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Il Parlamento europeo mette al bando Monsanto. L’azienda produttrice del RoundUp ha rifiutato di partecipare a un’audizione sull’erbicida glifosato.

I rappresentanti di Monsanto non possono più entrare al Parlamento europeo, dopo che la multinazionale statunitense ha rifiutato di partecipare alle audizioni su “I Monsanto Papers e il glifosato”, organizzate dalle commissioni ambiente e agricoltura per l’11 ottobre, in merito alle accuse secondo cui Monsanto, produttrice del RoundUp, avrebbe indebitamente influenzato le decisioni delle autorità regolatorie sui rischi dell’erbicida glifosato.

La messa al bando dei lobbisti di Monsanto è stata decisa dai presidenti di tutti i gruppi parlamentari, applicando per la prima volta le nuove regole emanate lo scorso gennaio, secondo cui il diritto di accesso di soggetti terzi al Parlamento europeo può essere revocato in caso di rifiuto “di accettare un invito formale a partecipare a un’audizione o a una riunione di commissione o di collaborare con una commissione d’inchiesta, senza fornire una giustificazione sufficiente”.

In una lettera inviata alla conferenza dei presidenti dei gruppi del Parlamento europeo, Monsanto afferma che l’audizione organizzata dalle due commissioni parlamentari “non è un forum appropriato” dove affrontare queste questioni. Infatti, l’audizione, a cui parteciperanno anche accademici, autorità regolatorie e ong, “potrebbe essere vista come l’ultimo tentativo, da parte di coloro che si oppongono alle pratiche agricole moderne, di influenzare e frustrare il processo scientifico e regolatorio dell’Ue, per seguire la loro agenda”.

Il vice-presidente di Monsanto, Philip Miller, scrive: “Abbiamo osservato con crescente allarme la politicizzazione delle procedure Ue sul rinnovo dell’autorizzazione al glifosato, una procedura che dovrebbe essere scientifica ma che per molti aspetti è stata monopolizzata dal populismo”. Intanto, questa settimana ci sarà una prima riunione dei rappresentanti degli Stati Ue, che dovranno esprimersi sulla proposta della Commissione europea di rinnovare l’autorizzazione al glifosato per un periodo di 10 anni. La Francia ha già annunciato che voterà contro e questo potrebbe rendere difficile il raggiungimento della maggioranza qualificata di almeno 16 Stati membri (in rappresentanza di almeno il 65% della popolazione Ue) senza la quale la Commissione non intende procedere, anche potendolo fare.
www.ilfattoalimentare.it

martedì 3 ottobre 2017


 
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