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OLOL JACKSON: “NON SONO UN SERVO, SONO UN CITTADINO.”

La mattina di sabato 30 settembre è prematuramente e improvvisamente mancato Olol Jackson. Dalla fine degli anni Ottanta giovanissimo militante dei centri sociali del Nordest, fin dalla prima occupazione dello “YaBasta!” di via Battaglione Framarin a Vicenza. Punto di riferimento nel movimento delle Tute Bianche e dei Disobbedienti. Poi tra i portavoce del presidio permanente “No Dal Molin” negli anni della moltitudinaria mobilitazione contro la nuova base militare statunitense. Impegnato nelle incursioni istituzionali dei primi anni Duemila, consigliere circoscrizionale a Vicenza e collaboratore del Gruppo regionale dei Verdi del Veneto. Infine infaticabile attivista sindacale di base nelle fila dell’ADL-Cobas. Non c’è lotta negli ultimi trent’anni nel Vicentino e in Veneto che non l’abbia visto – con la simpatia, la generosità, l’umanità che lo distinguevano – tra i suoi protagonisti. Un compagno che mancherà, che già manca a tante e tanti che con lui hanno condiviso singole esperienze e tratti, più o meno lunghi, di strada.

Il sito NoDalMolin invita a dare nei prossimi giorni “il nostro grande abbraccio a Olol.” Sarà possibile farlo: giovedì 5 ottobre dalle ore 11.30 alla camera ardente presso le celle mortuarie in via F.lli Bandiera 8, a Vicenza. Resterà aperta fino a sabato mattina. Sabato 7 ottobre, alle ore 11.00 in piazza Matteotti, si terrà una cerimonia laica in ricordo di Olol. Prima, alle 9.30 in viale del Cimitero, lo accompagneremo per un saluto. Chi volesse portare un contributo in piazza Matteotti può scrivere all’indirizzo unsalutoaolol@gmail.com. Per donare: Banca Popolare Etica – Associazione Mettiamo Radici – Iban: IT51M0501811800000000128288 – Causale: “La grande famiglia di Olol”.

Qui lo ricordiamo attraverso il verbale della deposizione (ripubblicata dal suo avvocato difensore Aurora D’Agostino) da lui resa di fronte al Tribunale di Vicenza il 5 dicembre 2012, in uno dei processi alle iniziative del “No Dal Molin” che lo hanno visto sul banco degli imputati: DIFESA – Signor Jackson, io le chiederei innanzitutto di motivarci le ragioni della sua adesione all’iniziativa nel solo del 16 ma del comitato e del presidio No Dal Molin. OLOL JACKSON – Beh, diciamo che è una motivazione che va molto in là nel tempo, nel senso che io ho una situazione particolare visto che mio padre era un militare degli Stati Uniti, un veterano di guerra del Vietnam, tra l’altro deceduto giovane – perché aveva l’età che ho io adesso – per le conseguenze di quel conflitto, da cui non si è mai ripreso, e quindi… come dire? Per me è stato sempre un conflitto che abbiamo avuto all’interno delle mura domestiche, e non ho mai accettato quello che io vedevo accadere sulla pelle di mio padre… e così come sulla pelle di mio padre, sulla pelle di tantissimi altri giovani che come lui erano stati mandati per interessi economici, geopolitici, ecc., a perdere la vita o a venire lesionati completamente per interessi che con la loro vita non hanno nulla a che fare. Io il primo conflitto che ho avuto in casa con mio padre è stato a 17 anni, quindi mi voleva imporre di arruolarmi nell’esercito degli Stati Uniti: io sono andato via da casa. Sono andato via da casa perché non accettavo quel tipo di imposizione; io ero assolutamente contrario a qualsiasi tipo di schieramento a favore di ciò che aveva prodotto la malattia e poi il decesso di mio padre, quindi tutto ciò che aveva a che fare con la guerra, il militare, ecc., per me era un qualcosa che non aveva assolutamente nessun senso e che fin da piccolo avevo cominciato a contrastare … Allora, se io ho delle ragioni fondate che impattano con la vita quotidiana di tutti quanti noi, di tutta la comunità, del territorio, delle risorse irriproducibili,e nessuno mi ascolta, io vorrei capire cosa devo fare. Allora per noi quel giorno è stato importante tornare,dopo che a livello centrale era stato deciso di porre una cappa di silenzio su quello che stava succedendo a Vicenza, in un ufficio territoriale che qui rappresenta il Governo italiano per sollevare nuovamente la questione, perché la questione non era chiusa allora e non è chiusa oggi, perché se oggi, poi, vediamo che cominciano ad esserci i risultati di quel progetto sulla vita delle persone … Allora cosa deve fare un cittadino per poter dire:”Guardate, ci sono anche io. Non sono un servo, sono un cittadino”?


www.euronomade.info

mercoledì 4 ottobre 2017


 
News

Rapporto Caritas. In 10 anni poveri quasi triplicati.
Dal 2007 i poveri aumentati del 182%, uno su due è giovane o minorenne. In crescita anche i senza dimora. In Italia c'è un "esercito di poveri" in attesa che "non sembra trovare risposte e le cui storie si connotano per un'allarmante ronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni". Lo sottolinea Caritas nel Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto. Il numero dei poveri assoluti - ricorda l'organizzazione rilanciando i dati Istat - "continua ad aumentare" e supera i 5 milioni. "Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%, un dato che dà il senso dello stravolgimento" causato dalla crisi. "Esiste uno 'zoccolo durò di disagio che assume connotati molto simili a quelli esistenti prima della crisi economica del 2007-2008 con la sola differenza che oggi il fenomeno è sicuramente esteso a più soggetti". Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono un milione 208mila (il 12,1% del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112mila (il 10,4%): "Oggi quasi un povero su due è minore o giovane". >>



I colli del Prosecco si spopolano: “Troppi pesticidi, non si respira e ci si ammala”
Case in svendita tra i vigneti: l’abuso di fitofarmaci influenza il mercato immobiliare coneglianese. CONEGLIANO – Fuggono dai colli e cercano una casa in centro. Perché, lo smog cittadino, è preferibile ai pesticidi che, ogni primavera, rendono l’aria delle colline coneglianesi irrespirabile. L’utilizzo di fitofarmaci sui vigneti del Prosecco sta influenzando il mercato immobiliare. Da una parte si ha un centro città saturo, dove è difficilissimo trovare immobili in affitto, dall’altra un circondario collinare zeppo di abitazioni vuote, in vendita. Anzi: in svendita. >>



Semine di mais OGM Mon810 in Friuli Venezia Giulia: comunicato ufficiale del "Coordinamento Zero OGM"
Il Coordinamento Zero OGM comunica che, a seguito delle semine illegali di mais OGM MON 810, avvenute il 21 aprile 2018 da parte del Signor Giorgio Fidenato nei campi di Colloredo di Monte Albano ( UD ) e in data imprecisata a Vivaro ( PN ), lunedì 09 luglio 2018 gli agenti del Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia hanno provveduto all’estirpazione del mais ed al ripristino della legalità. Nella stessa giornata sono stati abbattuti complessivamente, su disposizione del Ministero delle Politiche Agricole, 6.000 mq. di mais geneticamente modificato, prima nei campi di Colloredo di Monte Albano, poi in quelli di Vivaro. >>