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Assemblea Generale del Comitato Allevatori Contro la Crisi Avicola


Viene indetta l’assemblea generale del Comitato Allevatori Contro la Crisi Avicola – AltrAgricoltura che si terrà in data: sabato 3 agosto 2002 in Bologna, via del Pratello, 53 - c/o la sala Benjamin alle ore 10,00. Gli allevatori sono a decisi proseguire la loro lotta dandosi scadenze sempre più incisive per chiedere e costruire assieme: 1) Il blocco delle importazioni di carne e suoi derivati dai paesi che non garantiscono gli standard qualitativi e di sicurezza alimentare europei; 2) La definizione di una chiara politica nazionale e comunitaria che protegga le produzioni nazionali; 3) L’estensione dei prezzi limite e dazi doganali anche alle voci “carni salate e pepate”; 4) La valorizzazione delle produzioni italiane di qualità, in particolare modo quelle a ciclo corto, attraverso la formazione di consorzi di produzione per dare opportunità alle produzioni italiane di essere precisamente riconosciute dal consumatore; 5) La creazione di regole certe di produzione, anticipando in senso positivo le future norme europee in tema di benessere ambientale e animale e di massima sicurezza verso i consumatori, ed in particolar modo per l’alimentazione “Free O.G.M.”; 6) Un confronto con il mondo politico e sindacale dei lavoratori del settore agroalimentare e dei consumatori perché sia assunto un comune impegno al sostegno di metodi produttivi innovativi e virtuosi, nel rispetto della qualità, dell’ambiente, della sicurezza per il consumatore, che traccino la strada di un nuovo modo di fare agricoltura ed allevamento; 7) Una seria politica antitrust che garantisca regole certe di sviluppo del mercato 8) L’apertura del confronto con allevatori e coltivatori di altri settori agricoli colpiti ed accomunati da problematiche analoghe a quelle che determinano la crisi del comparto avicolo e la stessa crisi del sistema agricolo europeo; Questa assemblea tra allevatori può rappresentare la prima tappa del cammino per il rinnovamento delle politiche agricole italiane e degli attuali modi di produzione agroindustriali. Comitato Allevatori Contro la Crisi Avicola AltrAgricoltura Via Monte Sabotino, 28 35100 Padova – Tel.049.8710128 E-mail: altragricoltura@italytrading.com Per informazioni Gianni Fabbris Tel. 335.1336977 – Guglielmo Donadello Tel.348.3819982


lunedì 29 luglio 2002


 
News

Il Parlamento europeo mette al bando Monsanto. L’azienda produttrice del RoundUp ha rifiutato di partecipare a un’audizione sull’erbicida glifosato.
I rappresentanti di Monsanto non possono più entrare al Parlamento europeo, dopo che la multinazionale statunitense ha rifiutato di partecipare alle audizioni su “I Monsanto Papers e il glifosato”, organizzate dalle commissioni ambiente e agricoltura per l’11 ottobre, in merito alle accuse secondo cui Monsanto, produttrice del RoundUp, avrebbe indebitamente influenzato le decisioni delle autorità regolatorie sui rischi dell’erbicida glifosato. >>



Veneto, i veleni della fabbrica nel sangue dei residenti.
Miteni Spa a Trissino. La «guerra dei Pfas» tracima i confini e diventa istituzionale e politica. Botta e risposta tra il governatore Zaia e la ministra Lorenzin. In 79 Comuni nelle province di Verona, Vicenza e Padova, 250 mila contaminati. La “guerra dei Pfas” tracima oltre i confini del Veneto. E diventa istituzionale, politica, ma soprattutto sui risarcimenti. Le sostanze perfluoro alchiliche (Pfas) hanno già avvelenato il sangue di più di 250 mila residenti in 79 Comuni fra le province di Verona, Vicenza e Padova. E come certificato dalla relazione dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Treviso fin dal 1990 la Miteni Spa a Trissino inquinava il suolo nell’impianto e il vicino torrente Poscola. >>



Nuovo scandalo negli Usa: la guerra sporca di Monsanto al biologico.
Un piano ben orchestrato e finanziato per attaccare il biologico, screditarlo, istillare nei consumatori la sensazione che sia un bluff. È quello messo in atto nel 2014 dai dirigenti di Monsanto, il principale fornitore mondiale di pesticidi e di semi geneticamente modificati. Lo scandalo, emerso in questi giorni, descrive come – ancora una volta – le multinazionali abbiano messo le mani sulla scienza per i loro poco confessabili interessi. >>