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Da Pisa una storia di ordinario sfruttamento nel settore alimentare.

All’ombra della torre pendente i Cobas denunciano una situazione di ordinario sfruttamento che coinvolge oltre trenta lavoratori in gran parte immigrati che hanno un credito con la proprietà di circa 250 mila euro tra mensilità, tredicesime e trattamenti di fine rapporti non corrisposti. I lavoratori hanno indetto una conferenza stampa a Palazzo Gambacorti (sede del comune di Pisa) alla presenza anche del consigliere Auletta di Città in Comune- Rifondazione. Abbiamo intervistato i lavoratori che hanno deciso di rispondere collettivamente.

Qual’ è la vostra storia Il Panificio Bolognese, (nato come azienda individuale Panificio Bolognese) è in debito con i propri dipendenti per decine di migliaia di euro. Una annosa vicenda che vogliamo rendere pubblica chiedendone conto anche alle amministrazioni locali, alla coop (il principale committente del panificio), alla direzione provinciale del lavoro e alla stessa Guardia di Finanza. Singoli lavoratori hanno presentato esposti dei quali non sappiamo nulla, una situazione di illegalità che dovrebbe smuovere anche l’amministrazione comunale che si erge a difesa della trasparenza La vicenda inizia nel novembre 2010, con il passaggio della sede operativa e la contestuale apertura di una SRL denominata Panificio Bolognese, Srl destinata a gestire la produzione e i contratti/rapporti con i clienti. Nel frattempo i vari negozi sparsi in città sono rimasti sotto la ditta individuale. Il proprietario (dallo scorso Maggio è cambiato amministratore unico della nuova società il cui capitale sociale è di un euro) prese a noleggio un capannone dove trasferi' i macchinari necessari alla produzione industriale. In soccorso della società arrivarono le banche locali con un finanziamento di circa 400.000 euro nonostante il capitale sociale della allora società fosse poco piu' di un quarto della cifra presa in prestito. Le banche non esitano ad accanirsi contro famiglie indebitate, Equitalia pretende la rateizzazione dei debiti da lavoratori nel frattempo disoccupati ma allo stesso tempo regalano crediti ad aziende che non pagano i loro dipendenti. Dal 2012 ad oggi molti lavoratori si sono licenziati per giusta causa non avendo percepito stipendi per sei \otto mesi, hanno chiesto l’intervento della direzione provinciale del lavoro ma inutilmente.

Ma il sindacato cosa fa? I lavoratori e le lavoratrici sono stati abbandonati anche dalla Cgil di categoria che si è limitata ad azionare l’ufficio legale, ma non una protesta , non un’ora di sciopero non una protesta pubblica, non una iniziativa contro la coop (alla grazia dell’etica di cui si fa portatrice) che continua a servirsi dal panificio bolognese per i prezzi bassi e fuori mercato che garantisce sulla pelle di lavoratori non pagati. Una conferenza stampa come quella di oggi avrebbero dovuto farla un anno fa. Alcuni lavoratori si sono rivolti alla direzione provinciale del lavoro lamentando il fatto che nonostante risultassero in cassa integrazione erano regolarmente in produzione. Vorremmo sapere dalla dpl di pisa se queste denunce sono state verbalizzate e quali provvedimenti siano stati intrapresi a tutela della legalità e dei diritti.

Cosa pensate di fare? Intanto denunciare pubblicamente la situazione di sfruttamento e le connivenze con la proprietà che ha cambiato 4 volte ragione sociale per sfuggire alle sue responsabilità. Vogliamo sapere cosa abbia da rispondere la dpl, la Procura della Repubblica. Sia certo che andremo dal Prefetto e alla Coop e chiederemo loro conto. Noi di sicuro non ci arrendiamo. (di fabrizio salvatori)
www.controlacrisi.org

mercoledì 4 novembre 2015


 
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