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Comunicato del Coordinamento Politico di Coalizione Civica per Padova del 22 Agosto 2017 sul bando ex Foro Boario di corso Australia.

Coalizione Civica per Padova si è impegnata con il suo Programma politico a limitare il numero e l’impatto delle grandi strutture di vendita sul territorio per proteggere il lavoro ed il commercio di prossimità, fermare la speculazione edilizia ed il consumo di suolo e favorire la progettazione partecipata nelle future opere cittadine. È con questo intento che studiamo e seguiamo il progetto dell’Ex Foro Boario di Corso Australia e della manifestazione di interesse presentato da Leroy Merlin (multinazionale del fai da te) sull’area.

La “cattedrale” progettata dall’architetto Davanzo negli anni Cinquanta, sottoposta a vincolo architettonico dal 2008, è abbandonata da almeno 30 anni se non per la presenza di pochi privati, la sede di Confcooperative e della Protezione Civile che hanno ristrutturato delle aree annesse e un’associazione che organizza gli acquisti di cibo biologico a km 0 di circa 400 famiglie. Per l’area negli scorsi anni era stato presentato da un insieme di privati e associazioni un progetto di Distretto di Economia Solidale, che non ha mai visto la luce se non una delibera consiliare che ne ha vincolato l’area a scopi sociali prima che commerciali. L’ultima giunta e l’ultimo commissario hanno però cambiato il destino di quest’area. Già dal 2014 Leroy Merlin sembrava dovesse insediarsi a Padova Est, progetto poi sfumato in seguito alla previsione di posizionare il nuovo ospedale. l’11 novembre 2016, proprio il giorno prima della caduta della giunta, l’amministrazione guidata da Massimo Bitonci riceve la manifestazione di interesse di Leroy Merlin, che di fatto dà inizio all’iter di confronto con gli uffici comunali per la predisposizione di un progetto preliminare quale base per il futuro bando pubblico. https://serviziweb4.comune.padova.it/…/D1D7BA07BC7EA658C125…

Con il commissario Penta nulla si muove in attesa della nuova amministrazione eletta, ma il suo successore De Biagi con la delibera 160 dell’11 maggio 2017 firma la dichiarazione del pubblico interesse del progetto dell’ATI guidata dal gruppo Leroy Merlin e dall’impresa di intrattenimento ZED (Leroy Merlin s.r.l. e DIZ s.r.l.) che vincola a quello presentato qualsiasi progetto futuro sull’area. Con la delibera 26 del 6 giugno 2017, si inserisce l’opera di risistemazione di Corso Australia in Project Financing nel Documento Unico di Programmazione 2017-2019 del Comune di Padova. L’8 giugno 2017 con la delibera 218, si approva il progetto di fattibilità. https://serviziweb4.comune.padova.it/…/C63533A87D3CED41C125… Il 14 giugno 2017, in piena fase elettorale e a tempo di record, esce il bando basato sul progetto di fattibilità di Leroy Merlin con scadenza 21/08/2017. Questa procedura è regolamentata dal Codice degli Appalti che prevede le regole generali per i bandi di gara e che dà delle garanzie anche ai proponenti di progetti in project financing. Gli uffici comunali hanno fortemente sconsigliato qualsiasi azione da parte dell’amministrazione in quanto bloccare o interrompere la procedura avrebbe potuto comportare un contenzioso legale con LM. Le criticità presentate dal progetto sono molte. A fronte della ristrutturazione della “cattedrale” (24 milioni di Euro, più 20 di manutenzione straordinaria in 50 anni) ed un canone di 50.000€/anno, il Comune si impegna a cedere l’area per 50 anni e a costruire un cavalcavia (anch’esso dichiarato di pubblica utilità) che collega la corsia di corso Australia verso Vicenza all’area interessata (costo 8 milioni di Euro), o di spendere una cifra equivalente in opere di urbanizzazione. La ristrutturazione, oltre ad un’area di 16.000 mq (la più grande del Nord Est) per Leroy Merlin, prevede altri 10.000 mq per altro commercio che l’ATI proponente può affittare a terzi, la costruzione di un nuovo teatro Geox stabile, un albergo o una struttura di ricezione e, dal 2028, la sede di un nuovo Planetario. In altri termini, il Comune paga 8 milioni di Euro per una ristrutturazione importante, ma che risponde ai criteri dell’investimento economico privato, ovvero è redditizia. È davvero il modo migliore di investire 8 milioni in quell’area? Forse sì, ma ci sarebbe piaciuto che ci fosse un dibattito in città attorno a questa ipotesi. La fretta non lo ha consentito. A nostro avviso, le ricadute sulla città sembrano insufficienti e, anzi, troppo onerose rispetto ai vantaggi offerti all’ATI composta dal LM e ZED. In particolare non si tiene conto di tutte le attività che già insistono sulla zona, di una progettazione del verde adeguata, di una mobilità che tenga conto del trasporto pubblico, di possibili spazi ad uso pubblico, dell’utilizzo dei parcheggi, dell’integrazione dell’area nel quartiere e nel tessuto cittadino. Da verificare infine quale impatto avranno i nuovi edifici (hotel e planetario) che il bando prevede di inserire, rispetto ad un contesto di area a vincolo architettonico.

Pur comprendendo i risvolti legali che preoccupano l’amministrazione, Coalizione Civica per Padova chiede alla Giunta scelte coraggiose in favore della città e si adopererà con i cittadini e gli enti pubblici e privati interessati affinché sia rivisto e migliorato il progetto di affidamento dell’area. Coalizione Civica per Padova sta esaminando e valutando i passaggi amministrativi - a tutti apparsi molto sbrigativi - che hanno portato il bando ad essere pubblicato in piena fase elettorale, con la durata di soli due mesi e con scadenza estiva. Ci impegniamo a verificare quali siano gli spazi di manovra possibili da parte dell’amministrazione dopo la chiusura del bando e prima della concessione definitiva dell’area. Rimane inoltre il nostro impegno a supportare cittadini e associazioni per migliorare il più possibile il progetto in favore della città nella convinzione che un progetto di questo genere debba essere discusso in profondità e tutelare le importanti attività sociali già in corso nell’area.
Coalizione Civica per Padova

martedì 22 agosto 2017


 
News

Il Parlamento europeo mette al bando Monsanto. L’azienda produttrice del RoundUp ha rifiutato di partecipare a un’audizione sull’erbicida glifosato.
I rappresentanti di Monsanto non possono più entrare al Parlamento europeo, dopo che la multinazionale statunitense ha rifiutato di partecipare alle audizioni su “I Monsanto Papers e il glifosato”, organizzate dalle commissioni ambiente e agricoltura per l’11 ottobre, in merito alle accuse secondo cui Monsanto, produttrice del RoundUp, avrebbe indebitamente influenzato le decisioni delle autorità regolatorie sui rischi dell’erbicida glifosato. >>



Veneto, i veleni della fabbrica nel sangue dei residenti.
Miteni Spa a Trissino. La «guerra dei Pfas» tracima i confini e diventa istituzionale e politica. Botta e risposta tra il governatore Zaia e la ministra Lorenzin. In 79 Comuni nelle province di Verona, Vicenza e Padova, 250 mila contaminati. La “guerra dei Pfas” tracima oltre i confini del Veneto. E diventa istituzionale, politica, ma soprattutto sui risarcimenti. Le sostanze perfluoro alchiliche (Pfas) hanno già avvelenato il sangue di più di 250 mila residenti in 79 Comuni fra le province di Verona, Vicenza e Padova. E come certificato dalla relazione dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Treviso fin dal 1990 la Miteni Spa a Trissino inquinava il suolo nell’impianto e il vicino torrente Poscola. >>



Nuovo scandalo negli Usa: la guerra sporca di Monsanto al biologico.
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