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Comunicato dei CO.SP.A. della Puglia


Mentre gli ispettori dell’ONU stanno verificando, fra l’altro, l’eventuale possesso da parte dell’Iraq di armi batteriologich, in casa nostra, nell’Italia Centomeridionale ed Insulare è stata condotta, a danno del patrimonio ovino, bovino, bufalino e caprino, appunto una vera e propria guerra batteriologica. Infatti, a questi malcapitati animali è stato somministrato in maniera coatta un vaccino col quale il Ministero della Salute, o della malattia se preferite, si prefiggeva di prevenire il diffondersi di una malattia esotica, cosiddetta “Blue Tongue” che per fortuna colpisce solo gli ovini. In realtà, al posto di una misura di prevenzione, si è trattato di una vera e propria infezione che sta assumendo proporzioni bibliche. Più esattamente il vaccino in questione è stato testato solo in Sud Africa e solo sugli ovin, a certe etmperature e contiene dei virus vaccinali vivi attenuati, ma così poco attenuati che hanno provocato una serie interminabile di aborti, stati febbrili, decessi e tanti altri sintomi della malattia vera e propria, tali da infliggere delle immani quanto inutili sofferenze ad un patrimonio animale così vasto. Ci troviamo di fronte all’ennesimo caso di malasanità, questa volta però a danno degli animali e degli allevatori. Infatti è stato usato un vaccino in tempi, in modi, non indicati dal fabbricante e su specie sulle quali non era stato addirittura neanche testato ne usato in nessun paese del mondo. Inoltre il terreno di coltura sul quale è stato ottenuto il vaccino è un materiale bilogico proveniente da paese terzo, che può contenere batteri e virus pericolosi poichè estranei ai paesi della C.E., sul quale dovrebbe esistere il divieto di importazione. La cosa strana è che ci toviamo di fronte ad un disastro annunciato, infatti prima del varo del piano vaccinale, la quasi totalità dei veterinari , virologi e professori esperti in materia erano contrari alla vaccinazione così come veniva proposta, mentre in seguito molti di loro hanno cambiato parere. A tal prposito vi è da notare ch la loro iniziale contrarietà l’hanno fondata su relazioni medico scientifiche e sulla base di esperienze condotte in altri paesi, mentre il loro dietrofront lo hanno giustificato soltanto con la frase “si tratta di emergenza sanitaria”. Emenrgenza per la quale pare siano stati spsi qualcosa come 500 miliardi delle vecchie care lire dell’ignaro buon contribuente italiano ed europeo. Ma vi è di più: gli allevatori che si rifiutavano di accinare venivano minaccati con il pagamento di sanzioni e con l’intervnto della forza pubblica, in più ricattati con il blocco totale della movimentazine degli animali. Per tutto questo e per altro ancora il CO.SP.A. (Comitato Spontaneo dei Produttori Agricoli) scende in piazza. Lunedì 24 febbraio 2003 presso la Sala Azzurra a S. Basilio – Mottola (TA), si formerà un presidio permanente di allevatori provenienti da tutta la Puglia, parte dei quali alla guida di trattori si porterà a Bari per creare un altro presidio e per conferire con gli organi competenti. Il Cospa denuncia inoltre il silenzio colpevole delle organizzazioni di categoria che non difendono e non rappresentano altro che loro stesse, e anzi così facendo hanno di fatto consentito la vaccinazione-epidemia. Il Cospa chiede infine l’intervento della Protezione Animali e di Legambiente. Se sarà necessario si porteranno anche gli animali in piazza. NON FACCIAMOCI INTIMORIRE DALLE MINACCE E DENUNCIAMO QUESTRO DISASTRO AMBIENTALE COLPOSO.


sabato 3 maggio 2003


 
News

Ammazzarsi non è la soluzione.
Giovanni Viola, trentenne, si è impiccato nella sua azienda agricola. Giovanni era sposato, era padre di un bambino, era un produttore agricolo capace, era una brava persona che non accettava la situazione economica in cui era precipitato. Per tutto questo non ha retto. Le brave persone non fanno mai del male agli altri, non ci riescono, e per questo ieri dopo pranzo si è recato nella sua azienda e li ha compiuto l’ultimo atto - assurdo e per nulla condivisibile - della sua breve vita. Siamo alla resa dei conti, quello di ieri non è il gesto disperato di un singolo. NO! Vittoria sta vivendo la crisi economica e sociale più ampia della sua storia recente. Migliaia di titolari di aziende agricole, artigianali e commerciali si trovano nelle stesse condizioni economiche e psicologiche in cui si trovava Giovanni. Nessuno ha compreso quanto sia ampio il livello di disperazione di questa terra. Quella di ieri è solo una piccola frazione della punta dell’iceberg che ci sta venendo addosso. Il rischio, che va subito contrastato è l’emulazione. Togliersi la vita non è la soluzione. >>



SOLIDARIETA' AL POPOLO MAPUCHE!
“Operazione Uragano”. È il nome che i carabinieri cileni hanno scelto per un’azione repressiva contro 8 leader del popolo mapuche, il popolo “originario” che da secoli lotta per la sua terra. Gli 8 erano stati arrestati, in via preventiva, per associazione terroristica, accusati di aver prodotto attacchi incendiari. >>



Le Ong possono chiedere il riesame delle autorizzazioni agli OGM, perché ambiente e salute sono connessi. Il Tribunale dell’Ue dà torto alla Commissione.
Il Tribunale dell’Ue ha annullato la decisione con la quale la Commissione europea aveva respinto la richiesta di un’organizzazione non governativa, la TestBioTech, volta ad ottenere il riesame dell’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti contenenti soia geneticamente modificata. La richiesta dell’Ong era stata avanzata sulla base di un regolamento dell’Unione che consente alle organizzazioni non governative di partecipare ai processi decisionali in materia ambientale, il cosiddetto “regolamento di Aarhus”. La Commissione Ue aveva obiettato che gli aspetti legati alla valutazione sanitaria degli alimenti o dei mangimi OGM non potevano essere esaminati nel contesto del regolamento di Aarhus, dal momento che tali aspetti non riguardavano la valutazione dei rischi ambientali, bensì il settore della sanità. >>