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Crisi dei grandi centri commerciali, ora il Trentino li mette al bando.

Secondo alcuni analisti circa 400 dei circa 1.100 centri commerciali in America chiuderanno nei prossimi anni. Trento ha deciso di bandire i punti vendita sopra i 10 mila metri quadrati per la salvaguardia del suo territorio.

Negli Stati Uniti il mito del centro commerciale è crollato da tempo. Celebre l’inchiesta del New York Times con tanto di gallerie foto con queste gigantesche città fantasma ormai cadute in disgrazia vuote, abbandonate, disertate da molti consumatori stanchi di queste cattedrali moderne del consumo. Tanto che secondo alcuni analisti circa 400 dei circa 1.100 centri commerciali in America chiuderanno nei prossimi anni. Ma se dagli Stati Uniti si passa all’Italia, le cose per i cosiddetti «grandi mall» potrebbero persino peggiorare. Basti pensare che una provincia intera ha deciso di bandirli definitivamente per la salvaguardia del suo territorio. Si tratta della giunta provinciale di Trento che ha approvato nei giorni scorsi lo stop alle nuove superfici di vendita sopra i 10.000 metri quadrati. In sostanza uno stop all’insediamento di nuovi centri commerciali di grandi dimensioni, in particolare le grandi piattaforme monofunzionali. Per quale motivo? In Trentino, ha ricordato la giunta, «l’87% del suolo è interessato da rocce, boschi o pascoli e solo il rimanente 13% è potenzialmente disponibile per gli insediamenti e l’agricoltura: suolo e risorsa molto limitata da preservare con la massima attenzione minimizzandone il suo consumo e limitando la possibilità di nuove espansioni».

Stop quindi ai grandi centri commerciali per mantenere e rafforzare la presenza dei piccoli esercizi commerciali insediati in zone e località montane. Ma anche per contenere il traffico stradale e le sue ricadute in termini di inquinamento atmosferico e acustico. Un altro argomento dei detrattori dei grandi «mall» è infatti proprio il «traffico veicolare» visto che queste grandi strutture inducono maggiori spostamenti e concentrazioni di traffico.

Ma non solo. In Trentino dal 1960 al 2004 le aree urbanizzate sono cresciute del 190% contro una crescita della popolazione del 20% senza contare che il 24% del territorio destinato a grandi superfici commerciali non è ancora stato utilizzato. Da qui la scelta. «Si tratta di una decisione — ha sottolineato il vicepresidente della giunta, Alessandro Olivi — che suggella una riforma, prima in Italia, che si propone di rinnovare il metodo di programmazione degli insediamenti commerciali sul territorio, all’insegna della qualità e della valorizzazione delle nostre vocazioni di area alpina». (di Corinna De Cesare)
www.corriere.it

domenica 24 settembre 2017


 
News

Rapporto Caritas. In 10 anni poveri quasi triplicati.
Dal 2007 i poveri aumentati del 182%, uno su due è giovane o minorenne. In crescita anche i senza dimora. In Italia c'è un "esercito di poveri" in attesa che "non sembra trovare risposte e le cui storie si connotano per un'allarmante ronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni". Lo sottolinea Caritas nel Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto. Il numero dei poveri assoluti - ricorda l'organizzazione rilanciando i dati Istat - "continua ad aumentare" e supera i 5 milioni. "Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%, un dato che dà il senso dello stravolgimento" causato dalla crisi. "Esiste uno 'zoccolo durò di disagio che assume connotati molto simili a quelli esistenti prima della crisi economica del 2007-2008 con la sola differenza che oggi il fenomeno è sicuramente esteso a più soggetti". Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono un milione 208mila (il 12,1% del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112mila (il 10,4%): "Oggi quasi un povero su due è minore o giovane". >>



I colli del Prosecco si spopolano: “Troppi pesticidi, non si respira e ci si ammala”
Case in svendita tra i vigneti: l’abuso di fitofarmaci influenza il mercato immobiliare coneglianese. CONEGLIANO – Fuggono dai colli e cercano una casa in centro. Perché, lo smog cittadino, è preferibile ai pesticidi che, ogni primavera, rendono l’aria delle colline coneglianesi irrespirabile. L’utilizzo di fitofarmaci sui vigneti del Prosecco sta influenzando il mercato immobiliare. Da una parte si ha un centro città saturo, dove è difficilissimo trovare immobili in affitto, dall’altra un circondario collinare zeppo di abitazioni vuote, in vendita. Anzi: in svendita. >>



Semine di mais OGM Mon810 in Friuli Venezia Giulia: comunicato ufficiale del "Coordinamento Zero OGM"
Il Coordinamento Zero OGM comunica che, a seguito delle semine illegali di mais OGM MON 810, avvenute il 21 aprile 2018 da parte del Signor Giorgio Fidenato nei campi di Colloredo di Monte Albano ( UD ) e in data imprecisata a Vivaro ( PN ), lunedì 09 luglio 2018 gli agenti del Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia hanno provveduto all’estirpazione del mais ed al ripristino della legalità. Nella stessa giornata sono stati abbattuti complessivamente, su disposizione del Ministero delle Politiche Agricole, 6.000 mq. di mais geneticamente modificato, prima nei campi di Colloredo di Monte Albano, poi in quelli di Vivaro. >>