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ALTRAGRICOLTURA NORD EST: LA PRECARIETA’ DELLA LOGISTICA

Mercoledì 8 gennaio 2014 – ore 18:30 - ALTRAGRICOLTURA NORD EST: "LA PRECARIETA’ DELLA LOGISTICA, LE LOTTE DEI FACCHINI". Saranno presenti: Karim Baklou – delegato Artoni, S.I. Cobas, Bologna. Gianni Boetto – ADL COBAS, Padova. Anna Curcio – Commonware. Negli ultimi anni e mesi diversi comparti del macro-settore della logistica, sia quella cosiddetta produttiva sia in quella distributiva, sono stati attraversati da lotte, anche molto aspre, che hanno reso evidenti i costi dell'interruzione del flusso teso e programmato della circolazione delle merci. In alcuni porti centrali del trasporto marittimo come Rotterdam, Hong Kong, Los Angeles, Newcastle, vi sono stati scioperi o altre forme di blocco reale delle attività che hanno durato settimane e che erano finalizzate all'ottenimento di miglioramenti salariali (a fronte di profitti settoriali in crescita), al contrasto dell'intensificazione del lavoro e alla eliminazione dei rischi per la sicurezza e la salute. Una crescita della conflittualità, non sta toccando solo i porti, ma con forme, intensità diverse anche gli scali aeroportuali, il trasporto su gomma e le piattaforme logistiche.

In Italia, in particolare nel nord, negli ultimi due anni stiamo assistendo alla crescita della conflittualità dei facchini che lavorano negli interporti e nei magazzini per conto di cooperative alle quali grandi aziende manifatturiere o i principali operatori della logistica esternalizzano le fasi più pesanti e a minor valore aggiunto del ciclo. A Milano, Piacenza, Bologna, Verona e Padova si è sviluppato un ciclo di lotte, tuttora in corso, che chiede per i facchini miglioramenti salari, riduzioni dei carichi di lavoro, il rispetto dei contratti nazionali e delle normative sulla sicurezza, il diritto all'organizzazione sindacale e alla riduzione della precarietà. Un ciclo di lotte che in sostanza mette in discussione l'attuale organizzazione di questo comparto, che attraverso lo strumento della cooperativa (che garantisce l'esternalizzazione del rischio di impresa, riduce tutele, costo del lavoro e pressione fiscale) e al reclutamento quasi esclusivo di immigrati o figli di immigrati hanno creato un dispositivo di comando e profitto che fino a poco tempo fa sembrava inscalfibile. Chi non si adegua ai ritmi, anche se insopportabili o alle paghe, già basse ma troppo spesso “decurtate” anche di ore, maggiorazioni e contributi, chi mette in discussione il capo di turno o si iscrive ad un sindacato sgradito può restare a casa da un giorno all'altro. Se si è immigrati il ricatto è ancora più pesante visto che la legge Bossi-Fini ha legato il permesso di soggiorno ad un contratto di lavoro. Nonostante la precarietà e il rischio di dover lasciare un paese nel quale si vive da molti anni, se non da quando si è nati, questi lavoratori hanno deciso di mettersi in gioco e di provare a migliore la loro condizione organizzandosi e facendosi ascoltare nell'unico modo possibile: bloccando il flusso delle merci. Una conflittualità capace di coniugare radicalità e trattativa, blocchi della produzione e vertenzialità concreta; capace di risalire le catene dei subappalti e di identificare la controparte che di quella catena rappresenta il primo anello.

In queste ore, a Padova presso il magazzino Artoni i facchini occupati come soci lavoratori, presso la cooperativa Emmegierre del consorzio Sicurint Group che opera all'interno, sono i presidio permanente con il loro sindacato, ADL-Cobas, per chiedere il reintegro dopo essere stati tutti licenziati. Una situazione che si è determinata perché Artoni non ha più rinnovato il contratto di appalto con Sicurint Group e non ha nemmeno provveduto ad effettuare il cambio di appalto con una nuova cooperativa. La motivazione di tale iniziativa va ricercata nel fatto che, grazie alle iniziative sindacali intraprese negli ultimi anni e grazie anche all’intervento dell’Ispettorato del Lavoro, le cooperative che si sono succedute sono state costrette ad applicare regolarmente il CCNL Trasporto merci, riconoscendo anche l’integrazione per malattia e infortunio. Artoni, evidentemente, non è disponibile ad accettare una situazione di regolarità, ma pretende di continuare ad avere al suo servizio lavoratori sottopagati, pagati in nero e disposti a lavorare a qualsiasi condizione.

AltrAgricoltura Nord Est ritiene che lotte dei facchini non siano solo giuste, e per questo vadano sostenute con tutte la solidarietà possibile, ma siano anche istruttive. Per questo ha deciso di dargli visibile ed organizzare una serata di discussione e confronto. AltrAgricoltura NordEst, Corso Australia 61, Padova - Tel. 049.7380587 - infogas@altragricolturanordest.it
AltrAgricoltura Nord Est

domenica 5 gennaio 2014


 
News

Il comitato “Noi braccianti esclusi da tutti”, il SIFUS e la LILCA a Roma in presidio.
Roma 26-04-202 – Ogni pazienza ha un limite. Il SiFUS ed il comitato ” noi braccianti agricoli esclusi da tutto”, organizzano, mercoledì 5 maggio prossimo, alle ore 10.00 , in Piazza di Monte Citorio, un Presidio di protesta dei Braccianti Agricoli contro il Governo Draghi. >>



Pratiche commerciali scorrette, sottocosto e aste al doppio ribasso. Accordo tra GDO e aziende.
Il percorso per arginare pratiche commerciali scorrette che danneggiano produttori agricoli e consumatori ha fatto un altro passo avanti, con l’accordo sottoscritto giorni fa tra le imprese della grande distribuzione (rappresentate in ANCC-Coop, ANCD-Conad, Federdistribuzione e DM-Associazione Distribuzione Moderna) e le organizzazioni del comparto agricolo, sui principi comuni utili alla definizione di una legge che recepisca la direttiva europea sulle pratiche commerciali scorrette. L’iniziativa segue un primo accordo analogo, raggiunto a novembre tra rappresentanti della distribuzione e industria alimentare. In vista di scadenze imminenti, considerato che gli stati membri dovrebbero recepire entro maggio la direttiva europea in materia, approvata nel 2019. «Iniziative come queste sono frutto delle sollecitazioni arrivate nel corso degli anni dalle associazioni che si battono per tutelare i lavoratori del comparto agricolo», spiega Fulvio Ciconte, direttore di Terra!, una delle associazioni che più si è battuta per combattere queste pratiche. Il provvedimento, che fa riferimento alla tutela della vendita dei prodotti agricoli in modo più ampio rispetto alla direttiva europea, è stato approvato alla Camera e pochi giorni fa in Commissione Agricoltura del Senato, «ma dovrà poi tornare alla Camera perché ha subito modifiche», spiega Ciconte. >>



Lavoro: in agricoltura 18.000 stagionali in meno nel 2020 (-1,9%), perse 2 milioni di giornate lavorate (-2,4%)
Lavoro: in agricoltura 18.000 stagionali in meno nel 2020 (-1,9%), perse 2 milioni di giornate lavorate (-2,4%) >>