CIBO. PREZZI ALLE STELLE.
Alla base la crescente domanda proveniente dai mercati emergenti e la produzione di biocarburanti. Nel mondo oltre un miliardo di persone è denutrita. I prezzi degli alimenti sono destinati a salire fino al 40% nei prossimi dieci anni, a causa della crescente domanda proveniente dai mercati emergenti e dei biocarburante.
L'allarme arriva da un rapporto delle Nazioni Unite, che oggi mette il dito sul rischio sicurezza alimentare.
I prezzi dei prodotti agricoli sono scesi dai picchi record registrati due anni fa, ma sono destinati a risollevarsi secondo la relazione annuale congiunta di OCSE e FAO. La previsione per il grano e i cereali, per i prossimi 10 anni, sono di un aumento di prezzo tra il 15% e 40% in termini reali, una volta corretto il valore dell'inflazione rispetto ai livelli medi nel periodo 1997-2006, ovvero nel periodo antecedente il picco di prezzo 2007-08. Per quanto riguarda gli oli vegetali + 40%, mentre per i lattiero caseari dovrebbero essere compresi tra + 16-45%.
Al contrario l'aumento dei prezzi del bestiame dovrebbe essere più contenuto, anche se la domanda globale potrebbe subire più rapide accelerazioni, fattori principali le materie prime agricole e una crescente ricchezza per alcune fasce della popolazione nelle economie emergenti. Nonostante sia aumentata la produzione per venire incontro una richiesta più diffusa, nel contempo le recenti impennate dei prezzi e la crisi economica hanno contribuito a un aumento dell'incertezza alimentare. Circa 1 miliardo di persone oggi sarebbero denutrite.
Fairtrade, dall'Inghilterra, commenta le previsioni come un "severo avvertimento" per i responsabili politici internazionali. "Gli investimenti per incoraggiare 1 miliardo di persone che possono contare, come unica forma di sussistenza, sull'agricoltura in scala locale è di vitale importanza", ha dichiarato Barbara Crowther, responsabile della comunicazioni della fondazione Fairtrade. "Al tempo stesso, la promessa di aumento dei prezzi delle materie agricole potrebbe generare una nuova ondata di confisca da fondi sovrani da parte degli investitori più potenti rischiando di emarginare ulteriormente le comunità rurali".
Il rapporto afferma che la produzione agricola e la produttività devono essere intensificati sostenendo la necessità di un sistema commerciale efficace per poter garantire una concorrenza leale e la possibilità di indirizzare il cibo eccedenza dove è necessario che giunga.
I Paesi in via di sviluppo, si legge nella ricerca, devono inoltre aumentare la produzione per far fronte all'aumento di domanda. Il Brasile è quello che registra la più rapida crescita come performance, con una produzione agricola destinata ad aumentare di oltre il 40% nei prossimi dieci anni, previsioni oltre il 20% anche per Cina, India, Russia e Ucraina.
"Il ruolo dei paesi in via di sviluppo nei mercati internazionali sta crescendo rapidamente, e come il loro impatto si sviluppa, anche le loro politiche avranno effetto sulle condizioni nei mercati globali", ha dichiarato Jacques Diouf, direttore generale Fao. "Questo rende necessario riconoscere il ruolo e il contributo che potranno accordare alle questioni di politica globale. Il dibattito politico deve garantire una portata globale".
Un altro fattore chiave riguarda la controversa industria dei biocarburanti. L'espansione continua della produzione di biocarburanti (spesso per soddisfare requisiti imposti dai governi) non potrà che aumentare la domanda di grano, cereali, oli vegetali e zucchero.
(dal Bollettino Bio di Greenplanet - giugno 2010)
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venerdì 25 giugno 2010
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