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Aumenta la temperatura media globale: è allarme siccità.

La temperatura media globale continua ad aumentare: la primavera 2017 è la terza più asciutta dal 1800 ad oggi, con un'anomalia di +1,9 gradi. Lo rende noto l'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima (Isac) del Cnr. E il clima impazzito di questi primi mesi dell'anno ha già provocato danni stimati dalla Coldiretti in quasi un miliardo di euro.

La colonnina di mercurio continua a salire e le conseguenze purtroppo non si fanno attendere. L'ultimo monito, solo in termini di tempo, viene dal Noaa - il National Oceanic and Atmospheric Administration. E se le temperature sono superiori alla media in tutte le parti del mondo, è proprio nel nostro emisfero che si registrano i picchi più pesanti. A nord-est dell'Asia e in l'Alaska le anomalie sono state di +3°/4 gradi. La temperatura è aumentata rispettivamente di +1,37°c nelle terre emerse e di +0.73°c negli oceani. Per quanto riguarda le precipitazioni, maggio ha portato la primavera 2017 ad essere la terza più asciutta dal 1800 ad oggi, con un deficit di quasi il 50% rispetto al periodo 1971-2000. Una situazione che aggrava l'allarme siccità nelle nostre campagne e città dove il calo delle precipitazioni è stato del 47,4% rispetto alla media. Al nord la riduzione è stata addirittura del 72,3%, provocando quella che, secondo Coldiretti è forse la peggiore crisi idrica del decennio, e che mette a repentaglio gran parte del nostro settore agro-alimentare.

Le conseguenze dirette della degradazione del suolo sono la desertificazione negli ambienti tropicali e mediterranei e il dissesto idrogeologico in ambienti a clima piovoso. Secondo la Codiretti ci troviamo dunque di fonte ad una "tropicalizzazione del clima" e se vogliamo cotinuare a mantenere un’agricoltura di qualità, è necessario raccogliere l'acqua nei periodi più piovosi con interventi strutturali che non possono essere più rimandati.


www.repubblica.it

giovedì 22 giugno 2017


 
News

Il Tribunale dell’Ue respinge i ricorsi (di Bayer e Syngenta)) contro le restrizioni ai pesticidi neonicotinoidi pericolosi per le api. Accolto in gran parte quello sul fipronil.
Le restrizioni all’uso di tre pesticidi neonicotinoidi – clothianidin, tiametoxam e imidacloprid – introdotte dalla Commissione europea nel 2013 erano scientificamente giustificate, perché basate sulla valutazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che aveva accertato l’esistenza di effetti inaccettabili di queste sostanze attive sulle api. Lo ha stabilito il Tribunale dell’Ue respingendo integralmente i ricorsi presentati dalla Bayer, che produce e commercializza l’imidacloprid e il clothianidin all’interno dell’Unione, e dal gruppo Syngenta, produttore del tiametoxam, nonché di sementi conciate. Syngenta aveva anche chiesto un risarcimento di almeno a 367,9 milioni di euro. >>



L’allarme di Coldiretti: “I limoni siciliani stanno scomparendo”
L’allarme di Coldiretti: “I limoni siciliani stanno scomparendo” – Non si capisce perché ci fanno acquistare a 3 euro il prodotto che arriva dall’altra parte del mondo e non consumare quello della nostra terra !!! >>



Ammazzarsi non è la soluzione.
Giovanni Viola, trentenne, si è impiccato nella sua azienda agricola. Giovanni era sposato, era padre di un bambino, era un produttore agricolo capace, era una brava persona che non accettava la situazione economica in cui era precipitato. Per tutto questo non ha retto. Le brave persone non fanno mai del male agli altri, non ci riescono, e per questo ieri dopo pranzo si è recato nella sua azienda e li ha compiuto l’ultimo atto - assurdo e per nulla condivisibile - della sua breve vita. Siamo alla resa dei conti, quello di ieri non è il gesto disperato di un singolo. NO! Vittoria sta vivendo la crisi economica e sociale più ampia della sua storia recente. Migliaia di titolari di aziende agricole, artigianali e commerciali si trovano nelle stesse condizioni economiche e psicologiche in cui si trovava Giovanni. Nessuno ha compreso quanto sia ampio il livello di disperazione di questa terra. Quella di ieri è solo una piccola frazione della punta dell’iceberg che ci sta venendo addosso. Il rischio, che va subito contrastato è l’emulazione. Togliersi la vita non è la soluzione. >>