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Cambia ora. Cosa stai aspettando?

E’ attivo da qualche settimana un progetto in Spagna sul quale vale la pena soffermarsi. Si chiama MeCambio.net, nasce come un sito web che si pone un obiettivo ambizioso, rendere il «consumo critico» una pratica accessibile ai più, dunque un consumo responsabile non solo per militanti e attivisti organizzati, ma per le «persone comuni» . «Molte persone, il mio vicino, mia madre o il mio collega di lavoro, cercano informazioni e proposte concrete, non hanno bisogno di discorsi. Spesso sono informati dei danni che fanno le multinazionali e come sono rafforzate attraverso l’acquisto dei loro marchi, ma probabilmente quello che manca loro è un’ informazione concreta e affidabile sulle alternative al consumo». Come racconta uno dei promotori del progetto, Mecambio.net cerca di intervenire con informazioni semplici e complete per soddisfare questa mancanza informativa, spiega chiaramente i pro e i contro di alcune scelte di consumo, e aiuta a individuare quali scelte una persona deve compiere per passare ad acquistare prodotti d’imprese che hanno scelto di produrre in maniera equa, rispettosa dell’ambiente e delle condizioni di lavoro.

Il sito presenta una guida selettiva di fornitori alternativi divisi in due sezioni: il primo percorso si chiama «Cambia ora, cosa stai aspettando», e propone delle imprese che offrono servizi che utilizziamo ogni giorno (banca, assicurazione, luce , sistema operativo del computer…). In questa sezione è possibile trovare un elenco dettagliato delle imprese alternative suddivise in tre settori: energia, connettività, finanza e assicurazioni. Per ciascuna di queste viene fornita una scheda che spiega dove trovarli, i costi trasparenti, i punti di forza e di debolezza, quali sono le strutture societarie che gestiscono queste imprese, e poi viene data una possibilità a chiunque di valutare e commentare il loro servizio. Queste imprese, una volta contattate, si occuperanno di seguire il passaggio del nuovo cliente al nuovo servizio, senza che questo debba preoccuparsi di seguire tutte le pratiche dovute al passaggio e di inviare i documenti necessari per definire la loro nuova posizione contrattuale . L’altra sezione del progetto si chiama «Lentamente ma inesorabilmente» e riguarda alcune scelte di consumo che facciamo ogni giorno (comprare cibo, vestiti, servizi alla salute, vedere un film). In questo caso vi è una lista precisa di imprese e fornitori divisa per aree e categorie merceologiche, dove sono indicate le possibili alternative rispetto ai consumi tradizionali. In questa sezione sono state inserite quelle imprese che hanno avviato o stanno avviando un cambiamento nel modello di produzione rinunciando alla logica del profitto, mettendo al centro dei processi produttivi l’equità, la sostenibilità e la gestione responsabile specie dei lavoratori. Questa parte del sito, soprattutto per alcune categorie di prodotti o servizi ancora non è esaustiva, visto che non tutti i settori del consumo hanno proposte di imprese alternative che rispettano queste caratteristiche; infatti, soprattutto in alcuni settori, costruire l’alternativa ha ancora i suoi limiti e la sua complessità. Per questo la sezione è completa per le seguenti categorie: il cibo, abbigliamento, mobili, conoscenze culturali, alloggio e servizi alla salute. I promotori di questo progetto sono consapevoli che le informazioni contenute nel sito sono una piccola parte delle proposte di produzioni e servizi alternativi in atto, e che quelle che sono state riportate on line sono il risultato di una prima mappatura interattiva, ma il vero motore per alimentare queste informazioni sarà dato dallo scambio di esperienze tra i consumatori, che potranno proporre altre esperienze fatte o conosciute, contribuendo ad arricchire, con ulteriori osservazioni, i contenuti presenti sul sito. La modalità scelta volutamente dai gestori per apportare commenti e integrazioni sul sito è quella dell’anonimato. Ossia ognuno può postare il suo contributo lasciando da parte la logica della responsabilità sui contenuti affidata solo ad un gruppo ristretto; chiunque, una volta che si è iscritto, può attivarsi e interagire (nel rispetto del copy left). La filosofia che sta dietro a questo metodo è che non occorre credere nella personalizzazione di progetti quando questi sono realizzati nell’interesse generale o servono a contribuire al bene comune.

In effetti, il gruppo di persone che hanno avviato questo progetto ci tiene a spiegare che l’obiettivo del sito non ha alcun risvolto lucrativo; infatti le imprese alternative che si promuovono non versano alcun contributo, in quanto loro non vogliono svolgere nè la funzione di agenti di promozione nè quella di broker etici . Ci raccontano che si sono messi a lavorare su questo progetto, perché «viviamo in un tempo di cambiamento e vogliamo contribuire a costruirlo dal basso». Ma la proposta non è stata pensata solo con la buona volontà della logica militante, ma ad esempio con una professionalità che si può riscontrare nel raffinato design e nella attenzione ad una «qualità delle immagini che rende il sito maggiormente attraente» come afferma un altro partner del progetto. Mecambio.net rappresenta una delle diverse proposte di economia solidale che stanno nascendo in questo periodo in Spagna. L’idea che lo ha ispirato ha l’obiettivo di rafforzare altre progettualità come il Mercato Social, il Konsumo Responsabile o il Vivaio di Iniziative Cittadine. Tutti questi progetti utilizzano la logica del lavoro in rete, condividendo sempre conoscenze e informazioni con una filosofia modello «peer to peer» P2P (collegamento da PC a PC senza intermediari). Per diffondere il progetto sui social network hanno addirittura creato l’hashtag @MECAMBIOYA (stogiàcambiando). Un aspetto centrale del progetto è quello di intervenire sulle dinamiche di mercato che costruiscono i famosi consumatori passivi, sempre costretti a scegliere i prodotti con il criterio del «male minore». Il criterio fondamentale per scegliere le imprese è la loro coerenza: ossia un’impresa deve rispettare un insieme di valori che riguardano non solo la sfera ideale, ma anche le pratiche che tendono a creare un senso di comunità, rifiutando la logica di accumulare un insieme di clienti pensati solo come individui proprietari di carta credito. Altro fattore importante è che queste imprese mettano al centro del processo produttivo il fattore della sostenibilità sia ecologica che sociale, costruita su rapporti equi, dove il guadagno segua criteri distributivi (non cumulabili) e partecipativi (non clientelari). Nella scheda di valutazione delle imprese ad esempio è indicato il livello di partecipazione che ha il consumatore al processo produttivo.

L’obiettivo finale per i nostri amici spagnoli è chiaro: far nascere sempre più «imprese etiche e partecipate» capaci di essere una alternativa reale ai prodotti di quelle grandi multinazionali che speculano sulla pelle delle persone e sulle risorse del nostro pianeta e contemporaneamente moltiplicare con continuità i consumatori critici e responsabili, attenti alla salute delle persone e del pianeta. Sarà interessante vedere se nel contesto italiano cominceranno ad emergere iniziative simili, delle quali si sente da tempo la necessità. Esse potranno ormai utilizzare ampiamente l’esperienza spagnola, e le persone in essa impegnate con molto successo saranno estremamente felici di vedere sorgere imitatori a loro simili anche in Italia. Ovviamente sempre che principi e criteri operativi siano anche in Italia validi e significativi come quelli adottati nel sito di Mecambio. (Riccardo Troisi)
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martedì 12 marzo 2013


 
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