EMERGENZA CASA, ONDATA DI OCCUPAZIONI: ROMA
Roma – giovedì, 06 dicembre 2012
Sette stabili occupati a Roma nel corso della mattinata: a
via delle Province, al Prenestino, Trastevere, Anagnina,
Ponte di Nona, Ostiense, Torrevecchia... Lemergenza
sociale sulla casa impone soluzioni alternative
allinerzia e alla speculazione immobiliare.
14.30: con una lettera aperta agli abitanti di Roma, i
movimenti di lotta per il diritto all'abitare hanno convocato
una assemblea pubblica lunedi 10 dicembre in piazza del
Campidoglio. Qui di seguito il testo della lettera.
Lettera agli abitanti e alle abitanti di
Roma. 10 dicembre assemblea cittadina in piazza del campidoglio
Sono molteplici e insistenti le richieste di un intervento serio che sappia tutelare il
futuro urbanistico della città in cui viviamo, ma nonostante da più parti si contesti il
profilo che lamministrazione Alemanno ha assunto sulle politiche abitative, sulla
mobilità, sulla gestione del patrimonio e delle aree pubbliche, sulla qualità dei
servizi alla persona, sulla gestione dei rifiuti e dellambiente, questa giunta va
avanti imperterrita continuando a sostenere le ragioni del mattone e della rendita,
della finanza e del malaffare.
Intanto la precarietà aumenta, linsicurezza governa la città e in ogni quartiere si
addensano progetti carichi di nuovo cemento e di oneri concessori utili a ripianare
la casse in rosso delle amministrazioni. In questa maniera milioni di metri quadrati
di territorio stanno per essere assaliti in nome di unedilizia vorace e inutile.
Deroghe peggiorative ad un piano regolatore già munifico con i costruttori, cambi
destinazione duso funzionali alla speculazione più vergognosa, premi di cubatura
legati allabbattimento e alla ricostruzione di edifici privati, facilitazioni nelle
procedure che autorizzano nuovi insediamenti edilizi.
Dunque nessuna discontinuità tra Veltroni ed Alemanno, continuano a governare
Dunque nessuna discontinuità tra Veltroni ed Alemanno, continuano a governare
Caltagirone, Toti, Parnasi, Scarpellini, Mezzaroma, Bonifaci, Santarelli, Salini e
altri più o meno potenti. Una città consegnata in mano ai signori delle gru, pronti
già con gli assegni in mano per la prossima campagna elettorale. Chi offre di più?
Mentre ci prepariamo ad assistere ad una serie di provvedimenti che aggrediranno
ettari su ettari di suolo, metteranno in vendita immobili pubblici e abbandoneranno
per sempre ledilizia residenziale popolare così come labbiamo conosciuta,
centinaia di migliaia di persone sono in grave emergenza abitativa. Mentre si
progettano esperimenti di cosiddetto housing sociale con affitti che partono da 800
euro, unintera città va in crisi colpita da sfratti, pignoramenti e sgomberi. Le
occupazioni di immobili o appartamenti poi, non riguardano più solo soggetti
organizzati, in quanto sono ormai svariate le iniziative spontanee individuali e di
piccoli gruppi legati fra loro dalla medesima emergenza alloggiativa.
Gli inquilini degli enti privatizzati e pubblici, delle casse di risparmio e dei fondi
pensione, degli istituti di credito e assicurativi, dellAter e del Comune di Roma,
insieme con chi vive aspettando lufficiale giudiziario, con chi è alle prese con i
mutui e con la gabella dellIMU, con condominio e bollette da pagare e il
pignoramento per insolvenza alle porte, con gli studenti e i migranti che pagano
centinaia di euro per una stanza o un posto letto, con i precari e le precarie che non
hanno un reddito sufficiente per lasciare le abitazioni dei propri genitori, con chi
occupa per necessità immobili vuoti o abbandonati, lanciano una campagna per il
diritto alla città. Per riappropriarci di una sovranità decisionale negata e spesso
annegata dentro processi partecipativi fasulli. Per rivendicare affitti commisurati al
reddito.
Riprendiamoci la città con unidea di riuso che fermi ogni ulteriore consumo di
suolo e punti ad utilizzare quello che esiste. A partire dalle decine di miglia di
alloggi vuoti che nessuno potrà acquistare, passando per la tutela degli inquilini alle
prese con le dismissioni e con gli aumenti daffitto, dei cosiddetti occupanti senza
titolo, dei nuclei a rischio di sfratto per morosità incolpevole, di coloro che costretti
ad acquistare da un mercato drogato sono oggi alle prese con mutui insostenibili
per case che stanno anche perdendo il loro valore.
Con la nostra iniziativa lanciamo un appello alla città per impedire che altre case
private vengano costruite, che il patrimonio pubblico venga venduto, che la mobilità
venga peggiorata e che la qualità della vita si degradi ancora di più, perdendo altro
verde e ulteriore terreno agricolo. Invitiamo tutti e tutte ad unassemblea cittadina
sulla piazza del Campidoglio LUNEDI 10 DICEMBRE ALLE ORE 17 verso una
mobilitazione permanente che sappia fermare le prossime manovre urbanistiche che
il Comune si appresta a varare e che sappia unire e rafforzare le iniziative e le lotte
presenti in ogni territorio.
Movimenti per il diritto all'abitare.
14.00 Lex clinica Valle Fiorita a via di Torrevecchia è stata occupata dal
Coordinamento cittadino di lotta per la casa con oltre 400 persone e di queste la
stragrande maggioranza sono nuclei familiari in emergenza abitativa, oltre a giovani
coppie, precari e disoccupati. Valle Fiorita è stata chiusa un anno fa, dopo aver
tenuto senza stipendio i dipendenti per diverso tempo. Probabilmente la proprietà era
in attesa di acchiappare il solito treno della speculazione finanziaria, ma stavolta gli è
andata male. Il Municipio 19, dove è ubicata lex clinica, è ai primi posti per
numero di occupazioni di immobili liberi o abbandonati da parte dei senza casa, per
tamponare la drammaticità della richiesta di alloggi a prezzi popolari. (da
Rifondazione, Roma)
13.30: Un gruppo di studenti dell'Universita' Roma Tre e di lavoratori precari ha
occupato uno stabile in via Ostiense 124 a Roma, per farne "uno studentato e la casa
dei precari". I giovani sono entrati nell'edificio da anni in degrado, si sono chiusi
dentro sbarrando il cancello con delle catene e hanno srotolato dalle finestre un
grande striscione: "Ex Acea occupato". "La nostra risposta allo spauracchio della
crisi e' la riappropriazione, concreta e non solo enunciata - sostengono gli studenti -.
Noi abbiamo smesso di credere alle chiacchiere, alle promesse, alle elezioni gia' da
tanto tempo e oggi ci riprendiamo una casa, un pezzo di reddito, un pezzo di vita".
13.10: Occupato da decine di famiglie senza casa l' ex Hotel Congress in via
Prenestina 944, lo rende noto una attivista dei Blocchi Precari Metropolitani ai
microfoni di Radio città Aperta. Basta miseria, casa e reddito per tutt@ affermano gli
occupanti e il BPM.
13.00: Sono state occupati altri edifici nelle zone di Anagnina e Ponte di Nona, lo
rendono noto Coordinamento cittadino di lotta per la Casa e Action.
12.50: Ci segnalano che un gruppo di giovani e di studenti ha occupato uno stabile
inutilizzato in via Induno a Trastevere.
Intorno alle 12.00 di questa mattina, alcune decine di famiglie senza casa -
organizzate con i Blocchi Precari Metropolitani - hanno occupato un palazzo
dellInps in via delle Province a Roma. Ledificio era inutilizzato e, vista la sua
collocazione, sarà probabilmente uno degli stabili oggetti della intensa campagna di
dismissioni a cui stanno procedendo governo ed enti previdenziali. Un regalo ai
gruppi finanziari e immobiliari che così acquistano a prezzi vantaggiosissimi
immobili in zone di pregio, lucrando sulle plusvalenze. Ma è anche uno schiaffo alla
impetuosa domande di abitazioni a prezzi accessibili che sta esplodendo in
moltissime città ed aree metropolitane, dove tutti i dati confermano un boom di
immobili in zone di pregio, lucrando sulle plusvalenze. Ma è anche uno schiaffo alla
impetuosa domande di abitazioni a prezzi accessibili che sta esplodendo in
moltissime città ed aree metropolitane, dove tutti i dati confermano un boom di
sfratti e pignoramenti che mettono intere famiglie in mezzo alla strada. Oltre
alloccupazione di via delle Province se ne segnalano anche altre in diversi punti
della città. Aggiorneremo le notizie mano a mano che saranno più dettagliate.
Il comunicato dei movimenti per il diritto all'abitare:
ROMA ALZA LA TESTA.
Ogni giorno a Roma centinaia di persone aspettano, cariche di ansia e di rabbia, la visita
di un ufficiale giudiziario chiamato ad eseguire lennesimo sfratto o pignoramento.
Nello stesso momento decine di migliaia di inquilini degli enti pubblici o privatizzati
sentono che il mondo, allimprovviso, sta per crollargli addosso perché la casa in cui
vivono viene venduta a prezzi di mercato e non possono comprarla, oppure perché il
prezzo della loro pigione da un momento allaltro viene raddoppiato o triplicato.
Altre centinaia di migliaia di persone sono costrette, fra mille acrobazie, ad andare avanti
sopravvivendo in situazioni di coabitazione forzata, o in situazioni di vera e propria
emergenza: in case che non sono case o nelle baraccopoli del 2000 che sorgono un po
ovunque, nelle pieghe o ai margini dei nostri quartieri.
Sono i figli, di tutte le età e di tanti paesi diversi, delle politiche di austerità,
dellaumento dei prezzi e delle tariffe, dei tagli e dei licenziamenti, della vendita del
patrimonio pubblico e delle speculazioni: della precarietà che ruba, in un colpo solo,
presente e futuro di generazioni diverse.
Figli di una crisi che non è loro, che non hanno generato, ma che stanno integralmente
pagando.
Una crisi che non stanno certamente pagando gli strapagati manager della finanza o delle
banche che continuano come vampiri a succhiare il nostro sangue. Ne i sempreverdi
signori del mattone che hanno devastato e continuano a saccheggiare la nostra
città per costruire ovunque centri commerciali e case dai prezzi irraggiungibili che
nessuno riesce più a comprare. Come del resto non la sta pagando una classe politica
corrotta e del tutto subalterna a questi interessi che ora cerca di cambiare look per non
cambiare niente.
Oggi però, non è un giorno qualunque, perché chi fino adesso ha pagato tutto ha deciso di
voltare pagina, di non essere più spettatore e di cambiare. Cambiare veramente, insieme
ad altri partendo da se, dalla condizione di chi non ce la fa veramente più ad arrivare alla
fine del mese.
Oggi abbiamo dato vita a manifestazioni ed iniziative diffuse nella città. Soprattutto
abbiamo occupato contemporaneamente 10 palazzi e strutture. Più di 1000 nuclei
familiari, circa 3000 persone fra single e famiglie, hanno non solo un tetto sulla testa ma
case vere, sottratte alla rendita, in cui abitare, da difendere.
Se tutto questo non sarà sufficiente a far cambiare idea e programmi alla trasversale
cupola che governa la città ed il paese CONSIDERATE CHE SIAMO SOLO ALL'INIZIO! Movimenti per il Diritto al'Abitare.
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Sull'ondata di occupazioni abitative in corso a Roma e in solidarietà con le famiglie occupanti di seguito un
Sull'ondata di occupazioni abitative in corso a Roma e in solidarietà con le famiglie occupanti di seguito un
comunicato della Rete dei Comunisti:
Roma. Una metropoli recuperata
La Rete dei Comunisti esprime solidarietà alle famiglie che oggi hanno occupato centinaia di case.
Questa mattina nella Capitale centinaia di famiglie senza casa hanno occupato numerosi edifici inutilizzati o
lasciati vuoti a fini speculativi.
Queste iniziative sono la rivelazione della profondità dell'emergenza sociale sul problema delle abitazioni e sono
l'indicazione giusta di risposta ad una situazione caratterizzata dall'inerzia delle istituzioni e dai meccanismi
speculativi sugli affitti e il patrimonio immobiliare disponibile.
Tutti gli indicatori sociali più recenti denunciano il boom degli sfratti, dei pignoramenti e il livello inaccessibile
degli affitti delle case. Il governo e il Comune di fronte a questa emergenza continuano a girare la testa
dall'altra parte (mantenendo irrilevante l'edilizia popolare e sociale) o a proporre misure furbesche e inefficaci
come l'housing sociale.
Al contrario, la giunta comunale e regionale e il piano per le città del governo Monti continuano a mettere in
campo misure che favoriscono solo gli interessi privati e speculativi nella gestione dell'urbanistica e delle città.
Ma su questa logica c'è una totale convergenza tra maggioranze di centro-destra o di centro-sinistra. La storia
recente della cementificazione della nostra città lo rivela e lo conferma ampiamente.
La metropoli non è una merce, è un ambito vissuto e reso vivo dalle migliaia di persone che ci vivono, ci
lavorano, vi si muovono. Gli interessi privati (banche, fondi immobiliari, costruttori o multinazionali che siano)
puntano solo a piegare al proprio profitto le condizioni di vita, gli spazi e i tempi della gente che invece rende
vive e umane le città.
Con l'ondata di occupazione delle case di oggi, con la resistenza agli sfratti avviati in moltissime città, con
l'occupazione di spazi, edifici, scuole inutilizzati per rendere agibili agli interessi sociali collettivi e non a quelli
privati, si sta creando una nuova idea di metropoli e di relazioni sociali al suo interno,
La Rete dei Comunisti è pienamente solidale con le famiglie che hanno occupate
le case e ne sosterrà ogni iniziativa di lotta, resistenza e affermazione dei
propri diritti.
USB
giovedì 6 dicembre 2012
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