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VINO: De Petris (Verdi): 'Senza OGM, a difesa della tradizione italiana'


"Dobbiamo difendere il prestigio internazionale del vino italiano come prodotto genuino, fortemente legato alla cultura del nostro territorio, alle caratteristiche ambientali delle nostre colline, alla qualità dei vitigni e dei metodi selezionati dai produttori nazionali in secoli di attività.
L'introduzione degli OGM in questo contesto potrebbe compromettere nuovamente il rapporto di fiducia con i consumatori riconquistato con una politica di attenzione alla qualità".
Loredana De Petris, senatrice dei Verdi e capogruppo in Commissione Agricoltura, invita il mondo enologico e le organizzazioni agricole e dei consumatori a sostenere il disegno di legge di cui è prima firmataria "Modificazioni alla disciplina delle denominazioni d'origine dei vini", domani all'ordine del giorno della Commissione, che prevede il divieto di utilizzare materiale vegetale ed enzimi geneticamente modificati nel processo produttivo dei vini a denominazione d'origine (DOCG, DOC, IGT).
"Dopo l'approvazione della direttiva europea 2002/11/CE, che consente la commercializzazione di vitigni OGM - dichiara la senatrice - e le insistenti notizie concernenti l'immissione in commercio, da parte delle grandi aziende del settore, di lieviti ed enzimi geneticamente modificati rivolti ad accelerare artificialmente i processi di fermentazione, è opportuna ed urgente una iniziativa legislativa rivolta a prevenire un processo che potrebbe cancellare le caratteristiche peculiari dei prodotti della tradizione italiana". "Il disegno di legge all'esame della Commissione - conclude De Petris - è sottoscritto da 48 senatori di tutti i partiti ed è supportato dall'azione dei tanti Comuni aderenti all'associazione "Città del Vino" che in questi mesi stanno dichiarando il loro territorio OGM-free".


lunedì 26 gennaio 2004


 
News

Covid e biologico: il 73% delle aziende in crisi a causa della pandemia.
Per oltre due aziende su tre del settore biologico la possibilità di reggere alla crisi economica sopraggiunta a causa dell’emergenza sanitaria è di massimo tre mesi. È questo uno dei primi dati dell’analisi voluta e sviluppata dalle tre maggiori organizzazioni del comparto, Aiab, FederBio e Assobiodinamica, a partire da una proposta della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (FIRAB), per rilevare l’impatto della pandemia da Covid19 sul biologico. >>



Coronavirus, 5,7 mln di litri di latte al giorno dall’estero
Ogni giorno 5,7 milioni di litri di latte straniero attraversano le frontiere e invadono l’Italia con cisterna o cagliate congelate low cost di dubbia qualità in piena emergenza coronavirus, proprio mentre alcune aziende di trasformazione cercano di tagliare i compensi riconosciuti agli allevatori italiani, con la scusa della sovrapproduzione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati del Ministero della salute relativi ai primi quindici giorni del mese di marzo 2020 sui flussi commerciali dall’estero in latte equivalente. Bisogna fermare qualsiasi tentativo di speculazione sui generi alimentari di prima necessità come il latte che – sottolinea la Coldiretti – nell’ultima settimana di rilevazione sui consumi ha registrato un balzo del 47% degli acquisti da parte delle famiglie, sulla base dei dati IRI che evidenziano anche l’aumento degli acquisti di formaggi, dalla mozzarella (+35%) al Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+38%). >>



Accordo con Gottardo blocca la «marcia dei 100» di Tigotà
Guerra tra Poveri. Padova e Broni (Pavia), vittoria dei lavoratori della logistica. Gli addetti - spinti dalla proprietà - avevano protestato contro il picchetto Cobas dei facchini Qualcuno aveva addirittura scomodato il paragone con la marcia dei 40mila a Mirafiori. La lotta dei lavoratori della logistica Gottardo di Padova e Broni era stata messa in secondo piano dalla contro manifestazione di un centinaio di lavoratori dei Tigotà catena di negozi di cosmetici e per la casa che protestavano contro i blocchi che impedivano lapprovvigionamento dei punti vendita della stessa proprietà per la movimentazione merci. Per fortuna tutto si è concluso ieri con l’accordo siglato alla prefettura di Pavia con cui i sindacati Adl e Si Cobas portano a casa gran parte delle loro richieste che hanno fatto partire la mobilitazione dei facchini e da lunedì riporterà alla normalità il lavoro dei negozi Tigotà. E si spera zittisca anche la spirale mediatica che aveva alimentato lo scontro fra poveri. >>