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TREGUA TRA FIDENATO E ASSOCIAZIONE NOGM? MEGLIO PARLARE DI CONFRONTO SCIENTIFICO! Franco Trinca, Presidente dell’Associazione NOGM chiarisce.

Premesso che le vicende amministrative legate all’esecuzione dell’Ordinanza con cui il Corpo Forestale regionale ha intimato a Giorgio Fidenato di rimuovere le coltivazioni di mais ogm da lui effettuate, faranno il loro corso legale, il dott. Franco Trinca chiarisce il significato, positivo, e gli obiettivi dell’importante incontro che ha avuto giovedì scorso con Giorgio Fidenato, il biologo e agricoltore Leandro Taboga che collabora con Fidenato per certe loro sperimentazioni e alcuni altri agricoltori della zona.

Il confronto, che ha sorpreso molti viste le precedenti contrapposizioni radicali, con dispute anche giudiziarie, si è svolto in un clima di dialogo corretto e anche umanamente cordiale ed è stato ritenuto molto positivo da entrambe le parti. Innanzitutto sono stati individuati valori e obiettivi comuni legati all’amore per la terra, alla difesa dell’agricoltura regionale e nazionale, nonché al desiderio di trovare le migliori soluzioni, a cavallo tra saggezza delle tradizioni agricole e innovazione scientifiche compatibili con la difesa degli equilibri dell’ambiente, affinché il mais prodotto e utilizzato come mangime negli allevamenti di animali da latte o da carne, sia sano e salubre per i consumatori che si ciberanno di quegli alimenti. Ci si è riferiti anche al problema delle fumonisine, tossine potenzialmente cancerogene prodotte da alcune muffe del mais, favorite sia da condizioni climatiche, sia dalle lesioni che il parassita piralide produce sulla granella del mais di cui si nutre (nonché, aggiungo, dall’agricoltura chimicizzata che altera l’equilibrio e le difese delle piante.) Ho ovviamente spiegato, in particolare a Giorgio Fidenato e a Leandro Taboga, alcuni dei motivi scientifici su cui si basa il mio netto rifiuto degli ogm come soluzione ai problemi, certo reali, che gli agricoltori di tutto il mondo devono affrontare nei confronti dei parassiti. Ho approfondito in particolare la spiegazione tecnico-genetica dei pericoli intrinseci all’ingegneria genetica, con alterazioni destabilizzanti del genoma naturale, comparsa di nuovi geni virali molto pericolosi, sintesi di proteine con effetti biologici sconosciuti e potenzialmente allergizzanti e tossici per gli animali d’allevamento e per l’uomo, possibile trasferimento di DNA transgenico dagli alimenti ogm ai batteri dell’intestino e sua riproduzione, documentata dal ritrovamento nel latte di capre gravide alimentate con tali mangimi e, perfino, nelle carni e negli organi di capretti allevati con questo latte contaminato. Ho fatto riflettere i miei interlocutori sulla particolare gravità del fenomeno, solo sostituendo a “capre gravide” e “capretti”, mamme umane e neonati!

Essendo quindi le argomentazioni pro e contro gli OGM non di natura ideologica, ma squisitamente tecnico-scintifiche e anche economico-sociali, abbiamo concordato con Fidenato e Taboga che è necessario un confronto approfondito con la partecipazione di Tecnici esperti delle due parti attorno ad un Tavolo di Lavoro Scientifico condiviso, che affronti un Programma di ricerca e verifica su tre Aree di problematiche connesse agli OGM:  impatto ambientale su biodiversità, contaminazione delle altre coltivazioni convenzionali e biologiche, nonché dell’apicoltura, ecc., ecc.;  impatto sulla salute degli animali di allevamento e dell’uomo che si nutre dei loro prodotti, contaminati dai residui di tossine e DNA dei mangimi ogm;  impatto socio-economico legato ad un modello di agricoltura monopolizzata dalle multinazionali e tendente ad appiattire le produzioni agricole su tipologie standardizzate e brevettate. Sulla base delle risultanze di questo confronto tecnico-scientifico approfondito, ciascuna delle parti tirerà le proprie conclusioni, nella responsabilità di essere coerente con le premesse valoriali condivise, di produrre cioè mangimi e quindi alimenti per l’uomo sani e salubri, nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità; nonché favorire il recupero delle tipicità e delle eccellenze agricole regionali , puntando a diminuire la dipendenza nazionale dalle importazioni estere, sviluppando invece la sovranità agro-alimentare dell’Italia, con recupero delle filiere mangimistiche e sementiere nazionali.

È stato anche deciso di coinvolgere tutti i soggetti sociali interessati, programmando a breve una conferenza pubblica di confronto e informazione, che dovrebbe tenersi entro un paio di settimane vicino Colloredo, probabilmente nella sala di un castello noto in zona, a cui si auspica partecipino tutti gli agricoltori interessati, pro ogm, anti ogm e indecisi; nonché i cittadini che vogliono capire il problema e orientarsi in modo consapevole, gli organi di stampa e gli Amministratori e Funzionari della Regione FVG che provvederemo ad invitare. Franco Trinca Presidente Associazione NOGM
Associazione NOGM

sabato 12 luglio 2014


 
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