Cerca Contatti Archivio
 
Ikea, finalmente una vittoria.

Si erano beccati perfino le manganellate della polizia, il 2 novembre scorso, quando erano stati caricati al presidio davanti ai magazzini Ikea di Piacenza. Ma gli addetti al facchinaggio non si sono arresi, e dopo oltre due mesi di lotte hanno ottenuto il reintegro di 9 lavoratori sospesi dalle cooperative in appalto di cui sono dipendenti. L'accordo è stato siglato due sere fa con la mediazione del Comune, anche se i sindacalisti del SiCobas, che hanno gestito la vertenza, precisano che la mobilitazione non si fermerà fino a quando le condizioni di lavoro non torneranno «normali». E sì, perché seppure il committente sia la «civilissima» svedese Ikea, sembra che gli addetti alla logistica - il 90% extracomunitari - si siano trovati a lavorare in condizioni pessime e con salari da fame: il sindacato, coloritamente, parla di «semischiavismo».

I facchini - cioè i lavoratori che materialmente mobilitano la merce, ad esempio dai camion ai magazzini - non sono alle dirette dipendenze di Ikea, ma sono contrattualizzati da un consorzio di cooperative, la Cgs, aderente a Confcooperative. La gran parte di loro, circa 9 su 10, sono provenienti da altri paesi: marocchini, egiziani, algerini, tra gli altri. Alcuni avevano lamentato nei mesi scorsi orari molto pesanti (oltre i limiti per un lavoro già pesante di per sè) mentre altri, perlopiù quelli che cominciavano a sindacalizzarsi, si vedevano progressivamente ridotti gli orari, fino a percepire buste paga molto basse, intorno ai 400 euro al mese. Una situazione insostenibile, che ha fatto scattare le proteste e i presidi, rilanciate mediaticamente grazie al nome prestigioso - Ikea, appunto - del committente. Gruppo che spesso si fregia di rispettare l'ambiente e le regole civili di convivenza: basti pensare ai tanti posti macchina riservati ai disabili nei parcheggi degli store, alle campagne dal sapore ecologista nei ristoranti interni e lungo le corsie di mobili e suppellettili, o alla ormai celebre pubblicità che «sdoganava» gli acquisti anche per le coppie gay. Quella che, a tutto merito della multinazionale, fu attaccata dall'allora sottosegretario Carlo Giovanardi.

Ma evidentemente, per quanto progressiste, sono campagne che non bastano a conquistarsi la simpatia dei clienti, se poi nei magazzini - con l'intermediazione di alcune cooperative di appalto - gli addetti a spostare i mobili vengono sfruttati e malpagati. Piacenza è un nodo logistico strategico, per la sua posizione geografica, e a un certo punto le cooperative, dopo le proteste e le manganellate, avevano addirittura minacciato di licenziare oltre un centinaio di facchini su un totale di circa 300. In modo da far ritornare l'ordine e far marciare il polo di nuovo al massimo. Poi però si sono limitate a «sospendere» dal lavoro 9 iscritti al SiCobas, perché licenziare oltre cento persone in un momento di crisi così pesante avrebbe creato la rivoluzione. Eppure, anche i 9 «reprobi» hanno saputo accendere la miccia, e le proteste non si sono fermate, fino alla vittoria di ieri. A fianco del SiCobas si sono schierati gli studenti e attivisti del Network antagonista di Piacenza, oltre a Rifondazione comunista. «Abbiamo sostenuto le lotte dei lavoratori insieme a tanti altri cittadini, anche il giorno delle manganellate da parte della polizia - spiega il segretario del Prc regionale, Nando Mainardi - Il terreno, per così dire, era "fertile" perché l'anno scorso nel settore facchinaggio avevamo già affrontato la vertenza della Tnt, dove le cooperative allora coinvolte pagavano i lavoratori per l'80% in nero».

Interessante notare che mentre le cooperative che operano per Ikea appartengono a un consorzio storico - la Cgs, appunto - che ha anche altri committenti nella logistica, quelle della Tnt erano invece sorte praticamente ad hoc. Su un altro fronte i sindacati confederali, che non hanno partecipato ai presidi e hanno preferito la via più soft degli accordi con la controparte. «Abbiamo creato una commissione paritetica, con tre componenti sindacali e tre delle cooperative - spiegano Gianluca Zilocchi, della Cgil di Piacenza, e Claudio Chiesa, della Filt Cgil - Verranno così monitorate le condizioni di lavoro e l'applicazione del contratto nazionale». Il Manifesto - 09.01.13
Il Manifesto

lunedì 7 gennaio 2013


 
News

Nuova protesta degli agricoltori a Bruxelles, 250 trattori intorno alle sedi Ue. Roghi davanti all’Eurocamera: polizia usa idranti e lacrimogeni.
Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>



FPP2 GRATIS, ANNUNCIO DI BIDEN, COSA ASPETTA DRAGHI?
Il presidente USA Biden, raccogliendo la richiesta che da tempo avanza Bernie Sanders, ha annunciato che gli Stati Uniti forniranno mascherine ffp2 gratis ai cittadini. >>