Manovra Monti: 34 miliardi spremuti dai lavoratori e dai cittadini.
Il pacco di Natale del presidente del Consiglio quest’anno è arrivato con largo anticipo. Un pacco tra i più
classici con “sacrifici, sacrifici, sacrifici”. Previsto un nutrito pacchetto fiscale, la stretta sulle pensioni, i tagli
alla spesa, con 5 mld di sacrifici chiesti agli enti locali, l’Ici sulla prima casa. Imprenditori e banchieri, invece,
in festa per il taglio all'Irap sul costo del lavoro per le imprese, il mancato aumento dell’Irpef nella fascia
alta, e la garanzia dello Stato per le perdite delle banche. E poi qua e là alcune afflizioni come l’aumento
della benzina, per mano delle regioni, che potranno introdurre una accisa (un cent al litro) per finanziare
l’agonizzante trasporto pubblico. Insomma, la via verso la Grecia è aperta. Perfino Cgil, Cisl e Uil non sono
d’accordo, ma questo non vuol dire che protesteranno. Vediamo punto per punto il provvedimento, il cui
ammontare è di 20 miliardi a cui vanno aggiunti i 4 miliardi della delega fiscale e altri dieci miliardi di spesa
(comunque recuperati dai tagli) “a favore della crescita”, partendo proprio dalle pensioni.
PENSIONI: Intanto, c’è l’estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori, poi l’aumento dell'età di
vecchiaia per le donne del settore privato, l’abolizione delle finestre mobili (e assorbimento di questi
periodi nell'età effettiva di pensionamento), aumento delle aliquote sugli autonomi ma soprattutto una
vera e propria stangata sulle pensioni di anzianità. E come tutti i veleni, nella coda c’è il blocco della
rivalutazione delle pensioni rispetto all'inflazione per il biennio 2012‐2013 con la sola esclusione dei
trattamenti fino al doppio del minimo (467 euro al mese nel 2011). Le misure in materia previdenziale
contenute in manovra si basano, ha chiarito il ministro Elsa Fornero, “sul principio della flessibilità nel
pensionamento. Vogliamo reintrodurre una flessibilità e accompagnare con incentivi il proseguimento
dell'attività lavorativa. Abbiamo passato al setaccio il sistema pensionistico per individuare privilegi ed
eliminarli o attenuarli”. Di quale flessibilità parla Fornero? Semplice, del fatto che puoi sceglierti la corda
alla quale impiccarti. Intanto, si accelera sull'aumento dell'età di vecchiaia delle donne dipendenti del
settore privato: dal 2012 andranno in pensione a 63 anni mentre entro il 2018 saranno a quota 66 come gli
uomini (l'età salirà a 64 nel 2014, 65 nel 2016) e le donne del settore pubblico (a 66 anni dal 2012). Lo
scalino tra 2011 e 2012 sarà quindi di due anni dato che quest'anno le donne dipendenti del settore privato
uscivano a 60 anni più 12 mesi di finestra mobile (quindi a 61). E poi sono abolite le cosiddette quote (età
più contributi) e per i dipendenti dal 2012 sarà possibile uscire dal lavoro “in anticipo” rispetto all'età di
vecchiaia solo con almeno 41 anni di contributi per le donne e 42 per gli uomini. Al momento gli anni di
lavoro necessari per andare in pensione indipendentemente dall'età anagrafica erano 41 per uomini e
donne (40 più la finestra mobile). Per gli autonomi si andrà in pensione prima dell'età di vecchiaia con 41
anni e mezzo di contributi per le donne e 42 e mezzo per gli uomini. Sparisce il termine anzianità, si
chiamerà pensione anticipata. Inoltre, scompare il meccanismo della “decorrenza” di 12 mesi per i
dipendenti e 18 per gli autonomi previsto dalla manovra 2010 a partire dal 2011 che allungava di fatto i
tempi per l'accesso al pensionamento. Il periodo sarà però assorbito nei requisiti che per la vecchiaia degli
uomini dipendenti saranno dall'anno prossimo quindi pari a 66 anni (65 anni attuali più 12 mesi di finestra).
Gli autonomi andranno in pensione a 66 anni e mezzo (andavano a 65 ma a questi si aggiungevano 18mesi
di attesa di finestra mobile). E veniamo alla cosiddetta flessibilità che con tutti questi “sensi vietati” diventa
una vera e propria barzelletta: per le donne sarà prevista una fascia flessibile per il pensionamento tra i 63 e
i 70 anni mentre per gli uomini sarà tra i 66 e i 70. Ci saranno vantaggi per chi esce più tardi e penalizzazioni
per chi esce dal lavoro prima. Una volta uscito, poi, l’assegno sarà misero, perché sarà esteso a tutti il
metodo contributivo pro rata, anche quindi a coloro che avendo cominciato a versare contributi prima del
1978 avevano mantenuto il più generoso metodo retributivo. Per questi lavoratori il nuovo meccanismo
varrà dal 2012 quindi gli anni di lavoro fino al 2011 saranno calcolati con il retributivo. Dolori anche per gli
autonomi, comprese le partite Iva, per i quali è previsto un aumento delle aliquote contributive di 0,3 punti
ogni anno per arrivare a due punti in più nel 2018 (adesso sono al 20‐21% per i commercianti e gli artigiani a
fronte del 33% dei dipendenti). Infine, le pensioni in essere saranno congelate per il 2012 e il 2013 rispetto
all'inflazione. Rispetto all'impianto originario (che salvava al 100% solo quelle minime ‐ 467,42 euro), il
premier Monti ha fatto sapere che “grazie ai proventi derivanti dal bollo sullo scudo fiscale possiamo dare
non metà copertura dall' inflazione, come pensavamo, ma piena copertura dall' inflazione, anche per le
pensioni comprese tra quella minima che Š di 480 euro e la doppia della minima”: per grazia ricevuta.
Infine, vengono soppressi l'Inpdap e l'Enpals e le funzioni dei due enti passano all'Inps. Ed è previsto un
contributo di solidarietà per le pensioni più alte.
IVA: L'aumento dell'Iva è deliberato in 2 punti percentuali a decorrere dal primo settembre 2012, a
copertura della clausola di salvaguardia e da attuare solo nel caso in cui sia necessario. Questo vuol dire che
occorrerà vedere come vanno le speculazioni sui titoli italiani.
ICI: Da solo l’intervento vale quasi metà dell’intera manovra. Viene anticipata l'introduzione sperimentale
dell'Imu. Secondo l'ultima bozza del provvedimento, torna l'Ici anche sulla prima casa. L'imposta municipale
ha un'aliquota ordinaria dello 0,76%, che scende allo 0,4% nel caso dell'abitazione principale. Gli estimi
vengono rivisti «verso l'alto per avvicinarsi al valore di mercato, con un aumento intorno al 60%», come è
stato chiarito dal Governo nel corso della conferenza stampa a palazzo Chigi.
TASSA LUSSO: arriva il superbollo per le auto di potenza superiore ai 170 chilowatt; le barche sopra i 10
metri pagano una tassa di stazionamento giornaliera. Gli aerei privati sono tassati in base al peso.
CAPITALI SCUDATI: una tantum con una aliquota dell'1,5% a carico dei capitali rientrati in Italia con lo scudo
fiscale.
USO CONTANTI: è fissato a 1000 euro il tetto massimo per l'utilizzo del contante. La misura punta a favorire
la tracciabilità dei pagamenti. Inoltre, le operazioni di pagamento delle spese delle pubbliche
amministrazioni centrali e locali e dei loro enti sono disposte mediante l'utilizzo di strumenti telematici.
L'eventuale opzione relativa ad un pagamento per cassa deve essere evidenziata nella disposizione di
pagamento trasmessa al tesoriere o al cassiere dell'ente pagatore.
LIBERALIZZAZIONI: arriva un insieme di liberalizzazioni per la vendita di farmaci, per i trasporti, e per gli
orari degli eserciti commerciali; vengono potenziale le funzioni dell'Antitrust. ‐ TAGLI ENTI LOCALI:
confermato il taglio di 5 mld alle Regioni e agli enti locali. Le regioni a statuto ordinario pagano per 2,1 mld,
a decorrere dal 2012 mentre le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano 1,035
mld. Per le Province il contributo richiesto è di 415 milioni di euro a decorrere dal 2012, per i Comuni con
popolazione superiore a 5.000 abitanti è di 1.450 milioni di euro per il 2012 e per i Comuni con popolazione
superiore a 1.000 abitanti è di 1.450 milioni di euro, a decorrere dal 2013.
TITOLI E FINANZA: arrivano nuovi interventi in materia di imposta di bollo su titoli, strumenti e prodotti
finanziari.
LAVORO: nella manovra non ci sarà nulla per ora sul mercato del lavoro. È il settore, ha spiegato il premier
Mario Monti, nel quale è più necessaria la concertazione. Concertazione, ha sostenuto, che è un pò meno
necessaria nella previdenza e un pò meno ancora nella politica economica. IMPRESE: nel pacchetto le
misure per la patrimonializzazione, nuovo credito attraverso il fondo di garanzia alle pmi che prevede a
regime qualche decina di miliardi di euro, sostegno all'internazionalizzazione. Attraverso la deducibilità
integrale dell'Irap‐lavoro vengono favorite le imprese che assumono lavoratori e lavoratrici per un importo
di 1,5 miliardi nel 2012, e 2 miliardi nel 2013 e nel 2014.
EFFICIENZA ENERGETICA: vengono resi duraturi nel tempo tutti gli incentivi per le ristrutturazioni e per il
risparmio energetico (bonus 55%) estendendoli alle aree colpite da calamità naturali.
www.controlacrisi.org
domenica 4 dicembre 2011
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