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Solidarietà a Disobbedienti


Padova, 16 novembre 2002. Comunicato stampa di AltrAgricoltura AltrAgricoltura, associazione che opera a difesa del lavoro agricolo e dei diritti dei consumatori, che ha partecipato attivamente alle giornate di Genova del luglio 2001 e a Firenze nel 2002 promuovendo, assieme ad altre associazioni e sindacati contadini del resto del mondo, all’interno del Movimento dei Movimenti, il dibattito sulla Sovranità Alimentare, sulla questione contadina, sulla lotta agli OGM e sulla inadeguata riforma della PAC ( Politica Agricola Comunitaria ), vuole esprimere la propria indignazione per gli arresti dei portavoce e degli esponenti del Movimento dei Disobbedienti effettuati dalla procura di Cosenza . Questa iniziativa della magistratura è terrificante per la sua semplicità ed arroganza perchè esplicita le strategie politiche del governo che vuole spostare ogni comportamento di dissenso e disobbedienza a leggi ingiuste, dal terreno politico al terreno della sanzione e del rilievo penale, facendo propri vecchi e dolorosi strumenti del codice “Rocco”. Questa pretesa imposizione di una “politica di guerra”, alla Società Civile, è tanto più pericolosa perché condivisa dagli altri governi europei. Non possiamo dimenticare che, pochi mesi fa, abbiamo partecipato alla delegazione di benvenuto per la scarcerazione di José Bové , portavoce e leader carismatico della CPE ( Confederationne Paysanne Eropeenne) dal carcere di Montpellier e che tra breve, José, sarà nuovamente costretto a scontare più di un anno di reclusione per un atto di disobbedienza testimoniante le posizioni di aperto dissenso alle dissennate politiche sociali ed economiche portate avanti dalle multinazionali e dai governi neoliberisti . Anche da questo nasce il nostro senso di identità e solidarietà con i compagni che, ingiustamente, stanno pagando a prezzo della privazione della libertà personale la propria volontà di esprimere pubblicamente e fattivamente il loro pensiero e la loro voglia di costruire un mondo migliore. Parteciperemo, quindi, e ci faremo promotori di tutte le iniziative necessarie a riportare tra noi i compagni arrestati. AltrAgricoltura


sabato 16 novembre 2002


 
News

Ammazzarsi non è la soluzione.
Giovanni Viola, trentenne, si è impiccato nella sua azienda agricola. Giovanni era sposato, era padre di un bambino, era un produttore agricolo capace, era una brava persona che non accettava la situazione economica in cui era precipitato. Per tutto questo non ha retto. Le brave persone non fanno mai del male agli altri, non ci riescono, e per questo ieri dopo pranzo si è recato nella sua azienda e li ha compiuto l’ultimo atto - assurdo e per nulla condivisibile - della sua breve vita. Siamo alla resa dei conti, quello di ieri non è il gesto disperato di un singolo. NO! Vittoria sta vivendo la crisi economica e sociale più ampia della sua storia recente. Migliaia di titolari di aziende agricole, artigianali e commerciali si trovano nelle stesse condizioni economiche e psicologiche in cui si trovava Giovanni. Nessuno ha compreso quanto sia ampio il livello di disperazione di questa terra. Quella di ieri è solo una piccola frazione della punta dell’iceberg che ci sta venendo addosso. Il rischio, che va subito contrastato è l’emulazione. Togliersi la vita non è la soluzione. >>



SOLIDARIETA' AL POPOLO MAPUCHE!
“Operazione Uragano”. È il nome che i carabinieri cileni hanno scelto per un’azione repressiva contro 8 leader del popolo mapuche, il popolo “originario” che da secoli lotta per la sua terra. Gli 8 erano stati arrestati, in via preventiva, per associazione terroristica, accusati di aver prodotto attacchi incendiari. >>



Le Ong possono chiedere il riesame delle autorizzazioni agli OGM, perché ambiente e salute sono connessi. Il Tribunale dell’Ue dà torto alla Commissione.
Il Tribunale dell’Ue ha annullato la decisione con la quale la Commissione europea aveva respinto la richiesta di un’organizzazione non governativa, la TestBioTech, volta ad ottenere il riesame dell’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti contenenti soia geneticamente modificata. La richiesta dell’Ong era stata avanzata sulla base di un regolamento dell’Unione che consente alle organizzazioni non governative di partecipare ai processi decisionali in materia ambientale, il cosiddetto “regolamento di Aarhus”. La Commissione Ue aveva obiettato che gli aspetti legati alla valutazione sanitaria degli alimenti o dei mangimi OGM non potevano essere esaminati nel contesto del regolamento di Aarhus, dal momento che tali aspetti non riguardavano la valutazione dei rischi ambientali, bensì il settore della sanità. >>