Cerca Contatti Archivio
 
Ceta, da oggi in vigore il trattato di libero scambio Ue-Canada. Le misure principali.

L'accordo prevede l'eliminazione del 98% dei dazi presenti. Per l'Italia tutela rafforzata per 41 prodotti: dal prosciutto di Parma alla Mozzarella di Bufala Campana. Le critiche di Coldiretti e Greenpeace: "Regalo anche alle grandi lobby". Calenda: "No a spinte protezionistiche". Per il via libera definitivo serve l'ok del Parlamento. Il 26 settembre il testo al Senato. MILANO - Entra in vigore oggi in via provvisioria il Ceta, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada. L'accordo, per essere pienamente operativo dovrà essere ratificato dai singoli Parlementi. In Italia il testo arriverà nell'aula del Senato il prossimo 26 settembre.

Gli obiettivi. L'accordo tra Ue e Canada prevede l'abolizione del 99% dei dazi doganali. Dall'entrata in vigore del Ceta, il Canada abolirà dazi sulle merci originarie dell'Ue per un valore di 400 milioni di euro, mentre alla fine di un periodo di transizione la cifra - secondo le stime della Commissione - dovrebbe superare i 500 milioni l'anno. Apertura alle imprese Ue per le gare d'appalto. Con il Ceta, il Canada apre le proprie gare d'appalto pubbliche alle imprese dell'UE in misura maggiore rispetto a quanto abbia fatto con gli altri suoi partner commerciali. Le imprese europee potranno partecipare a gare d'appalto per la fornitura di beni e servizi non solo a livello federale ma anche a livello provinciale e municipale. Riconoscimento reciproco delle professioni. Il trattato elimina alcuni ostacoli significativi per alcune professioni regolamentate come quelle di architetto, ingegnere e commercialista che verranno reciprocamente riconosciute, rendendo più facile l'interscambio professionale tra queste categorie di lavoratori La tutela della proprietà intellettuale e del diritto d'autore. Il trattato prevede anche una maggiore forme di protezione della proprietà intellettuale e l'adeguamento e l’adeguamento del Canada agli standard europei delle norme sul diritto d’autore.

Nuovo modello per le controversie fra investitori e Stati. Il nuovo meccanismo per la risoluzione delle controversie tra investitore e Stato, quando un governo legifera nell'interesse pubblico arrecando danni all'investitore, rappresenta uno degli elementi più discussi del Ceta, così come lo è stato per il TTIP. La differenza sostanziale però è che il Ceta prevede un meccanismo diverso da quello inizialmente inserito nel trattato transtlantico, il cosiddetto ISDS, fondato sugli arbitrati privati, sostituito invece da un nuovo sistema giudiziario per la protezione degli investimenti (ICS), con un tribunale pubblico composto da giudici indipendenti e di carriera, nominati dall'Ue e dal Canada. Le procedure saranno trasparenti, grazie a udienze pubbliche e pubblicazione dei documenti. L'accordo prevede che, in caso di disputa, un soggetto pubblico non potrà essere costretto a modificare un testo di legge o condannato al pagamento di danni punitivi. Un compromesso che potrebbe attenuare uno dei rischi evocati più spesso dai detrattori dell'intesa, quello che uno Stato potesse essere giudicato da un tribunale privato per azioni che avessero danneggiato l'attività di una multinazionale. Agricoltura e Indicazioni di origine. Con il Ceta il Canada si è impegnato ad aprire il suo mercato a formaggi, vini e bevande alcoliche, prodotti ortofrutticoli e trasformati. Tutte i prodotti importanti dovranno essere conformi alle disposizioni dell'Ue, per esempio sulla carne agli ormoni. Il Canada ha accettato di proteggere 143 prodotti tipici che beneficiano dell'indicazione di origine, come il formaggio francese Roquefort. Per l'Italia, il Ceta prevede la protezione di 41 prodotti di denominazione di origine: dalla bresaola della Valtellina all'aceto Balsamico di Modena, passando per la Mozzarella di Bufala Campana e il Prosciutto di Parma. I prodotti europei godranno di una protezione dalle imitazioni analoga a quella offerta dal diritto dell'Unione e non correranno più il rischio di essere considerati prodotti generici in Canada.

Rischi e svantaggi. La Coldiretti, con altre organizzazioni, tra le quali la Cgil, Legambiente e Slow Food, ritiene che il Ceta non tuteli abbastanza i prodotti italiani, perché li mette sullo stesso piano rispetto a quelli, canadesi, che ne costituiscono l’imitazione, come il Parmesan rispetto al Parmigiano Reggiano. In definitiva, il Ceta legalizzerebbe la pirateria. "Il Ceta - ha ttaccato la Coldiretti - è un regalo alle grandi lobby industriali dell'alimentare che colpisce il vero Made in Italy e favorisce la delocalizzazione, con riflessi pesantissimi sul tema della trasparenza e delle ricadute sanitarie e ambientali. Per la prima volta nella storia l'Unione Europea legittima - ha denunciato la Coldiretti - in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi. Secondo Greenpeace, "il Ceta darà alle aziende del Nord America diversi strumenti per indebolire gli standard europei su ormoni della crescita, Ogm, 'lavaggio' della carne con sostanze chimiche, clonazione animale. A rischio anche le nostre regole sull'indicazione del Paese d'origine in etichetta (Country of Origin Labelling - COOL)". Di tutt'altro avviso il ministro Carlo Calenda. "L’Accordo con il Canada, paese al quale siamo legati da profondi vincoli di amicizia e di affinità culturale, nonché dalla condivisione di principi e valori, non mette in alcun modo in pericolo gli alti standard sanitari, ambientali e sociali la cui tutela è una nostra priorità a difesa dei cittadini europei", spiega il ministro. "Diverso, invece, è invocare questi standard come un alibi per nascondere ingiustificate spinte protezionistiche, pericolose per un paese come l’Italia che vive di esportazioni".
http://www.repubblica.it/

sabato 23 settembre 2017


 
News

Rapporto Caritas. In 10 anni poveri quasi triplicati.
Dal 2007 i poveri aumentati del 182%, uno su due è giovane o minorenne. In crescita anche i senza dimora. In Italia c'è un "esercito di poveri" in attesa che "non sembra trovare risposte e le cui storie si connotano per un'allarmante ronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni". Lo sottolinea Caritas nel Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto. Il numero dei poveri assoluti - ricorda l'organizzazione rilanciando i dati Istat - "continua ad aumentare" e supera i 5 milioni. "Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%, un dato che dà il senso dello stravolgimento" causato dalla crisi. "Esiste uno 'zoccolo durò di disagio che assume connotati molto simili a quelli esistenti prima della crisi economica del 2007-2008 con la sola differenza che oggi il fenomeno è sicuramente esteso a più soggetti". Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono un milione 208mila (il 12,1% del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112mila (il 10,4%): "Oggi quasi un povero su due è minore o giovane". >>



I colli del Prosecco si spopolano: “Troppi pesticidi, non si respira e ci si ammala”
Case in svendita tra i vigneti: l’abuso di fitofarmaci influenza il mercato immobiliare coneglianese. CONEGLIANO – Fuggono dai colli e cercano una casa in centro. Perché, lo smog cittadino, è preferibile ai pesticidi che, ogni primavera, rendono l’aria delle colline coneglianesi irrespirabile. L’utilizzo di fitofarmaci sui vigneti del Prosecco sta influenzando il mercato immobiliare. Da una parte si ha un centro città saturo, dove è difficilissimo trovare immobili in affitto, dall’altra un circondario collinare zeppo di abitazioni vuote, in vendita. Anzi: in svendita. >>



Semine di mais OGM Mon810 in Friuli Venezia Giulia: comunicato ufficiale del "Coordinamento Zero OGM"
Il Coordinamento Zero OGM comunica che, a seguito delle semine illegali di mais OGM MON 810, avvenute il 21 aprile 2018 da parte del Signor Giorgio Fidenato nei campi di Colloredo di Monte Albano ( UD ) e in data imprecisata a Vivaro ( PN ), lunedì 09 luglio 2018 gli agenti del Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia hanno provveduto all’estirpazione del mais ed al ripristino della legalità. Nella stessa giornata sono stati abbattuti complessivamente, su disposizione del Ministero delle Politiche Agricole, 6.000 mq. di mais geneticamente modificato, prima nei campi di Colloredo di Monte Albano, poi in quelli di Vivaro. >>