Crolla il mercato immobiliare.
Questo non sarà più u n paese di proprietari di casa, dove l’80% delle famiglie possiede l a prima casa. Le ultime stime dell’Agenzia del Territorio confermano la tendenza già e mersa nel 2012: nel primo trimestre le compravendite immobiliari erano crollate del 17,8% nell’ultimo s ono crollate a – 30,5%. I l mercato è t ornato al 1985 dopo avere bruciato i l 25,8% del suo valore. Rispetto al 2006, l’ultimo picco raggiunto dalla bolla immobiliare in Italia, il crollo delle compravendite si è attestato a 444 mila unità, un netto dimezzamento in soli sei anni se consideriamo che, tra i l 1966 e i l 2006 erano raddoppiate raggiungendo il record europeo di 900 mila, c on un incremento annuo del 3,1%.
Nel 2011 il tempo s i era già fermato ai valori di 26 anni fa. I eri l’Agenzia del Territorio ha riportato le lancette a 30 anni fa. Con l’attuale livello dei salari, il perdurare della depressione economica, è prevedibile che il 2014 segnerà un balzo all’indietro agli anni Settanta, quando è nata la maggioranza di coloro che oggi si vedono negare un mutuo a causa della precarietà lavorativa. Al settimo anno di crisi è ormai chiaro che la percentuale favolosa, e rassicurante, dell’80% di proprietari di case sarà intaccata dalla scomparsa della liquidità, l ‘aumento della tassazione sul mattone, oltre che dalla mancanza di fiducia delle banche rispetto a clienti considerati potenziali insolventi. Nei primi mesi della crisi qualcuno si è illuso che i l default potesse essere alleviato con il patrimonio delle famiglie. I dati dimostrano invece che i mutui sono crollati del 38,6%, 15 miliardi in meno rispetto al 2011. Dunque: i mutui sono sempre di meno, ma costano sempre di più: in media 700 euro, anche se dal 2011 l’aumento è stato limitato ( +3% contro +5,8% del 2010).
La bolla dei mutui.
In un anno il prezzo delle case è calato in media del 4 ,2%, mentre cresce logicamente la richiesta degli affitti. Nelle città con più di 250 mila residenti l a contrazione dei prezzi d’affitto è quasi raddoppiata, nel 2012 del 6,5% per i grandi centri e del 3,8% per quelli piccoli. E tuttavia, se proviamo ad acquistare un appartamento nelle cosiddette «città d’arte» Roma, Venezia, Firenze e Siena, ma anche a Milano, città postfordista per eccellenza, i prezzi calano con una lentezza sospetta. Per immobiliare.it, il secondo semestre 2012 ha registrato a Roma una flessione tripla rispetto all’inizio dell’anno, ma si è fermata nei primi mesi del 2013. Il calo è s tato appena dello 0,12%. Un metro quadro a Roma c osta in media 4 .735 euro, a Milano 4.160. A Reggio Calabria costa 1230 euro, a Vercelli 1295 euro. La permanenza di questi prezzi spiega un altro aspetto della bolla immobiliare: a Roma ci sono 51 mila appartamenti invenduti, il 60% dei quali esiste s olo sulla carta perché i padroni del mattone non si azzardano ad aprire i cantieri perchè sanno che nessuno le comprerà. E nel frattempo continuano gli s fratti a causa dell’impossibilità di pagare i mutui. Domanda inesistente, surplus dell’offerta, aumento delle tasse (Imu), case invendute. Sono questi g li elementi che non permettono la ripresa del la crisi dura tre anni e poi c’è la ripresa – ammette Guido Lodigiani di immobiliare.it Siamo a cinque anni e la stasi non è ancora arrivata».
Sgomberato «Mushrooms»
A Roma ogni anno 2500 famiglie vengono sfrattate, 10 al giorno. In 10 mila vivono nelle occupazioni. Alcune di loro avrebbero potuto trovare alloggio nello studentato « Mushrooms» in via Pietro Rovetti 57 a Torpignattara, sgomberato i eri mattina, dopo appena un giorno di occupazione voluta da studenti e precari. L ’occupazione r esta l’unica soluzione i n una città dove mancano gli s tudentati e una stanza in affito costa non meno di 400 euro al mese. «Spunteremo come funghi», promettono gli studenti, spore i n una delle città più inospitali d’Europa.
(di Roberto Ciccarelli)
Il Manifesto
venerdì 15 marzo 2013
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