Ogni verdura dovrebbe avere il suo tempo: il caso assurdo delle zucchine.
E’ questo il tempo ideale delle zucchine, la terra ne produce in abbondanza. Fanno bene, hanno mille virtù, sono ideali per le diete d’estate. Il prezzo è straconveniente, “stracciato”. Il consumatore però non ne “approfitta”, non le acquista. Motivazioni psicologiche, pigrizia in cucina (fa caldo ed è disagevole cucinarle), tante offerte alternative. Fatto sta che le zucchine vanno poco adesso, mentre saranno ricercate in pieno inverno, quando se ne troveranno poche e si dovrà pagarle “a peso d’oro”.
E i media (stampa, televisioni e radio), senza spiegare bene il perché, le prenderanno ad esempio del caro verdura, dei prezzi impossibili, di speculazione di produttori e di fruttivendoli a scapito dei consumatori. Parleranno di uno scandalo che, di fatto, non c’è: informazione taroccata, diseducazione dei consumatori. Ci si dimentica che le zucchine, d’inverno, non crescono nei nostri orti, all’aperto, e che le coltivazioni in serre riscaldate hanno costi energetici stellari. Oppure sono importate.
Ma, se sono tanto buone perché trascurarle nel loro tempo, quando hanno il giusto prezzo, mentre si cercano quando sono rare e quindi hanno costi altissimi? Le zucchine non sono che un caso; altri se ne potrebbero citare, come le ciliegie a Natale: sembra quasi una moda, una sciccheria mettere in tavola ortaggi o frutta fuori della loro stagione. Il fatto sta che la verdura cresce con il caldo, mentre spesso la domanda sembra farsi più forte nei mesi freddi.
E’ il controsenso o il cortocircuito che si forma tra domanda e offerta, una situazione, rilevano a OPO Veneto, che si dovrebbe superare con una trasparente ed efficace educazione alimentare e promuovendo consumi legati alle stagioni. Si tratta di portare in tavola prodotti quando questi maturano nel territorio in cui si vive. Si risparmia, si mangiano zucchine e ciliegie, giusto per citare due esempi a portata di mano, sane e maturate con il “loro” sole e nella “loro terra”, si contribuisce ad abbattere i livelli di inquinamento, provocati dal trasporto o dal riscaldamento di serre.
“Occorre tenere conto, commenta Francesco Daminato, presidente di OPO Veneto, che verdura e frutta risentono fortemente delle condizioni meteorologiche e del loro andamento, dai quali dipendono semine, sviluppo e raccolta; i consumi si dovrebbero adeguare e camminare di pari passo. In altri termini, si dovrebbe favorire l’avvicinamento della domanda e dell’offerta. Educare quindi ad acquisti stagionali e del territorio: se ne avvantaggerebbero produttori e consumatori. Si potrebbero meglio programmare le produzioni, con risparmio per tutti”.
(di Angelo Squizzato)
www.ortoveneto.it
giovedì 22 agosto 2013
|