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Riuscito il presidio di protesta ed informazione davanti alla sede del Settore Contratti, Appalti e Provveditorato di Padova

Riuscito il presidio di protesta ed informazione in via N. Tommaseo, 60, davanti alla sede del Settore Contratti, Appalti e Provveditorato di Padova (Palazzo Gozzi antistante alla chiesa della Pace): la partecipazione è stata ampia, in periodo di ferie più di 60 cittadini si sono presentati a sostenere l’iniziativa che contesta il progetto di ristrutturazione dell’area dell’ex Foro Boario di Corso Australia, da parte dell’amministrazione e Leroy Merlin, che mira a realizzare un grande centro commerciale con nuove edificazioni ed un nuovo cavalcavia limitrofo all’area del cimitero maggiore. Come da noi previsto, anche se ci accusavano di essere tendenziosi, alla gara si è presentato un solo partecipante. La Leroy Merlin (alla faccia di chi teorizza la libera concorrenza...).

Abbiamo colto l’occasione per presentare in pubblico la nuova iniziativa del comitato ex Foro Boario Davanzo: oggi è partita la raccolta di firme (minimo 500) per validare la richiesta dei cittadini di discussione del problema, in Consiglio Comunale, al fine di giungere ad una delibera che stabilisca il rispetto degli equilibri tra Grande Distribuzione Organizzata e il piccolo e medio commercio presente sul territorio e pertanto che non siano concesse ulteriori autorizzazioni ad insediamenti commerciali della G.D.O. e che l’intera superficie dell’ex Foro Boario DAVANZO di Corso Australia, sia destinata ad opere ed impianti di interesse collettivo o sociale.

L’apertura delle buste accelera i tempi utili alla raccolta delle firme, quindi invitiamo tutti i residenti che hanno a cuore lo sviluppo democratico, partecipato e trasparente di Padova di recarsi a firmare il modulo di proposta di deliberazione consigliare al più presto. Allo scopo sappiate che per firmare potete appoggiarvi ad AltrAgricoltura Nord Est, presso la sua sede in Corso Australia 61 – PD, ogni giorno dal lunedì al venerdì, dalle ore 12:00 alle 16:00. AltrAgricoltura Nord Est


AltrAgricoltura Nord Est

martedì 22 agosto 2017


 
News

Ammazzarsi non è la soluzione.
Giovanni Viola, trentenne, si è impiccato nella sua azienda agricola. Giovanni era sposato, era padre di un bambino, era un produttore agricolo capace, era una brava persona che non accettava la situazione economica in cui era precipitato. Per tutto questo non ha retto. Le brave persone non fanno mai del male agli altri, non ci riescono, e per questo ieri dopo pranzo si è recato nella sua azienda e li ha compiuto l’ultimo atto - assurdo e per nulla condivisibile - della sua breve vita. Siamo alla resa dei conti, quello di ieri non è il gesto disperato di un singolo. NO! Vittoria sta vivendo la crisi economica e sociale più ampia della sua storia recente. Migliaia di titolari di aziende agricole, artigianali e commerciali si trovano nelle stesse condizioni economiche e psicologiche in cui si trovava Giovanni. Nessuno ha compreso quanto sia ampio il livello di disperazione di questa terra. Quella di ieri è solo una piccola frazione della punta dell’iceberg che ci sta venendo addosso. Il rischio, che va subito contrastato è l’emulazione. Togliersi la vita non è la soluzione. >>



SOLIDARIETA' AL POPOLO MAPUCHE!
“Operazione Uragano”. È il nome che i carabinieri cileni hanno scelto per un’azione repressiva contro 8 leader del popolo mapuche, il popolo “originario” che da secoli lotta per la sua terra. Gli 8 erano stati arrestati, in via preventiva, per associazione terroristica, accusati di aver prodotto attacchi incendiari. >>



Le Ong possono chiedere il riesame delle autorizzazioni agli OGM, perché ambiente e salute sono connessi. Il Tribunale dell’Ue dà torto alla Commissione.
Il Tribunale dell’Ue ha annullato la decisione con la quale la Commissione europea aveva respinto la richiesta di un’organizzazione non governativa, la TestBioTech, volta ad ottenere il riesame dell’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti contenenti soia geneticamente modificata. La richiesta dell’Ong era stata avanzata sulla base di un regolamento dell’Unione che consente alle organizzazioni non governative di partecipare ai processi decisionali in materia ambientale, il cosiddetto “regolamento di Aarhus”. La Commissione Ue aveva obiettato che gli aspetti legati alla valutazione sanitaria degli alimenti o dei mangimi OGM non potevano essere esaminati nel contesto del regolamento di Aarhus, dal momento che tali aspetti non riguardavano la valutazione dei rischi ambientali, bensì il settore della sanità. >>