«AcegasAps è in svendita Referendum sulla fusione».
Il Movimento Cinque Stelle l chiede un referendum sulla fusione tra AcegasAps ed Hera. «Conviene solo al colosso bolognese, è la svendita per 30 denari del controllo dei contribuenti sui servizi locali» afferma Giovanni Endrizzi, portavoce dei grillini padovani.
Alla Fornace Carotta è stato analizzato il bilancio: «Dati pubblici, accessibili in Internet: eppure nessuna forza politica del consiglio comunale, nemmeno i partiti di opposizione, ha avuto interesse ad analizzarli e a denunciare la grave situazione» chiosa Giovanni Maria Martignano, ingegnere che ha spulciato le cifre.
Al 31 dicembre, conta 180 milioni di capitalizzazione di Borsa, un fatturato di 585,3 milioni, un utile netto di 18 milioni ed un patrimonio di 368,8 milioni. I debiti ammontano a 447,4 milioni. «Sono circa l'80% del fatturato. Nel mercato libero non potrebbe avvenire. Se vai in banca per un finanziamento e quella percentuale supera il 10% puoi scordati il prestito». Dal 2007 il valore di mercato dell'azienda è caduto del 72% ed oggi è di 180 milioni: 45 milioni meno del 2009. Il rapporto d'indebitamento, che per essere sostenibile deve essere tra 0 ed 1, è invece di 1,21; gli altri operatori del settore (Enel, Hera, Acea) si attestano a 0,82. Il current ratio (capacità di reggere alle uscite correnti) è 0,63, inferiore alla soglia di sostenibilità.Ma i 15 membri del CdA, dg e collegio sindacale «percepiscono 1 milione 666.386 euro. Su 18 milioni di utile».
Ma perché Hera intende assorbire AcegasAès? «Per acquisire il controllo della sua fetta di mercato, soprattutto acqua e i rifiuti». Ma ai cittadini conviene? «No perché sarebbe una svendita di un bene strategico: vedrebbero aumentare le tariffe perdendo ogni possibilità di controllo. La strada giusta è risanare l’azienda, dando il benservito all’attuale management. Altro che bonus». (si.var.)
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Via libera alla fusione AcegasAps-Hera: nasce la seconda multiutility italiana
PADOVA. Via libera alla fusione tra AcegasAps ed Hera. Il consiglio d’amministrazione di Hera e l’assemblea di AcegasAps Holding, riuniti oggi pomeriggio, hanno approvato l’accordo quadro per l’integrazione della multiutility di Trieste e Padova nel Gruppo Hera.
La nuova realtà potrà contare su un valore della produzione superiore a 4,5 miliardi di euro, un margine industriale di oltre 750 milioni e un utile netto di circa 140 milioni, diventando così il secondo gruppo nazionale tra le local utilities. La fusione tra AcegasAps ed Hera, infatti, dà vita al primo operatore italiano per rifiuti trattati, secondo per volumi di acqua venduti, terzo nella distribuzione del gas, quinto nella vendita di energia elettrica a clienti finali e settimo nella vendita di gas naturale a clienti finali.
La struttura dell’operazione prevede la fusione per incorporazione di AcegasAps in Hera e avrà efficacia dal primo gennaio 2013. In seguito a quella data Hera assumerà il controllo di AcegasAps con una quota pari al 62,69% del capitale sociale. L’accordo quadro firmato oggi prevede che il rapporto di cambio sia pari a circa 0,763 nuove azioni Hera a fronte di nominali euro 1 di capitale sociale di AcegasAps Holding.
Sulla base di questo rapporto di cambio, al Comune di Trieste e al Comune di Padova, unici soci di AcegasAps Holding, verranno riconosciuti complessivamente circa 143,38 milioni di azioni Hera. Agli azionisti AcegasAps saranno riconosciuti anche un conguaglio in denaro pari a 3,4 milioni di euro.
Entro il 28 agosto si terranno i consigli d’amministrazione di Hera e di AcegasAps per l’approvazione del progetto di fusione e, quindi, del rapporto di cambio.
L’accordo quadro prevede anche che AcegasAps mantenga la sede legale a Trieste e che il consiglio di amministrazione, al rinnovo, abbia un numero di membri pari a dieci. Di questi quattro saranno nominati dai Comuni di Trieste e Padova. Il presidente del consiglio d’amministrazione sarà scelto nell’ambito dei membri designati da Trieste, l’amministratore delegato in quello dei membri designati da Padova, mentre Hera nominerà il direttore generale.
Il Mattino di Padova
giovedì 26 luglio 2012
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