PADOVA: CONTINUA LA LOTTA PER IL DIRITTO ALLA CASA!
In questo fine settimana, lo Sportello sociale di Rifondazione comunista è intervenuto in quattro casi di sfratto ottenendone il rinvio.
Quattro casi, come nella stragrande maggioranza, per morosità incolpevole a causa di affitti troppo alti in proporzione ai salari; redditi che si riducono per la perdita del posto o per riduzioni degli orari di lavoro.
Situazioni non facili da risolvere nell’assenza di politiche capaci di dare risposte, di affrontare il problema alla radice.
Le politiche di austerità che hanno progressivamente ridotto i margini di
intervento dei comuni nel sociale, la scelta di ridurre il patrimonio pubblico
abitativo nella crisi invece di incrementarlo, rendono facile la propaganda della
guerra tra poveri.
Nel Veneto, ci sono migliaia di appartamenti chiusi di proprietà pubblica dell’Ater
e dei comuni. Appartamenti non destinati alle graduatorie né all’emergenza
abitativa.
Un patrimonio che risanato, magari con l’auto-recupero degli assegnatari, oppure
impiegando piccole aziende artigiane, creando nuove opportunità di lavoro,
potrebbe essere sufficiente a dare una risposta alle migliaia di famiglie e persone
sotto sfratto nel Veneto: seimila nel 2014.
Un doppio investimento a fini sociali e produttivi che non si vuole fare per
favorire la speculazione immobiliare da un lato e per alimentare la guerra tra
poveri dall’altro.
Continuiamo la lotta per il diritto alla casa per tutti/e, per il reddito, contro la
precarietà e lo sfruttamento.
Sportello sociale di Rifondazione comunista - Padova
Sportello Sociale di Rifondazione Comunista
sabato 19 marzo 2016
|