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Finisce Expo, nasce il partito di Expo.
Tra poco del parco tematico che ha messo in fila 21 milioni di persone non resterà quasi più nulla. L’eredità di Expo sono tante eredità : tante quante le persone che vi hanno partecipato e tanti quanti gli interessi che ha mobilitato.
Una Expo partita con un progetto e finita in un altro, impantanata per tre anni nella gestione Moratti-Formigoni-Berlusconi , sbloccata dalla nomina del commissario unico, Giuseppe Sala , l’uomo simbolo dell’Esposizione. Con la città ospitante, Milano , sotto al faro che Expo ha tenuto acceso per tutto il 2015 e che ora non dovrà spegnersi.
martedì 10 novembre 2015
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La guerra del latte, in Italia rischiano di chiudere quest'anno mille stalle.
"La guerra del latte si estende dalle industrie ai supermercati in tutte le regioni per fare conoscere ai cittadini i motivi della mobilitazione che sta impegnando decine di migliaia di allevatori per impedire la chiusura delle stalle e gli effetti irreversibili sull'occupazione, sull'economia, sull'ambiente e sulla qualita' dei prodotti". Il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo dal presidio degli allevatori a Ospedaletto Lodigiano (Lodi) davanti al centro di distribuzione della multinazionale del latte francese Lactalis che ha acquisito i marchi nazionali Parmalat, Galbani, Invernizzi, Locatelli e Cademartori, si agita e lancia proclami.
La multinazionale francese ha annunciato di voler sospendere strumentalmente il ritiro del latte ad alcune stalle ma non di interrompere l'arrivo di latte e/o derivati stranieri dalle frontiere da trasformare e/o impacchettare con i marchi del Made in Italy che nel tempo si è comperata. Gli allevatori italiani sono nei guai. Quest'anno rischiano di chiudere più di mille stalle. Anche se una legge garantisce il formaggio italiano, la guerra dei prezzi sta tagliando fuori tutta la filiera del latte. Il Governo sta cercando di correre ai ripari con qulche stanziamento, ma la lotta è impari.
lunedì 9 novembre 2015
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Desaparecidos: il Piano Condor e l'Italia, una ferita ancora aperta.
(di Cecilia M. Calamani, cronachelaiche.it)
«È avvenuto, quindi può accadere di nuovo». Così scriveva Primo Levi per metterci in guardia dalla facile tentazione di relegare l'orrore, nel caso quello degli stermini nazisti, ad altri tempi e ad altri luoghi per finire poi nell'oblio, lontano da noi e dalle nostre rassicuranti certezze.
Proprio alle sue parole ho pensato leggendo il nuovo libro-inchiesta di Federico Tulli, "Figli rubati - L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos" (L'Asino d'oro edizioni, 10/2015). Dalle 150 pagine del volumetto l'autore fa riemergere dalle nebbie un altro orrore della storia del Novecento che, se pur di proporzioni numeriche inferiori, nulla ha di diverso in quanto a ferocia e inumanità di quello perpetrato quarant'anni prima dalla Germania hitleriana.
lunedì 9 novembre 2015
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L'INDONESIA BRUCIA E IL MONDO GUARDA DALL'ALTRA PARTE.
(di GEORGE MONBIOT - theguardian.com)
Terre in fiamme per cinquemila miglia e animali cacciati dal loro habitat: Un crimine contro l'umanità e contro la natura.
"Molti bambini si preparano all'evacuazione sulle navi da guerra, ma molti altri già sono morti soffocati. Di tutte le specie animali non sa quante siano scomparse in mezzo al fumo."
Mi ero chiesto spesso come avrebbero reagito i media se fosse capitata una apocalisse ecologica. Mi ero immaginato che i telegiornali cominciassero a lanciare degli spot con titoli sensazionali, fino a quando non fossero riusciti a spiegare perché questo stava accadendo e come tuto ciò si potesse bloccare.
Mi ero immaginato che poi avrebbero cominciato a chiedere a esperti di finanza che impatto avrebbe potuto avere questo tipo di catastrofe sulla borsa e che solo dopo, eventualmente, avrebbero parlato di sport. Avrete compreso che io non ho una immensa fiducia per l'industria per cui lavoro.
Quello che però non mi sarei mai aspettato è che avrebbero IGNORATO QUESTO EVENTO.
domenica 8 novembre 2015
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Pesticidi, l'allarme in Trentino: "danni accertati"
In Trentino non servono nuovi studi per verificare la pericolosità dei pesticidi per la salute umana. Ricerche scientifiche serie che confermano il nesso di causalità tra l'insorgere di un ampio ventaglio di patologie e l'esposizione ai veleni già ci sono e sono inconfutabili.
In Trentino, piuttosto, occorre agire subito e ridurre l'utilizzo dei veleni in agricoltura a tutela della salute di tutti, agricoltori e popolazione. È quanto sostiene la dottoressa Patrizia Gentilini, oncologa ed ematologa presso l'ospedale di Forlì, nota per il suo impegno nell'Isde e in Medicina democratica.
sabato 7 novembre 2015
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Non crediamo ai nostri occhi!
In risposta all'articolo "Non crediamo in BIO", Altroconsumo 295, di settembre 2015, dove è evidente manchi un'adeguata ricerca su fonti scientifiche, abbiamo deciso di riprendere numerosi studi che potranno essere di spunto ai lettori per una reale riflessione sulla scelta di alimentarsi con o senza prodotti bio.
Lo scopo dell'informazione, anche critica, dovrebbe essere quello di fornire dati sufficienti al cittadino-lettore per permettergli la formulazione di un opinione. I commenti e le conclusioni si fanno alla fine con dati alla mano e non all'inizio come invece appare già nel titolo dell'articolo. Nell'articolo di Altroconsumo i dati stessi dell'inchiesta testimoniano il fatto che nel bio solo su un campione sono stati rilevati dei residui, tra l'altro inferiore al limite concesso nel convenzionale, nei prodotti convenzionali invece, in tutti i campioni è stata rilevata la presenza di diversi tipi di pesticidi che quindi hanno un effetto cumulativo per chi assume il prodotto.
venerdì 6 novembre 2015
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Da Pisa una storia di ordinario sfruttamento nel settore alimentare.
All’ombra della torre pendente i Cobas denunciano una situazione di ordinario sfruttamento che coinvolge oltre trenta lavoratori in gran parte immigrati che hanno un credito con la proprietà di circa 250 mila euro tra mensilità, tredicesime e trattamenti di fine rapporti non corrisposti.
I lavoratori hanno indetto una conferenza stampa a Palazzo Gambacorti (sede del comune di Pisa) alla presenza anche del consigliere Auletta di Città in Comune- Rifondazione. Abbiamo intervistato i lavoratori che hanno deciso di rispondere collettivamente.
mercoledì 4 novembre 2015
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OGM: il Parlamento europeo boccia la proposta di fare scegliere ai singoli Stati membri se consentirne la vendita.
Il Parlamento europeo ha respinto, con 579 voti contro 106 e cinque astensioni, una proposta di regolamento comunitario che avrebbe permesso ai singoli Stati membri di limitare o vietare la vendita e l’utilizzo sul proprio territorio di alimenti o mangimi OGM già approvati a livello Ue. La proposta dalla Commissione Ue è stata giudicata incompatibile con le norme sul mercato unico europeo e difficile o impossibile da far rispettare, senza reintrodurre controlli alle frontiere nazionali sulle importazioni.
martedì 3 novembre 2015
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L'uso degli antibiotici in tanti ambiti riduce la loro potenzialità.
La scoperta degli antibiotici ha trasformato la medicina e la salute umana e vinto molte malattie infettive nei Paesi sviluppati. Ma la resistenza agli antibiotici è stata rilevata già nel 1940, e da allora il nostro arsenale di antibiotici efficaci si è ridotto rapidamente.
La resistenza, infatti, non solo compromette l'efficacia nei trattamenti dell'infezione, ma di altri settori della medicina come la chirurgia. E ora la crisi globale della resistenza agli antibiotici ha raggiunto un punto in cui un approccio superficiale può ancora una volta rivelarsi fatale.
Gli antibiotici sono comunemente utilizzati in una vasta gamma di impostazioni non mediche, che offrono molte opportunità per lo sviluppo e la diffusione della resistenza antimicrobica.
E come facciamo conferma il nuovo rapporto dell'Istituto di Microbiologia infettiva dell'Università di Birmingam "Uso non medico di composti antibatterici (antibiotici): è tempo di limitarne l'uso?', è essenziale che questi usi non necessari vengono fermati.
martedì 3 novembre 2015
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Turchia - The Day After.
Le elezioni, come grande "sondaggio" del clima in un paese, ci consegnano un immagine della Turchia reale.
Si può dire che quello a cui abbiamo assistito in questi mesi è da "manuale della strategia della tenzione", per alimentare la conferma di un governo forte.
Si può dire che la conferma di Erdogan ripropone con forza il nazionalismo profondo legato alla stessa nascita dello stato turco, alimentato dalla caotica situazione per la ricerca della predominanza in tutta l’area.
Si può dire che la grande affluenza alle urne ha premiato le forze reazionarie radicate attorno al Bosforo.
Si possono dire e rileggere tante cose dette prima ed ora, come le analisi legate alla frenata della crescita economica passata dal boom degli anni passati a trand più bassi.
In ogni caso la forza di Erdogan ci schiaffa in faccia la pericolosità perversa dell’Islam politico, nella versione cosidetta "moderata" e radicale. Ci dimostra che nel grande caos della ridefinizione globale e dell’area che corre dall’Africa all’Asia, squassata da integralismi ed autoritarismi, da alleanze in continua modificazione, Erdogan ha giocato le sue carte, ha forzato il banco per vincere. Lo ha fatto, mettendo alleati e nemici davanti al fatto che ora può "agire in nome della maggioranza del paese". E questo vale per l’Europa, sotto ricatto del Sultano per i migranti in fuga come per l’America alle prese con il fatto di far digerire ad Istanbul l’apertura verso l’Iran. Possono dirsi soddisfatti, anche se di certo non credono nella dimensione del voto, gli altri "soci" di Istanbul, dall’Isis agli ambienti islamici vari.
Siamo nel Day After. Per Erdogan si aprono scelte da intraprendere che vengono sintetizzate in un articolo di Daniele Santoro in Limes: "guerra totale ai nemici interni ed esteri o compromesso per ottenere la riforma presidenziale e riportare Ankara al centro dei giochi nel Mediterraneo orientale."
martedì 3 novembre 2015
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