Cerca Contatti Archivio
 
Il deserto risale lo stivale.

È allarme: la desertificazione minaccia anche la Pianura del Po' e l'Emilia Romagna. "Siccità e desertificazione minacciano la sopravvivenza di un quinto della popolazione mondiale - più di un miliardo di persone - e hanno portato alla riduzione dello strato superficiale del suolo e della sua capacità produttiva in un terzo della Terra (4 miliardi di ettari)". Sono questi i numeri emersi al convegno "Siccità e Desertificazione" tenuto a Rimini nel novembre 2004 e organizzato da Regione e Arpa Emilia-Romagna per fare il punto sul monitoraggio della desertificazione e della siccità nel bacino del Mediterraneo.

È allarme: la desertificazione minaccia anche la Pianura del Po' e l'Emilia Romagna. "Siccità e desertificazione minacciano la sopravvivenza di un quinto della popolazione mondiale - più di un miliardo di persone - e hanno portato alla riduzione dello strato superficiale del suolo e della sua capacità produttiva in un terzo della Terra (4 miliardi di ettari)". Sono questi i numeri emersi al convegno "Siccità e Desertificazione" tenuto a Rimini nel novembre 2004 e organizzato da Regione e Arpa Emilia-Romagna per fare il punto sul monitoraggio della desertificazione e della siccità nel bacino del Mediterraneo. Le regioni a rischio Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna mostrano il processo di desertificazione in stato avanzato. Anche le regioni del centro nord, in particolare Toscana ed Emilia Romagna, manifestano un peggioramento della situazione idrometeorologica e sono sempre più vulnerabili all'irregolarità delle precipitazioni. Il deserto avanza velocemente sulle fasce costiere e nelle zone collinari del Sud: l'analisi climatica del 2003 rivela una tendenza negativa della condizione idrometeorologica dell'Emilia Romagna: i valori dell'Indice di Precipitazione Standardizzato (SPI) segnalano che la regione negli ultimi 50 anni si è gradualmente impoverita di acqua nel terreno, tendendo ad assumere condizioni di moderata siccità, solo a tratti severa. In Emilia Romagna il consumo d'acqua dal 1975 al 2003 è passato da 1,882 a 2,125 milioni di metri cubi all'anno, con incrementi significativi soprattutto per uso agricolo (da 1,002 a 1,405 milioni di metri cubi) e civile (da 350mila a 487mila metri cubi). Urbanizzazione e agricoltura intensiva sotto accusa L'Istituto Sperimentale per lo Studio e la Conservazione del Suolo ha sostenuto la realizzazione di un nuovo atlante sul rischio di desertificazione in Italia: qualità del clima, del suolo e della vegetazione sono i 3 indici a cui gli scienziati dell'Agenzia Ambientale Europea hanno fatto riferimento per compilare una mappa con scala 1:250,000. Il dato più preoccupante è che la maggior parte della Sicilia, Puglia e sud della Sardegna hanno indici di aridità inferiori a 0.65, tipici dei territori desertici. Anche i suoli del Sud e parte del Centro Italia, la Pianura Padana e le Alpi sono minacciati da siccità e inaridimento. Nel nostro Paese, caratterizzato da un territorio fortemente antropizzato, l'estendersi dei processi di desertificazione è in rapporto diretto con la crisi delle città principali che ad un assetto tradizionale del paesaggio costituito da sistemi abitativi a forte compenetrazione naturale a basso consumo di risorse, sostituisce un modello basato sulla cementificazione massiccia, il dispendio energetico e l'inquinamento ambientale. All'urbanizzazione di nuove aree corrisponde l'abbandono e l'esodo dei centri storici con la scomparsa di presidi territoriali capaci di una corretta gestione del paesaggio. Si determina un processo di desertificazione fisico e sociale. Al degrado architettonico, l'erosione dei sistemi montani, collinari e di pendio corrisponde il depauperamento delle risorse umane. L'emigrazione, la eredità di identità, la caduta dei valori sono aspetti socio culturali della desertificazione. Monitorare e arginare il fenomeno: i progetti su scala nazionale e internazionale Anche se siccità e desertificazione in Italia sono fenomeni che non hanno la drammaticità del continente africano o di alcune zone di Asia e America Latina, non sono da trascurare. La situazione è ancora sotto controllo, ma il fenomeno sta assumendo sempre più dimensioni generali e segnali negativi provengono dalla pianura bolognese e ravennate. La Convenzione sulla lotta alla Siccità e alla Desertificazione delle Nazioni Unite (UNCDD), firmata a Parigi nel 1993 e ratificata in Italia nel 1997, rappresenta uno strumento giuridico internazionale che impegna tutti i paesi firmatari (190) a cooperare nella lotta alla desertificazione per attenuare gli effetti della siccità nei paesi gravemente colpiti con un approccio che migliori le condizioni di vita delle popolazioni locali. Gli sforzi per combattere la desertificazione vengono intensificati a livello locale grazie allo sviluppo e all'attuazione dei Piani di Azione Nazionale (PAN), Sub-Regionale (SRAP) e Regionale (RAP) finalizzati alla riduzione delle perdite di produttività dei suoli causate da cambiamenti climatici e attività antropiche, da elaborare con quelli delle altre regioni. A questo fine, nel 1997, il Governo Italiano ha istituito presso il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, il Comitato Nazionale per la Lotta alla Desertificazione. Alle radici del problema: una crisi idrica planetaria "La Terra è minacciata dalla crisi dell'acqua" avverte la Banca Mondiale. All'inizio del '900, l'Umanità utilizzava circa 600 chilometri cubi di acqua. Oggi ne utilizza 6.000: dieci volte tanto. Negli ultimi dieci anni la popolazione umana è raddoppiata. Ma i consumi di acqua si sono quasi quadruplicati, tanto da sfiorare, ormai le capacità di riciclaggio della natura che, ogni anno, col suo ciclo idrogeologico, rende disponibile all'uomo da 9.000 a 14.000 chilometri cubi di acqua potabile. L'uomo ne utilizza i 40 - 65%, ma si calcola che nel 2050, quando la popolazione mondiale supererà i nove miliardi di persone, la domanda di acqua potabile potrebbe eguagliare, se non superare, l'offerta della Natura. "E' ormai indispensabile dare un nuovo valore all'acqua - ha dichiarato al convegno di Rimini Guido Tampieri, assessore all'Agricoltura e all'Ambiente - occorre governare questi problemi tenendo conto della dinamica delle risorse, cioè della disponibilità dell'acqua, e non, come spesso accade, assecondando la dinamica della domanda. Bisogna rivedere la gerarchia dei bisogni; ridurre perciò i consumi d'acqua, consumare meno e meglio". (di Valentina Robbiati)


Greencrossitalia.it

giovedì 7 aprile 2005


 
News

Nuova protesta degli agricoltori a Bruxelles, 250 trattori intorno alle sedi Ue. Roghi davanti all’Eurocamera: polizia usa idranti e lacrimogeni.
Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>



FPP2 GRATIS, ANNUNCIO DI BIDEN, COSA ASPETTA DRAGHI?
Il presidente USA Biden, raccogliendo la richiesta che da tempo avanza Bernie Sanders, ha annunciato che gli Stati Uniti forniranno mascherine ffp2 gratis ai cittadini. >>