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KYOTO: De Petris (Verdi) "Una nuova agricoltura contro cambiamento climatico"


15/02/05 – “Il cambiamento climatico rischia di provocare ripercussioni drammatiche sul ciclo di produzione del cibo e per questo dal mondo agricolo può venire un contributo decisivo al raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto”. Loredana De Petris, senatrice dei Verdi e capogruppo in Commissione Agricoltura, interviene nel dibattito odierno alla vigilia dell’entrata in vigore dell’accordo internazionale sul clima. “Si stima che un grado di incremento della temperatura del globo – prosegue la senatrice – conduca ad un calo del 10% della produzione di cereali, un indicatore delle conseguenze sconvolgenti derivanti dallo spostamento delle zone climatiche. Una gestione sostenibile della produzione agricola potrebbe invece consentire una riduzione delle emissioni di gas serra fino al 25% degli obiettivi fissati a Kyoto, migliorando la capacità del suolo di assorbire carbonio e dando adeguato sviluppo alla produzione di energia da biogas e biomasse.” “Occorre definire con urgenza – conclude l’esponente dei Verdi – meccanismi che consentano alle aziende agricole di computare il loro contributo all’assorbimento dei gas climalteranti e fornire incentivi alle pratiche più idonee a questo fine, a cominciare dall’agricoltura biologica. Il ritardo del Governo nel sviluppare progetti concreti anche in questo campo rischia di diventare incolmabile.”


martedì 15 febbraio 2005


 
News

Covid e biologico: il 73% delle aziende in crisi a causa della pandemia.
Per oltre due aziende su tre del settore biologico la possibilità di reggere alla crisi economica sopraggiunta a causa dell’emergenza sanitaria è di massimo tre mesi. È questo uno dei primi dati dell’analisi voluta e sviluppata dalle tre maggiori organizzazioni del comparto, Aiab, FederBio e Assobiodinamica, a partire da una proposta della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (FIRAB), per rilevare l’impatto della pandemia da Covid19 sul biologico. >>



Coronavirus, 5,7 mln di litri di latte al giorno dall’estero
Ogni giorno 5,7 milioni di litri di latte straniero attraversano le frontiere e invadono l’Italia con cisterna o cagliate congelate low cost di dubbia qualità in piena emergenza coronavirus, proprio mentre alcune aziende di trasformazione cercano di tagliare i compensi riconosciuti agli allevatori italiani, con la scusa della sovrapproduzione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati del Ministero della salute relativi ai primi quindici giorni del mese di marzo 2020 sui flussi commerciali dall’estero in latte equivalente. Bisogna fermare qualsiasi tentativo di speculazione sui generi alimentari di prima necessità come il latte che – sottolinea la Coldiretti – nell’ultima settimana di rilevazione sui consumi ha registrato un balzo del 47% degli acquisti da parte delle famiglie, sulla base dei dati IRI che evidenziano anche l’aumento degli acquisti di formaggi, dalla mozzarella (+35%) al Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+38%). >>



Accordo con Gottardo blocca la «marcia dei 100» di Tigotà
Guerra tra Poveri. Padova e Broni (Pavia), vittoria dei lavoratori della logistica. Gli addetti - spinti dalla proprietà - avevano protestato contro il picchetto Cobas dei facchini Qualcuno aveva addirittura scomodato il paragone con la marcia dei 40mila a Mirafiori. La lotta dei lavoratori della logistica Gottardo di Padova e Broni era stata messa in secondo piano dalla contro manifestazione di un centinaio di lavoratori dei Tigotà catena di negozi di cosmetici e per la casa che protestavano contro i blocchi che impedivano lapprovvigionamento dei punti vendita della stessa proprietà per la movimentazione merci. Per fortuna tutto si è concluso ieri con l’accordo siglato alla prefettura di Pavia con cui i sindacati Adl e Si Cobas portano a casa gran parte delle loro richieste che hanno fatto partire la mobilitazione dei facchini e da lunedì riporterà alla normalità il lavoro dei negozi Tigotà. E si spera zittisca anche la spirale mediatica che aveva alimentato lo scontro fra poveri. >>