Non crediamo ai nostri occhi!
In risposta all'articolo "Non crediamo in BIO", Altroconsumo 295, di settembre 2015, dove è evidente manchi un'adeguata ricerca su fonti scientifiche, abbiamo deciso di riprendere numerosi studi che potranno essere di spunto ai lettori per una reale riflessione sulla scelta di alimentarsi con o senza prodotti bio.
Lo scopo dell'informazione, anche critica, dovrebbe essere quello di fornire dati sufficienti al cittadino-lettore per permettergli la formulazione di un opinione. I commenti e le conclusioni si fanno alla fine con dati alla mano e non all'inizio come invece appare già nel titolo dell'articolo. Nell'articolo di Altroconsumo i dati stessi dell'inchiesta testimoniano il fatto che nel bio solo su un campione sono stati rilevati dei residui, tra l'altro inferiore al limite concesso nel convenzionale, nei prodotti convenzionali invece, in tutti i campioni è stata rilevata la presenza di diversi tipi di pesticidi che quindi hanno un effetto cumulativo per chi assume il prodotto.
L'ecomonitor di Baden-Württemberg in Germania che dal 2002 effettua studi di comparazione tra prodotti bio e convenzionali, ha confermato che il cibo biologico è più sicuro di quello non biologico. "La differenza rispetto ai prodotti non bio è particolarmente evidente quando vengono presi in considerazione gli alimenti ortofrutticoli:gli ortaggi, infatti, presentano una quantità media di residui di pesticidi circa 320 volte inferiore rispetto a quella degli ortaggi non biologici".
Lo stesso studio ci tiene a precisare però che "nonostante quasi tutti i prodotti bio non abbiano residui di pesticidi chimici, non si può escludere a priori che non si possano ritroviarne tracce all'interno di essi. Fino a quando la maggior parte dell'agricoltura sarà basata sull'uso di sotanze chimiche, i residui di pesticidi saranno inevitabilmente riscontrati anche nell'ambiente che ci circonda".
Biologico e nutrizione
La percezione comune del consumatore suggerisce che gli alimenti prodotti con metodi biologici possiedano anche un valore nutrizionale superiore e che siano più ricchi di minerali e vitamine e, quindi, maggiormente salutari rispetto a quelli prodotti con metodi convenzionali (Hoefkens et al. 2009).
Risultati di studi pubblicati tra il 1958 e il 2008, incentrati sulle caratteristiche nutrizionali degli alimenti biologici, evidenziano come le caratteristiche nutrizionali degli alimenti bio e di quelli prodotti con metodi tradizionali risultino simili (Dangour et al., 2009). In tempi più recenti, attraverso un esteso lavoro di review della letteratura scientifica esistente, Smith-Spangler et al. (2012) sono giunti alla medesima conclusione, tuttavia il consumo di cibi bio permette di ridurre l'esposizione dell'organismo a sostanze nocive per l'organismo quali, ad esempio, pesticidi e batteri resistenti agli antibiotici.
Alcuni di questi risultati sono in contrasto con quanto emerso dal progetto "Improving quality and safety and reduction of costs in the European organic and low input supply chains" (QLIF- Quality Low Input Food), finalizzato alla valutazione della qualità e salubrità dei prodotti bio. In disaccordo anche con quanto dichiarato dal controverso studio pubblicato dalla English Food Standard Agency, che negava eventuali differenze nutrizionali fra prodotti biologici e convenzionali, i ricercatori dell'Institute for Ecological Agriculture hanno evidenziato come i prodotti biologici possano avere un effetto positivo sulla salute umana per via del maggior contenuto di acidi grassi polinsaturi, carotenoidi, vitamine e antiossidanti in alimenti quali lattuga, pomodori e patate. Le evidenze di questi anni di ricerche mostrano anche come nel latte bio il contenuto di grassi polinsaturi, di CLA e di Omega-3, risulti superiore di circa il 60% rispetto ad alimenti provenienti da tecniche di produzione convenzionali (http://www.qlif.org ).
Da evidenziare che anche i metodi di produzione e la varietà coltivata, influenzando in modo significativo la quantità della produzione, sono determinanti ai fini del contenuto in nutrienti degli alimenti. Altri fattori produttivi, come il suolo, il clima, gli attacchi di parassiti e patogeni, lo sviluppo di infestanti, l'applicazione di pesticidi e il metodo di raccolta, possono anch'essi condizionare le caratteristiche organolettiche del prodotto. Infine, anche le modalità di trasporto, la conservazione e la preparazione incidono sulle caratteristiche nutrizionali degli alimenti (Holden, 2002). Allo stesso modo, la composizione in nutrienti di prodotti di origine animale può essere influenzata da diversi fattori, tra cui la razza e l'età dell'animale, , il regime alimentare e le condizioni climatiche stagionali.
Biologico e sicurezza alimentare
È riconosciuto che gli alimenti bio sono considerati dalle persone che li acquistano come più "sicuri" degli alimenti tradizionali. I consumatori sono persuasi che gli alimenti biologici contengano meno contaminanti o composti chimici di sintesi e siano, in generale, più salutari degli altri, per questo li scelgono. (Hoefkens et al., 2009- ).
La produzione alimentare convenzionale utilizza comunemente pesticidi organofosfati (OP), che possono avere effetti negativi sulla salute, mentre il cibo biologico è considerato sano perché è prodotto senza questi pesticidi. Gli studi suggeriscono che il consumo di alimenti biologici può ridurre significativamente il livello di OP. Nei bambini che sono sottoposti ai pesticidi relativamente sono stati registrati livelli più elevati rispetto agli adulti a causa della diversa dieta, peso corporeo, comportamento e un metabolismo meno efficiente. Lo studio conclude che il consumo di una dieta biologica per una settimana ha ridotto significativamente gli OP negli adulti esposti(Oates, Cohen, 2014).
La caratteristica dei pesticidi è di essere progettati con "effetto sistemico": la molecola del pesticida attraverso le foglie, le radici o addirittura attraverso il trattamento del seme, penetra nel torrente circolatorio della pianta (il sistema linfatico) e da lì si distribuisce in tutte le parti della pianta) o citotropico (cioè i grado di penetrare nei tessuti prossimi al punto di applicazione).
L'effetto degli insetticidi sistemici può durare per mesi. A voi le conclusioni.
(di Laura Lincesso)
Altre Fonti:
1) Stephanie M. Engel et al. Prenatal pesticides and cognitive development, Environmental Health Perspective 2011;
2) Yegambaram et al Role of environmental contaminants in the etiology of the Alzheimer's disease: a review 2015 ,
3)Meisinger-Watzl Customers Purchasing Organic Food-Do they live healthier? Results of German National Nutrition Survey II.... 2014
4)Curl CL et alt Estimating Pesticide Exposure from Dietary Intake and Organic Food Choices: The Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis (MESA) Environ Health Perspect. 2015 )
www.aiab.it
venerdì 6 novembre 2015
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