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Cooperativa Agricola 'Eughenìa'


Da 5 anni la Cooperativa Agricola "Eughenìa" conduce un progetto di valorizzazione dell'azienda agricola di Castiglioncello Bandini, in comune di Cinigiano e dell'omonimo borgo in via di progressivo spopolamento (sono rimasti 100 abitanti) con il sostegno del territorio e delle Amministrazioni locali.

La Cooperativa è stata immessa nel possesso dell'azienda con un contratto di affitto triennale e un compromesso di compravendita che prevedeva l'intervento dell'ISMEA (ex Cassa formazione proprietà contadina).

Ma la società proprietaria, utilizzando un ritardo dell'erogazione del finanziamento già deliberato, ha chiesto il rilascio dell'azienda e un progressivo rilancio del prezzo fino al triplo della cifra pattuita.

La Cooperativa per tutelare gli investimenti già profusi, i posti di lavoro dei soci e dei dipendenti, gli animali allevati e i miglioramenti apportati all'azienda, ha intrapreso un'azione legale volta al riconoscimento della natura agraria dell'affitto e alla sua durata quindicennale, in merito alla quale pende il giudizio in Cassazione.

In seguito a una mozione di sostegno alla Cooperativa votata all'unanimità dal Consiglio Regionale della Toscana, la presidenza della Giunta Regionale ha costituito un tavolo di lavoro, ancora attivo, per addivenire a una soluzione transattiva, con il coinvolgimento di altri partners che permetterebbero di offrire un prezzo maggiorato ma equo.

Ciononostante la società proprietaria ha intrapreso un'azione di sfratto con procedura d'urgenza e il tribunale di Grosseto, disattendendo la sentenza della Corte d'Appello e anticipando il giudizio della Cassazione ha imposto il rilascio dell'azienda il 16 gennaio, sospendendo inoltre il giudizio di merito fino alla Cassazione e sottraendo nel frattempo alla Cooperativa ogni strumento di difesa giuridico.

Per questi motivi il 16 la Cooperativa fa appello alla solidarietà e alla mobilitazione, e indice per le ore 10.00 a Castiglioncello Bandini una conferenza stampa per lanciare una campagna di denuncia contro questo abuso.

Cinigiano 14 / 01/ 04


mercoledì 14 gennaio 2004


 
News

Ammazzarsi non è la soluzione.
Giovanni Viola, trentenne, si è impiccato nella sua azienda agricola. Giovanni era sposato, era padre di un bambino, era un produttore agricolo capace, era una brava persona che non accettava la situazione economica in cui era precipitato. Per tutto questo non ha retto. Le brave persone non fanno mai del male agli altri, non ci riescono, e per questo ieri dopo pranzo si è recato nella sua azienda e li ha compiuto l’ultimo atto - assurdo e per nulla condivisibile - della sua breve vita. Siamo alla resa dei conti, quello di ieri non è il gesto disperato di un singolo. NO! Vittoria sta vivendo la crisi economica e sociale più ampia della sua storia recente. Migliaia di titolari di aziende agricole, artigianali e commerciali si trovano nelle stesse condizioni economiche e psicologiche in cui si trovava Giovanni. Nessuno ha compreso quanto sia ampio il livello di disperazione di questa terra. Quella di ieri è solo una piccola frazione della punta dell’iceberg che ci sta venendo addosso. Il rischio, che va subito contrastato è l’emulazione. Togliersi la vita non è la soluzione. >>



SOLIDARIETA' AL POPOLO MAPUCHE!
“Operazione Uragano”. È il nome che i carabinieri cileni hanno scelto per un’azione repressiva contro 8 leader del popolo mapuche, il popolo “originario” che da secoli lotta per la sua terra. Gli 8 erano stati arrestati, in via preventiva, per associazione terroristica, accusati di aver prodotto attacchi incendiari. >>



Le Ong possono chiedere il riesame delle autorizzazioni agli OGM, perché ambiente e salute sono connessi. Il Tribunale dell’Ue dà torto alla Commissione.
Il Tribunale dell’Ue ha annullato la decisione con la quale la Commissione europea aveva respinto la richiesta di un’organizzazione non governativa, la TestBioTech, volta ad ottenere il riesame dell’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti contenenti soia geneticamente modificata. La richiesta dell’Ong era stata avanzata sulla base di un regolamento dell’Unione che consente alle organizzazioni non governative di partecipare ai processi decisionali in materia ambientale, il cosiddetto “regolamento di Aarhus”. La Commissione Ue aveva obiettato che gli aspetti legati alla valutazione sanitaria degli alimenti o dei mangimi OGM non potevano essere esaminati nel contesto del regolamento di Aarhus, dal momento che tali aspetti non riguardavano la valutazione dei rischi ambientali, bensì il settore della sanità. >>