No all’olio di palma nel latte per neonati: la rivista Test il Salvagente lo trova in 25 marche e chiede che venga sostituito
La rivista mensile Test – Il Salvagente ha misurato la concentrazione del 3-Mcpd – classificata come una sostanza altamente tossica – nell’olio di palma, impiegato anche come ingrediente nel latte in polvere dei lattanti. I risultati sono incredibili: in seguito alla raffinazione, il contenuto di 3-monocloropropandiolo (3-Mcpd) nell’olio di tropicale passa da 31 mcg/kg (microgrammi per kg) a 2.920 mcg/kg. In altre parole se il consumo di grasso tropicale tal quale non presenta grossi problemi, quello raffinato utilizzato in occidente nei biscotti, nelle merendine e in quasi tutti i prodotti da forno, ha un contenuto esorbitante di contaminanti da processo, come ha anche evidenziato il recente rapporto dell’Efsa. Il 3-Mcpd è considerato un sostanza tossica, anche se al momento non esistono limiti per la presenza negli oli vegetali. A questo punto viene spontaneo chiedersi per quale motivo l’olio di palma sia utilizzato in quasi tutte le confezioni di latte per neonati.
Come specificato nel dossier della rivista, l’olio di palma e l’acido palmitico estratto dal grasso tropicale sono ingredienti comuni nella quasi totalità delle confezioni di latte in polvere per lattanti. Il motivo è semplice: la composizione del latte artificiale deve rispecchiare quanto più possibile quella del latte materno, che è costituito da un’alta percentuale di grassi saturi, tra i quali figura anche l’acido palmitico, presente in grandi quantità nell’olio di palma che diventa l’ingrediente ideale per i produttori anche perché costa poco.
La lista delle confezioni di latte artificiali che contengono olio di palma è molto lunga e comprende 36 prodotti di grandi e piccoli marchi, anche biologici. L’elenco comprende: Mellin, Humana, Plasmon, Novalac, Nipiol, Nutricia, Unifarm, Hipp, Demeter, Blemil, Milte, Dicofarm e Nestlè. Solo quattro prodotti di due marche, Plasmon e Crescendo Coop, non lo usano. Per altre due referenze a marchio Plasmon non si può avere la certezza della presenza visto che sull’etichetta compare ancora la dicitura generica “oli vegetali”.
Il tema dell’olio tropicale nelle formule per lattanti lo abbiamo già trattato in passato, chiedendo alle case produttrici qual’era l’ingrediente usato al posto del grasso di palma senza però ricevere risposte esaustive. La realtà è che oggi la maggior parte del latte per lattanti contiene olio di palma contaminato da tre composti chimici che si formano in seguito alla raffinazione. La tossicità di questi tre composti è stata riconosciuta dall’Autorità per la sicurezza alimentare europea poche settimane fa. L’altro elemento da considerare è che l’olio di palma non si trova in nessun altro alimento per lattanti. A questo punto perché proporre ai neonati un ingrediente con composti giudicati dalle autorità sanitarie tossici? Oggi più che mai appare urgente la necessità di sostituire l’olio di palma nelle formule per bambini, dove l’unica ragione per mantenerlo è di carattere economico e non tecnologico. Diverse inchieste, tra cui quella de Test – il Salvagente dimostrano che un’alternativa con un minor contenuto di residui pericolosi e con un minore impatto sull’ambiente è possibile. Allora perché non farlo? Lo dobbiamo soprattutto alla salute dei più piccoli.
(di Giulia Crepaldi)
www.ilfattoalimentare.it/
giovedì 26 maggio 2016
|