Incursione notturna nel terreno coltivato a mais transgenico.
Fidenato: sono dei vigliacchi. Oggi presidio a Laibacco. Ogm, devastato il campo di Vivaro.
PORDENONE I vandali hanno colpito nel campo “madre di tutte le battaglie” pro Ogm, quello appena campionato dalla Forestale a Vivaro, quello dove Giorgio Fidenato ha denunciato di avere seminato mais Mon810 nonostante il divieto di Stato e Regione.
Durante la notte dell’antivigilia dell’appuntamento di Colloredo di Montalbano – oggi alle 10 a Laibacco verrà presentato il campo prova intitolato Biodiversità e Ogm – mani ignote hanno estirpato 500 su 3 mila 200 metri quadrati di mais, circa 4 mila piantine in tutto, e poi hanno piantato un cartello: «Serracchiani e Bolzonello: ora continuate voi!». Ma la Regione condanna l’azione in quanto «si tratta di violazione e danneggiamento di proprietà privata». Giorgio Fidenato denuncerà l’atto vandalico: «Quelle piante estirpate resteranno lì, a testimonianza di vigliacchi combattenti che non mostrano la loro faccia. Se avessero coraggio non agirebbero di notte, di nascosto e, come me, visto che sono sicuri delle loro ragioni, si sottoporrebbero a procedimento penale». L’incursione – accertata anche dalla Digos della questura di Pordenone che ha compiuto un sopralluogo nel campo devastato – viene condannato «con forza» dal vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello.
Ma l’imprenditore agricolo di Arba “ignora” la solidarietà: «Mi sono autodenunciato per la semina Ogm: Stato e Regione non sono nella legalità. Coloro che hanno violato la legge pagheranno». Proprio nei giorni scorsi gli agenti del Corpo forestale e dell’Ersa hanno compiuto sopralluoghi negli appezzamenti di Vivaro e Mereto di Tomba: «Qualora dai controlli arrivasse la conferma che quelle sementi sono Ogm – chiosa Bolzonello – ci dovremo rivolgere alla Procura della Repubblica per evidenziare che quelle semine sono state fatte contravvenendo alle normative nazionali e a quelle regionali. In quel caso chiederemo al proprietario di estirpare quelle piante e alla legge di fare il suo corso».
Il 30 marzo lo stesso campo di Vivaro era stato oggetto di un’invasione da parte di 150 «tute bianche» da Venezia, Mestre, Padova, Vicenza, Trento e Trieste che avevano seminato canapa biologica, mentre la villetta del leader di Futuragra Silvano Della Libera, poco distante, era stata oggetto di lancio di fumogeni e di un quintale di sterco. (di EnriLisetto)
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domenica 8 giugno 2014
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