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Acqua: no al metodo proposto dall’autorità dell’energia e del gas.

Lo stop al metodo tariffario arriva dal Consiglio locale di Reggio Emilia. Votato all’unanimità un ordine del giorno che critica la scelta del Governo: l’acqua non deve sottostare a regole di mercato Il Consiglio Locale di Reggio Emilia, composto dalla Provincia e dai Sindaci del territorio reggiano, ha chiesto all'agenzia regionale per il servizio idrico ed i rifiuti di non approvare la tariffa per il servizio idrico proposta dall'autorità dell'energia elettrica e del gas.

L'ordine del giorno, approvato all'unanimità, critica la scelta del Governo di aver affidato a un'autorità competente in materia di energia anche la regolazione delle tariffe dell'acqua, settore che non dovrebbe essere sottoposto alle stesse regole di mercato. Si chiede quindi a Bologna di attendere l'espressione del nuovo Parlamento. Gli amministratori reggiani avanzano anche delle proposte su come comporre la tariffa. Innanzitutto la partecipazione e l'attivazione di un "patto" per il rispetto del referendum con tutti coloro che si sono mobilitati nella campagna referendaria. Approvare un metodo non condiviso sta già portando a nuovi ricorsi legali e al rischio di riaprire una fase di vuoto normativo, con tutti i conseguenti rischi nella capacità di realizzare gli investimenti. Il nuovo metodo tariffario dovrà partire da nuove regole per rendere trasparenti, e costantemente accessibili, i dati relativi agli investimenti realizzati. Solo in questo modo sarà possibile - in tutta Italia - evitare che nei costi di investimento si possano celare componenti del profitto.

Gli esiti del referendum ed i pronunciamenti del Consiglio di Stato e della giurisprudenza escluderebbero qualsiasi tentativo, seppur applicato ex-post sulle tariffe, di indicizzare e normalizzare la remunerazione del capitale, continuando ad eludere il tema della trasparenza di costi riversati in tariffa.

L'Assessore provinciale all'Ambiente Mirko Tutino, come Coordinatore del Consiglio locale dichiara: "Dopo aver scelto un modello pubblico per la gestione dell'acqua, gli amministratori reggiani hanno proposto una piena applicazione del referendum anche in materia di tariffe. L'autorità dell'energia e del gas non può fare il lavoro del Parlamento e, in attesa di una norma-quadro sul servizio idrico, abbiamo chiesto all'agenzia regionale per il sevizio idrico e rifiuti di non applicare il metodo proposto dall'autorità".
Comitato Provinciale 2SI Acqua Bene Comune Padova

giovedì 18 aprile 2013


 
News

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Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada,
Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada, già in vigore provvisorio dal 21 settembre 2017, un piccolo Stato che blocca l'iter di ratifica di un accordo dalle conseguenze devastanti per l'agroalimentare, decisione esplosiva che speriamo sia ripresa da altri Stati europei, Italia innanzitutto. Con 37 voti contrari e solo 18 favorevoli (partito di Sinistra Akel e socialisti contrari, destra favorevole), il 31 luglio il Parlamento della piccola Cipro ha detto NO al trattato di libero scambio fra UE e Canada. Tutti i partiti, ad eccezione della destra, hanno votato contro il CETA, opponendo diverse motivazioni: dai rischi del tribunale ICS, costruito su misura per le multinazionali che vogliono fare causa agli stati, alla mancata protezione dei prodotti tipici, tra cui ricordiamo il formaggio di capra Halloum, esposti alla pirateria alimentare d'oltreoceano. E poi i pericoli dell’uso troppo disinvolto di pesticidi come il glifosato, che in Canada viene utilizzato per seccare il grano prima della raccolta, e la paura di accrescere ulteriormente il potere delle grandi imprese. >>



Covid e biologico: il 73% delle aziende in crisi a causa della pandemia.
Per oltre due aziende su tre del settore biologico la possibilità di reggere alla crisi economica sopraggiunta a causa dell’emergenza sanitaria è di massimo tre mesi. È questo uno dei primi dati dell’analisi voluta e sviluppata dalle tre maggiori organizzazioni del comparto, Aiab, FederBio e Assobiodinamica, a partire da una proposta della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (FIRAB), per rilevare l’impatto della pandemia da Covid19 sul biologico. >>