No Muos, arrestati due attivisti dopo la protesta di questa mattina a Niscemi.
La polizia ha arrestato a Niscemi due pacifisti che questa mattina si sono arrampicati in cima ad una delle 41 antenne all'interno della base militare statunitense. Si tratta di Nicola Boscelli di 38 anni di Piazza Armerina e di Turi Vaccaro di 57 anni, originario di Palermo. I due, sono accusati a vario titolo di lesioni a pubblico ufficiale, resistenza, danneggiamento aggravato e introduzione abusivo in luogo militare. Sia Boscelli che Vaccaro sono noti per aver condotto delle battaglie all'interno del comitato "No Tav".
Vaccaro si e' anche contraddistinto per essersi opposto alla realizzazione della base missilistica a Comiso. L'arresto, per i due pacifisti, e' scattato al culmine di una giornata di tensione fra attivisti "No Muos" e polizia. In quattro questa mattina, due donne e due uomini (il gruppo che ha superato lo sbarramento era composto da sette persone), si erano arrampicati si un traliccio nel tentativo di dare voce con un gesto eclatante alla richiesta di chiusura del cantiere per la costruzione dell' occhio siciliano del ''Grande fratello'' militare Usa, il 'Mobile user objective system' (Muos). Nonostante il “No” della Regione Sicilia, infatti, nelle ultime settimane i lavori sono andati avanti.
Dopo qualche ora le donne sono scese dal traliccio mentre Vaccaro e Boscelli, lo hanno fatto solo nel tardo pomeriggio. Condotti in commissariato, per loro e' scattato l'arresto per aver danneggiato una centralina di collegamento dei cavi elettrici, collocata sul basamento di una delle 41 antenne, pregiudicando la funzionalita' dell'apparecchiatura di radio trasmissione. Quando i quattro si sono introdotti nella base militare, scavalcando la recinzione della base militare, tre poliziotti, nel tentativo di fermarli sono rimasti contusi e costretti a ricorrere alle cure mediche del pronto soccorso.
''Vogliamo la chiusura del cantiere Muos, subito: c'e' stata una revoca dell'autorizzazione dei lavori da parte del governo regionale che deve essere rispettata, e a quanto pare non lo e''', ha detto Desy, una delle due donne. ''Chiediamo - ha aggiunto - che vengano smontate le antenne e sia disattivato questo sistema che noi non vogliamo e danneggia la salute dei cittadini''.
Cinque attivisti sono stati denunciati per danneggiamento e introduzione illegale in struttura militare. Cinque contestazioni anche per resistenza a pubblico ufficiale.
La voce degli americani con una ferma condanna del blitz si e' fatta sentire attraverso l'ambasciata Usa secondo cui ''lo sconfinamento illegale da parte di manifestanti in una struttura militare e la deliberata e irresponsabile distruzione della proprieta' degli Stati Uniti hanno messo a rischio sia i manifestanti che i soccorritori. Condanniamo tali azioni''.Gli attivisti hanno risposto attraverso Giuseppe Maida: ''Anche se a distanza notevole abbiamo notato che uno dei sette ha scollegato un paio di cavetti, svitandoli. Nessuna rottura irreversibile, solo un gesto di protesta goliardica. Basta avvitare di nuovo gli spinotti e tutto torna come prima. La forzatura la stanno facendo invece gli Usa, che tendono a esagerare per criminalizzare l'intero movimento NoMuos''. Sulla vicenda e' intervenuto anche il ministero della Difesa che, se da un lato ricorda la necessita' di tutelare la salute dei cittadini (ed in questo senso si attendono i risultati dello studio dell'Istituto Superiore di Sanita' che sara' completato entro il 31 maggio), dall'altro ribadisce che gli impianti della Naval Radio Transmitter Facility di Niscemi ''sono indispensabili per le operazioni della Nato nel Mediterraneo e quindi per la sicurezza nazionale'' e ''il loro funzionamento deve essere assicurato''.
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lunedì 22 aprile 2013
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