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Caporalato a Verona Immigrati sfruttati: cinque arresti

La guardia di finanza di Cesena ha smantellato oggi una rete di caporali che sfruttava il lavoro di stranieri irregolari nelle aziende agricole della provincia di Forlì, Ravenna e Verona. I finanzieri hanno arrestato cinque persone, tutte di nazionalità marocchina, e indagato altri quattro a piede libero. Le indagini hanno permesso di documentare le condizioni di sfruttamento dei dipendenti di tre cooperative di proprietà degli indagati.

I lavoratori percepivano stipendi da fame «tanto da non poter comprare il pane per sfamarsi» ed erano costretti a vivere «ammassati in due abitazioni di Cesena tra escrementi e sporcizia». Individuati dieci lavoratori senza permesso di soggiorno, alcuni dei quali impiegati per l’inoculazione di vaccini antivaiolo ad animali, e 38 senza contratto. La Guardia di Finanza di Forlì-Cesena ha lavorato in collaborazione con i colleghi di Soave nei confronti di un’associazione criminale dedita al reclutamento ed allo sfruttamento di cittadini extracomunitari che venivano impiegati in aziende agricole del forlivese, del ravennate e del veronese. Gli arrestati rispondono di associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e di impiego di lavoratori privi di permesso di soggiorno, mentre per gli indagati il reato ipotizzato è aver reso false dichiarazioni alla polizia giudiziaria per consentire agli arrestati di eludere le investigazioni in corso.

Le indagini, svolte anche con intercettazioni telefoniche nei confronti dei «caporali», hanno documentato le condizioni di sfruttamento cui erano sottoposti i dipendenti di tre società cooperative di proprietà degli indagati che «ottenevano lavori in appalto da numerose aziende agricole locali - precisa una nota delle Fiamme Gialle - per le quali svolgevano lavoro di facchinaggio e, più in particolare, procedevano ad ingabbiare gli animali per la successiva vendita.

In tale contesto è stato rilevato che gli animali subivano maltrattamenti in quanto maneggiati da soggetti inesperti». I lavoratori «percepivano retribuzioni in modo difforme o comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato. Inoltre erano sottoposti a situazioni degradanti.
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giovedì 9 marzo 2017


 
News

Rapporto Caritas. In 10 anni poveri quasi triplicati.
Dal 2007 i poveri aumentati del 182%, uno su due è giovane o minorenne. In crescita anche i senza dimora. In Italia c'è un "esercito di poveri" in attesa che "non sembra trovare risposte e le cui storie si connotano per un'allarmante ronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni". Lo sottolinea Caritas nel Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto. Il numero dei poveri assoluti - ricorda l'organizzazione rilanciando i dati Istat - "continua ad aumentare" e supera i 5 milioni. "Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%, un dato che dà il senso dello stravolgimento" causato dalla crisi. "Esiste uno 'zoccolo durò di disagio che assume connotati molto simili a quelli esistenti prima della crisi economica del 2007-2008 con la sola differenza che oggi il fenomeno è sicuramente esteso a più soggetti". Tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono un milione 208mila (il 12,1% del totale) e i giovani nella fascia 18-34 anni 1 milione 112mila (il 10,4%): "Oggi quasi un povero su due è minore o giovane". >>



I colli del Prosecco si spopolano: “Troppi pesticidi, non si respira e ci si ammala”
Case in svendita tra i vigneti: l’abuso di fitofarmaci influenza il mercato immobiliare coneglianese. CONEGLIANO – Fuggono dai colli e cercano una casa in centro. Perché, lo smog cittadino, è preferibile ai pesticidi che, ogni primavera, rendono l’aria delle colline coneglianesi irrespirabile. L’utilizzo di fitofarmaci sui vigneti del Prosecco sta influenzando il mercato immobiliare. Da una parte si ha un centro città saturo, dove è difficilissimo trovare immobili in affitto, dall’altra un circondario collinare zeppo di abitazioni vuote, in vendita. Anzi: in svendita. >>



Semine di mais OGM Mon810 in Friuli Venezia Giulia: comunicato ufficiale del "Coordinamento Zero OGM"
Il Coordinamento Zero OGM comunica che, a seguito delle semine illegali di mais OGM MON 810, avvenute il 21 aprile 2018 da parte del Signor Giorgio Fidenato nei campi di Colloredo di Monte Albano ( UD ) e in data imprecisata a Vivaro ( PN ), lunedì 09 luglio 2018 gli agenti del Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia hanno provveduto all’estirpazione del mais ed al ripristino della legalità. Nella stessa giornata sono stati abbattuti complessivamente, su disposizione del Ministero delle Politiche Agricole, 6.000 mq. di mais geneticamente modificato, prima nei campi di Colloredo di Monte Albano, poi in quelli di Vivaro. >>