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Anche le multinazionali come la Parmalat quando esagerano possono perdere una battaglia.


Il Tar del Lazio esprimendosi sui ricorsi presentati alcuni mesi fa e attivati a sentenza proprio in questi giorni ha deciso di proibire la dicitura sulle etichette «latte fresco microfiltrato» e vieta di definire “latte fresco” il latte d’importazione comunitaria con scadenza superiore ai quattro giorni. Questa sentenza annulla la circolare del ministero delle Attività produttive, dell’agosto del 2001, fatta su misura per la multinazionale Parmalat. “Questo è solo un piccolo incidente di percorso…” ha dichiarato Claudio Ansatone della Parmalat “….ma la guerra la vinceremo noi”. La Parmalat ostenta tanta sicurezza, perché sa di avere dalla sua parte il governo con il ministro Alemanno, contro l’interesse degli allevatori e dei consumatori. Altragricoltura ribadisce che per vincere questa battaglia non basta giocare nelle aule dei tribunali o nei vellutati saloni del Ministero dell’Agricoltura, ma praticare iniziative affinché il latte fresco microfiltrato sia tolto dal banco di vendita, una forma di lotta minima contro la multinazionale Parmalat che con la sua politica mira di concerto con le potenti lobby del settore a distruggere la nostra zootecnia. Su questi contenuti dobbiamo riaprire la nostra discussione per la salvaguardia dell’ambiente, del territorio, del nostro lavoro e dei consumatori. Alimentazione e produzione nessuna certezza per consumatori e agricoltori… Oggi di cibo si può morire…… - su questi temi da giovedì 6 a domenica 16 febbraio presidio con dibattiti tutte le sere - organizzazione AltrAgricoltura - CO.SP.A. Nazionale.


martedì 25 febbraio 2003


 
News

Ammazzarsi non è la soluzione.
Giovanni Viola, trentenne, si è impiccato nella sua azienda agricola. Giovanni era sposato, era padre di un bambino, era un produttore agricolo capace, era una brava persona che non accettava la situazione economica in cui era precipitato. Per tutto questo non ha retto. Le brave persone non fanno mai del male agli altri, non ci riescono, e per questo ieri dopo pranzo si è recato nella sua azienda e li ha compiuto l’ultimo atto - assurdo e per nulla condivisibile - della sua breve vita. Siamo alla resa dei conti, quello di ieri non è il gesto disperato di un singolo. NO! Vittoria sta vivendo la crisi economica e sociale più ampia della sua storia recente. Migliaia di titolari di aziende agricole, artigianali e commerciali si trovano nelle stesse condizioni economiche e psicologiche in cui si trovava Giovanni. Nessuno ha compreso quanto sia ampio il livello di disperazione di questa terra. Quella di ieri è solo una piccola frazione della punta dell’iceberg che ci sta venendo addosso. Il rischio, che va subito contrastato è l’emulazione. Togliersi la vita non è la soluzione. >>



SOLIDARIETA' AL POPOLO MAPUCHE!
“Operazione Uragano”. È il nome che i carabinieri cileni hanno scelto per un’azione repressiva contro 8 leader del popolo mapuche, il popolo “originario” che da secoli lotta per la sua terra. Gli 8 erano stati arrestati, in via preventiva, per associazione terroristica, accusati di aver prodotto attacchi incendiari. >>



Le Ong possono chiedere il riesame delle autorizzazioni agli OGM, perché ambiente e salute sono connessi. Il Tribunale dell’Ue dà torto alla Commissione.
Il Tribunale dell’Ue ha annullato la decisione con la quale la Commissione europea aveva respinto la richiesta di un’organizzazione non governativa, la TestBioTech, volta ad ottenere il riesame dell’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti contenenti soia geneticamente modificata. La richiesta dell’Ong era stata avanzata sulla base di un regolamento dell’Unione che consente alle organizzazioni non governative di partecipare ai processi decisionali in materia ambientale, il cosiddetto “regolamento di Aarhus”. La Commissione Ue aveva obiettato che gli aspetti legati alla valutazione sanitaria degli alimenti o dei mangimi OGM non potevano essere esaminati nel contesto del regolamento di Aarhus, dal momento che tali aspetti non riguardavano la valutazione dei rischi ambientali, bensì il settore della sanità. >>