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VINO: De Petris (Verdi): 'Senza OGM, a difesa della tradizione italiana'


"Dobbiamo difendere il prestigio internazionale del vino italiano come prodotto genuino, fortemente legato alla cultura del nostro territorio, alle caratteristiche ambientali delle nostre colline, alla qualità dei vitigni e dei metodi selezionati dai produttori nazionali in secoli di attività.
L'introduzione degli OGM in questo contesto potrebbe compromettere nuovamente il rapporto di fiducia con i consumatori riconquistato con una politica di attenzione alla qualità".
Loredana De Petris, senatrice dei Verdi e capogruppo in Commissione Agricoltura, invita il mondo enologico e le organizzazioni agricole e dei consumatori a sostenere il disegno di legge di cui è prima firmataria "Modificazioni alla disciplina delle denominazioni d'origine dei vini", domani all'ordine del giorno della Commissione, che prevede il divieto di utilizzare materiale vegetale ed enzimi geneticamente modificati nel processo produttivo dei vini a denominazione d'origine (DOCG, DOC, IGT).
"Dopo l'approvazione della direttiva europea 2002/11/CE, che consente la commercializzazione di vitigni OGM - dichiara la senatrice - e le insistenti notizie concernenti l'immissione in commercio, da parte delle grandi aziende del settore, di lieviti ed enzimi geneticamente modificati rivolti ad accelerare artificialmente i processi di fermentazione, è opportuna ed urgente una iniziativa legislativa rivolta a prevenire un processo che potrebbe cancellare le caratteristiche peculiari dei prodotti della tradizione italiana". "Il disegno di legge all'esame della Commissione - conclude De Petris - è sottoscritto da 48 senatori di tutti i partiti ed è supportato dall'azione dei tanti Comuni aderenti all'associazione "Città del Vino" che in questi mesi stanno dichiarando il loro territorio OGM-free".


lunedì 26 gennaio 2004


 
News

Ammazzarsi non è la soluzione.
Giovanni Viola, trentenne, si è impiccato nella sua azienda agricola. Giovanni era sposato, era padre di un bambino, era un produttore agricolo capace, era una brava persona che non accettava la situazione economica in cui era precipitato. Per tutto questo non ha retto. Le brave persone non fanno mai del male agli altri, non ci riescono, e per questo ieri dopo pranzo si è recato nella sua azienda e li ha compiuto l’ultimo atto - assurdo e per nulla condivisibile - della sua breve vita. Siamo alla resa dei conti, quello di ieri non è il gesto disperato di un singolo. NO! Vittoria sta vivendo la crisi economica e sociale più ampia della sua storia recente. Migliaia di titolari di aziende agricole, artigianali e commerciali si trovano nelle stesse condizioni economiche e psicologiche in cui si trovava Giovanni. Nessuno ha compreso quanto sia ampio il livello di disperazione di questa terra. Quella di ieri è solo una piccola frazione della punta dell’iceberg che ci sta venendo addosso. Il rischio, che va subito contrastato è l’emulazione. Togliersi la vita non è la soluzione. >>



SOLIDARIETA' AL POPOLO MAPUCHE!
“Operazione Uragano”. È il nome che i carabinieri cileni hanno scelto per un’azione repressiva contro 8 leader del popolo mapuche, il popolo “originario” che da secoli lotta per la sua terra. Gli 8 erano stati arrestati, in via preventiva, per associazione terroristica, accusati di aver prodotto attacchi incendiari. >>



Le Ong possono chiedere il riesame delle autorizzazioni agli OGM, perché ambiente e salute sono connessi. Il Tribunale dell’Ue dà torto alla Commissione.
Il Tribunale dell’Ue ha annullato la decisione con la quale la Commissione europea aveva respinto la richiesta di un’organizzazione non governativa, la TestBioTech, volta ad ottenere il riesame dell’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti contenenti soia geneticamente modificata. La richiesta dell’Ong era stata avanzata sulla base di un regolamento dell’Unione che consente alle organizzazioni non governative di partecipare ai processi decisionali in materia ambientale, il cosiddetto “regolamento di Aarhus”. La Commissione Ue aveva obiettato che gli aspetti legati alla valutazione sanitaria degli alimenti o dei mangimi OGM non potevano essere esaminati nel contesto del regolamento di Aarhus, dal momento che tali aspetti non riguardavano la valutazione dei rischi ambientali, bensì il settore della sanità. >>