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Fermare il governo Turco.

Questa notte in Turchia si è avverato quanto si temeva da tempo, ossia da quando, senza alcuna conseguenza-critica sul piano internazionale, la maggioranza fedele ad Erdogan aveva eliminato l'immunità parlamentare:: sono stati arrestati o sono ancora ricercati i parlamentari eletti nelle liste dell'HDP, cinquantanove. E' in stato di arresto Demirtas, ed altri 12 parlamentari dell'HDP, una forza politica che ha raggiunto 6 milioni di voti e superato per due volte lo sbarramento del 10% così impedendo la trasformazione in senso presidenziale ed autoritario della Costituzione turca. Un colpo di stato che riafferma con chiarezza la natura del regime totalitario di Erdogan.

Che questo fosse il destino di quanti si sono spesi democraticamente nelle elezioni in Turchia cercando di affermare la dialettica democratica in un paese di fatto in guerra da decenni era chiaro e prevedibile, ed il pericolo si è accentuato, nel disinteresse generale, dopo il tentato colpo di stato; nelle scorse settimane e negli scorsi mesi sono stati arrestati tutti gli appartenenti alle “categorie a rischio”: sindaci, avvocati, magistrati, giornalisti, ma anche accademici, persone di cultura. Si parla ormai con quasi certezza di reintroduzione della pena di morte, e molti oppositori al regime di Erdogan la vita l'hanno persa davvero. Per tutti, ricordiamo Tahir Elci, presidente dell'Ordine degli Avvocati di Diyarbakir, assassinato in piazza.

Come Giuristi crediamo ormai indispensabile per chiunque abbia a cuore le regole della democrazia e del diritto prendere una posizione chiara e forte contro la barbarie che il regime di Erdogan sta ristabilendo in Turchia. E la prima, improrogabile, azione che non può essere evitata è l'immediata sospensione dell'accordo Ue-Turchia, che assicura al governo di Erdogan ingenti stanziamenti formalmente destinati al rafforzamento del controllo sulle frontiere ed all'accoglienza dei profughi. L'Ue sta destinando i profughi delle guerre in Siria al paese forse più insicuro e più totalitario dell'intera area mediorientale! Come Giuristi Democratici chiediamo a tutti coloro che rivestono responsabilità politiche ed istituzionali di attivarsi immediatamente perché almeno il nostro paese operi immediatamente ogni opportuna azione di protesta nei confronti del governo turco sia a livello diplomatico (la Germania lo sta già facendo oggi) sia mediante congelamento di ogni accordo che possa favorire il regime di Erdogan, sia in sede europea e internazionale, chiedendo l'immediata liberazione di tutti i parlamentari Hdp.

Per parte nostra, continuiamo la nostra azione di osservatori internazionali ai processi che in questi giorni si susseguono nei tribunali turchi contro gli avvocati democratici. Ieri a Midyat contro l'avv. Deniz Surgut, che rimarrà in carcere, dopo un anno di detenzione e dopo aver subito tortura, fino alla prossima udienza (il 19.1.17); il 14 novembre al processo contro i legali di Ocalan (per cui è possibile anche sentenza); ora, presso il Tribunale di Diyarbakir, dove sono in corso le convalide degli arresti dei parlamentari arrestati stanotte. Invitiamo tutte le associazioni dei legali, dei magistrati, dei giuristi, e gli Ordini Professionali, a sostenere la nostra battaglia perché anche in Turchia si possa continuare a parlare, opporsi ed a difendere.
http://www.giuristidemocratici.it/

venerdì 4 novembre 2016


 
News

Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada,
Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada, già in vigore provvisorio dal 21 settembre 2017, un piccolo Stato che blocca l'iter di ratifica di un accordo dalle conseguenze devastanti per l'agroalimentare, decisione esplosiva che speriamo sia ripresa da altri Stati europei, Italia innanzitutto. Con 37 voti contrari e solo 18 favorevoli (partito di Sinistra Akel e socialisti contrari, destra favorevole), il 31 luglio il Parlamento della piccola Cipro ha detto NO al trattato di libero scambio fra UE e Canada. Tutti i partiti, ad eccezione della destra, hanno votato contro il CETA, opponendo diverse motivazioni: dai rischi del tribunale ICS, costruito su misura per le multinazionali che vogliono fare causa agli stati, alla mancata protezione dei prodotti tipici, tra cui ricordiamo il formaggio di capra Halloum, esposti alla pirateria alimentare d'oltreoceano. E poi i pericoli dell’uso troppo disinvolto di pesticidi come il glifosato, che in Canada viene utilizzato per seccare il grano prima della raccolta, e la paura di accrescere ulteriormente il potere delle grandi imprese. >>



Covid e biologico: il 73% delle aziende in crisi a causa della pandemia.
Per oltre due aziende su tre del settore biologico la possibilità di reggere alla crisi economica sopraggiunta a causa dell’emergenza sanitaria è di massimo tre mesi. È questo uno dei primi dati dell’analisi voluta e sviluppata dalle tre maggiori organizzazioni del comparto, Aiab, FederBio e Assobiodinamica, a partire da una proposta della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (FIRAB), per rilevare l’impatto della pandemia da Covid19 sul biologico. >>



Coronavirus, 5,7 mln di litri di latte al giorno dall’estero
Ogni giorno 5,7 milioni di litri di latte straniero attraversano le frontiere e invadono l’Italia con cisterna o cagliate congelate low cost di dubbia qualità in piena emergenza coronavirus, proprio mentre alcune aziende di trasformazione cercano di tagliare i compensi riconosciuti agli allevatori italiani, con la scusa della sovrapproduzione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati del Ministero della salute relativi ai primi quindici giorni del mese di marzo 2020 sui flussi commerciali dall’estero in latte equivalente. Bisogna fermare qualsiasi tentativo di speculazione sui generi alimentari di prima necessità come il latte che – sottolinea la Coldiretti – nell’ultima settimana di rilevazione sui consumi ha registrato un balzo del 47% degli acquisti da parte delle famiglie, sulla base dei dati IRI che evidenziano anche l’aumento degli acquisti di formaggi, dalla mozzarella (+35%) al Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+38%). >>