di tempo prima di avere la certezza: il cadavere scoperto nel fiume Chubut, nei territori degli indigeni Mapuche in Patagonia (sud dell'Argentina), non è ancora stato identificato come il corpo di Santiago Maldonado, il giovane scomparso il 31 luglio, durante la repressione di una protesta indigena da parte della Gendarmeria. Lo ha reso noto la Procura di Esquel, la località dove è stato portato il corpo per essere esaminato.

Successivamente la famiglia di Maldonado in un comunicato ha chiesto ai media di rispettare il "momento difficile" che stanno vivendo. Il corpo, ha precisato la Procura, è stato trovato sommerso nel fiume Chubut ed intrecciato con rami di alberi, a circa 300 metri dal posto in cui Maldonado era stato visto vivo per l'ultima volta, durante la repressione della manifestazione indigena.

Le accuse dell'Alto Commissariato dell'Onu per i Diritti Umani Lo scorso 4 ottobre l'Alto Commissariato dell'Onu per i Diritti Umani (Unhchr) aveva chiesto alle autorità argentine di "intensificare gli sforzi" per risolvere il caso di Santiago Maldonado. Il responsabile dell'Unhchr per l'America Latina, Amerigo Incalcaterra, aveva espresso la sua "preoccupazione per l'assenza di progressi nell'inchiesta sulla sparizione di Maldonado", sottolineando che risultava "prioritario stabilire le possibili responsabilità della Gendarmeria in questo fatto".

Il governo di Mauricio Macri, è stato accusato dall'opposizione di aver dato poca importanza alla misteriosa sparizione del 28enne o perfino di aver coperto azioni illegali della Gendarmeria. Una manifestazione in favore di Maldonado si era svolta il primo ottobre in Plaza de Mayo a Buenos Aires.
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mercoledì 18 ottobre 2017


 
News

Stato di polizia in Salento. Manganellate sui notap e 52 fermi di polizia.
 Stato di polizia in Salento. Manganellate sui notap e 52 fermi di polizia 09 Dicembre 2017 | in NO TAV&BENI COMUNI. Stampa |||||||  Chiuso per dignità. A Melendugno sciopero contro il TAP. Stato di polizia in Salento. Manganellate sui notap e 52 fermi di polizia Stato di polizia in Salento. Manganellate sui notap e 52 fermi di polizia Altra giornata di repressione a Melendugno, dove un gruppo di oltre una cinquantina di manifestanti è stato fermato all'interno della zona rossa. L'episodio è avvenuto durante una delle consuete passeggiate pomeridiane in zona San Basilio con cui gli attivisti continuano a manifestare la contrarietà all'ennesima grande opera inutile. Un centinaio di attivisti si sono ritrovati nel primo pomeriggio di oggi a ridosso della zona rossa, e una parte di loro è riuscita ad aggirare il primo blocco. Subito dopo sono stati accerchiati, ammanettati e portati in questura a Lecce, tra loro ci sarebbero anche alcuni minorenni. Ci sarebbero dei feriti tra cui una ragazza appena ventenne. >>



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