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QUANTO TRANSGENICO C’E’ SULLE NOSTRE TAVOLE? La sovranità alimentare contro gli OGM. Mercoledì 30 ottobre 2013 alle 18:30 AltrAgricoltura discute con il Prof. Gianni Tamino

AltrAgricoltura Nord Est Corso Australia, 61 – Padova mercoledì 30 ottobre 2013 alle 18:30 discute con il Prof. Gianni Tamino La società italiana sembra essere anestetizzata e incapace di confrontarsi con le grandi trasformazioni economiche e sociali che la stanno attraversando. Trasformazioni che stravolgono velocemente il mondo della produzione e della riproduzione della vita stessa. Il sistema agroalimentare non è estraneo a tale processo: ad ottobre infatti a Vivaro (Pn) c’è stato il primo raccolto pubblico di mais O.G.M (Mon810). A nulla è valsa la mobilitazione, in verità tardiva, delle associazioni ambientaliste e dei coltivatori contrari agli OGM. L’assenza della POLITICA ha lasciato ampi spazi di azione alla lobby dell’agricoltura geneticamente modificata e portato ad una spudorata vittoria-beffa dell'agribusiness sulla vita dei cittadini, sulla sovranità alimentare e sulle norme volte a “mantenere” il territorio italiano ogm free.

Per la prima volta, tutta l'agricoltura italiana e noi consumatori non siamo più al sicuro dal rischio di contaminazione da Organismi Geneticamente Modificati nei nostri campi e sulle nostre tavole. Dopo quanto avvenuto a Vivaro dovrà ricredersi chi pensava che gli ultimi 15 anni di lotte e di campagne portate avanti dai movimenti ambientalisti e contadini fossero riuscite a bloccare gli O.G.M sul suolo italiano, impedendone la coltivazione, anche se purtroppo non l’introduzione attraverso una quota rilevante di mangimi o negli ingredienti dei prodotti trasformati. E dovrà ricredersi anche chi confidava che la politica istituzionale ci avrebbe tutelato con decreti e clausole di salvaguardia approvate in fretta e furia e di fatto inapplicabili a livello esecutivo, al punto da innescare un grottesco rimpallo delle responsabilità tra i ministeri e la Regione Friuli Venezia Giulia. Regione che per inciso ha di fatto accettato la coesistenza tra ogm e colture convenzionali.

Altragricoltura Nordest considera inaccettabile l’introduzione degli O.G.M in agricoltura e comunque impossibile la coesistenza controllata. Come cittadini e consumatori consapevoli, ribadiamo con forza la necessità di mantenere tutto il territorio italiano libero da O.G.M, convinti che i raccolti di ottobre segnano un pericoloso precedente nella storia dell' agricoltura. Si tratta di un pendio scivoloso verso l'introduzione progressiva degli O.G.M nel mercato, un passaggio apparentemente irrilevante, ma che rischia di mettere a repentaglio tutti gli sforzi dell'agricoltura italiana biologica e delle piccole produzioni di qualità, già duramente provata da decenni di agricoltura industriale, di pesticidi, fertilizzanti e inquinamento ambientale. Gli organismi geneticamente modificati sono infatti un rischio per la biodiversità, per salute dell’ambiente e quasi certamente delle persone, e presuppongono un sistema alimentare centrato sulla massimizzazione del profitto di poche grandi multinazionali.


AltrAgricoltura Nord Est

martedì 29 ottobre 2013


 
News

Il Tribunale dell’Ue respinge i ricorsi (di Bayer e Syngenta)) contro le restrizioni ai pesticidi neonicotinoidi pericolosi per le api. Accolto in gran parte quello sul fipronil.
Le restrizioni all’uso di tre pesticidi neonicotinoidi – clothianidin, tiametoxam e imidacloprid – introdotte dalla Commissione europea nel 2013 erano scientificamente giustificate, perché basate sulla valutazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che aveva accertato l’esistenza di effetti inaccettabili di queste sostanze attive sulle api. Lo ha stabilito il Tribunale dell’Ue respingendo integralmente i ricorsi presentati dalla Bayer, che produce e commercializza l’imidacloprid e il clothianidin all’interno dell’Unione, e dal gruppo Syngenta, produttore del tiametoxam, nonché di sementi conciate. Syngenta aveva anche chiesto un risarcimento di almeno a 367,9 milioni di euro. >>



L’allarme di Coldiretti: “I limoni siciliani stanno scomparendo”
L’allarme di Coldiretti: “I limoni siciliani stanno scomparendo” – Non si capisce perché ci fanno acquistare a 3 euro il prodotto che arriva dall’altra parte del mondo e non consumare quello della nostra terra !!! >>



Ammazzarsi non è la soluzione.
Giovanni Viola, trentenne, si è impiccato nella sua azienda agricola. Giovanni era sposato, era padre di un bambino, era un produttore agricolo capace, era una brava persona che non accettava la situazione economica in cui era precipitato. Per tutto questo non ha retto. Le brave persone non fanno mai del male agli altri, non ci riescono, e per questo ieri dopo pranzo si è recato nella sua azienda e li ha compiuto l’ultimo atto - assurdo e per nulla condivisibile - della sua breve vita. Siamo alla resa dei conti, quello di ieri non è il gesto disperato di un singolo. NO! Vittoria sta vivendo la crisi economica e sociale più ampia della sua storia recente. Migliaia di titolari di aziende agricole, artigianali e commerciali si trovano nelle stesse condizioni economiche e psicologiche in cui si trovava Giovanni. Nessuno ha compreso quanto sia ampio il livello di disperazione di questa terra. Quella di ieri è solo una piccola frazione della punta dell’iceberg che ci sta venendo addosso. Il rischio, che va subito contrastato è l’emulazione. Togliersi la vita non è la soluzione. >>