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Ex della Santa Tecla in veglia permanente dentro al duomo.

Nuova clamorosa protesta delle licenziate a Este Il parroco le ha ascoltate ma poi ha tentato di mandarle via. (di Nicola Cesaro) Este - Una veglia permanente all’interno del duomo. Dopo aver invocato politici e amministratori, ora le ex lavoratrici della Santa Tecla provano a chiudere aiuto ai Santi. Ironia a parte, è scattata ieri mattina l’ennesima protesta plateale delle donne licenziate ormai più di tre mesi fa dalla casa di riposo di Este.

Le ex lavoratrici sono entrate in duomo e hanno dato vita a una “veglia” permanente (che assomiglia tanto a un’occupazione) che, annunciano, durerà fino a quando verrà riaperto un tavolo di trattativa per il loro pieno reintegro al lavoro. Le donne, una quindicina in tutto, si sono sedute sugli ultimi banchi della principale chiesa atestina e in religioso silenzio hanno vissuto l’intera giornata l’una accanto all’altra, sostenute dal sindacato Usb: «Non disturberemo alcuna funzione e alcun rito, ma staremo qui con umiltà» annunciano le ex lavoratrici, che non hanno accettato il passaggio alla cooperativa che ha preso in mano il servizio socioassistenziale della casa di riposo «Rimarremo qui fino a che la situazione non si sbloccherà, con un incontro in Regione che veda partecipi anche i vertici della Fondazione Santa Tecla.

Purtroppo abbiamo scelto il giorno peggiore, visto il caos giudiziario che ha investito l’ente regionale». Il gruppetto di dissidenti promette di rimanere in duomo senza soste: «Rimarremo qui anche la notte e presidieremo la chiesa. Nessuno può mandarci via». D’altro canto queste lavoratrici hanno già dimostrato una tenacia invidiabile: il loro presidio alla rotatoria della Padana Inferiore ha raggiunto i 110 giorni, la loro lotta sindacale addirittura i sette mesi. «Lottiamo contro una Regione che convoca e poi rimanda un incontro senza fissarne subito il recupero, ma anche contro una Fondazione il cui presidente, don Marco Cagol, è il responsabile della Pastorale del lavoro della Diocesi di Padova, che prima firma i licenziamenti e poi afferma di aver fatto il massimo», chiudono le donne, che ora chiedono anche la solidarietà dei credenti: «Questa non è una pagliacciata. Chiediamo ai fedeli di passare qualche ora con noi alla veglia».

Nel pomeriggio una loro delegazione è stata ascoltata da don Franco Rimano, titolare della parrocchia del Duomo, che dopo un’iniziale apertura ha mutato atteggiamento in serata: alle 20 il sacerdote si è presentato con alcuni membri del consiglio pastorale, invitando le donne a lasciare la chiesa. «Don Rimano ha sostenuto che quella non era una veglia ma una protesta plateale, e che la chiesa non era il luogo adatto» spiega Daniela Rottoli di Usb «Non è stato proprio un atteggiamento da consiglio pastorale». Il braccio di ferro tra lavoratrici, sindacato e parrocchiani è durato per quasi due ore, fino a quando don Rimano ha lasciato la chiesa.
Il Mattino di Padova

mercoledì 4 giugno 2014


 
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