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40 MOTIVI PER SCENDERE IN STRADA TUTTI I GIORNI.
DI MICKEY Z
World News Trust
"Scopri a cosa le persone si sottomettono tranquillamente e avrai l'esatta misura dell'ingiustizia e del male che sarà a loro inflitto".
Frederick Douglass
MOTIVO 1: Nel mese di giugno 2013 sono morte 37 milioni di api.
La cultura della supremazia bianca è incorporata così profondamente nella nostra psiche collettiva da diventare "invisibile". È incorporata così profondamente che anche chi si oppone gioca secondo le sue regole. È incorporata così profondamente che anche le vittime giocano secondo le sue regole.
venerdì 26 luglio 2013
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Disobbedire alla Troika nei Comuni? io ci sto!
Scrive Marco Bersani di Attac in un lucidissimo articolo che “uno dei nodi cruciali della guerra alla società, dichiarata dalle lobby finanziarie con la trappola della crisi del debito pubblico, vedrà nei prossimi mesi al centro gli enti locali, i loro beni e servizi, il loro ruolo. Infatti, poiché l’enorme massa di ricchezza privata prodotta dalle speculazioni finanziarie, che ha portato alla crisi globale di questi anni, ha stringente necessità di trovare nuovi asset sui quali investire, è intorno ai beni degli enti locali che le mire sono ogni giorno più che manifeste”. Servizi pubblici, terra del demanio, e chi più ne ha più ne metta, saranno pertanto messi all'asta per portare denaro ai grandi capitali con la scusa del risanamento del debito, debito che, nonostante i sacrifici fatti fino ad ora, continua a crescere dimostrando il fallimento delle ricette sbandierate da Giorgio Napolitano.
giovedì 25 luglio 2013
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Sfuggire alle masse.
Le chiese vogliono masse di fedeli. Il capitale ha bisogno di masse di lavoratori e consumatori. Una massa umana comporta una brutale riduzione delle persone: le si converte in atomi resi omogenei da un insieme, subordinati a una credenza, o ideologia, e a coloro che la incarnano. Masse, moltitudini. Cosa tiene insieme le persone che partecipano alle rivolte emerse negli ultimi tempi? Un comune rifiuto verso il sistema politico ed economico dominante. E la rabbia contro la mortificazione della dignità. Manca, con evidenza, non solo l’ansia novecentesca di costruire progetti, ma soprattutto un’immagine nitida di quale società costruire al posto di quella rifiutata. Molti dei gruppi che partecipano alle grandi mobilitazioni contemporanee, sostiene Gustavo Esteva in risposta alle polemiche che ha suscitato un suo commento, non ne hanno bisogno. Sono già immersi in profonde sperimentazioni che vanno prendendo la forma della nuova società
giovedì 25 luglio 2013
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Giuseppe Pinelli, ucciso innocente. Mercoledì 24 luglio presidio in piazza Fontana.
(di Luciano Muhlbauer) – Pensavamo che fosse una vicenda chiusa, consegnata definitivamente all’archivio delle cose tristi e ignobili da non dover rivedere mai più. Pensavamo che i ladri di lapidi appartenessero a un’altra epoca della storia cittadina, che ormai non fosse più possibile sfregiare la memoria di una generazione, di più generazioni. Ci eravamo sbagliati, perché dove non era riuscita l’arroganza e la prepotenza di Albertini e De Corato, ora rischia di arrivarci la sciatteria politica. E così, rieccoci, sette anni più tardi, a dover riparlare della lapide a Giuseppe Pinelli.
In piazza Fontana ci sono due lapidi che ricordano Giuseppe Pinelli, il ferroviere anarchico fermato dalla polizia nell’ambito dei primissimi depistaggi seguiti alla strage del 12 dicembre 1969. Pinelli non uscì vivo dalla Questura, nella notte tra il 15 e il 16 dicembre, durante gli interrogatori, era precipitato da una finestra del quarto piano. All’inizio la polizia parlò di suicidio, ma quella tesi era palesemente insostenibile. Gli anarchici, la sinistra extraparlamentare e i movimenti parlarono di omicidio. Le vicende processuali si conclusero, invece, con una spiegazione più unica che rara, cioè Pinelli sarebbe volato fuori dalle finestra in virtù di un “malore attivo”, che avrebbe alterato il suo “centro di equilibrio”.
mercoledì 24 luglio 2013
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Iniziativa dei cittadini Europei per l'Acqua Pubblica.
La battaglia per l'acqua bene comune continua e, ancora una volta, abbiamo bisogno del vostro supporto.
Così come in Italia, in molti paesi europei l'acqua non è considerata un diritto ma una merce da vendere e comprare. Finalmente, però, è possibile sottoscrivere un proposta di iniziativa europea perché le risorse idriche siano messe fuori dal mercato e dai processi di privatizzazione in tutti i paesi europei.
mercoledì 24 luglio 2013
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Crisi, ripartire dall'agricoltura è una mossa vincente.
Non poteva avere obiettivo più diretto, l’annuale convegno della Società dei territorialisti, svoltosi a Milano alla fine di maggio: “Ritorno alla terra”. I territorialisti non sono post leghisti né ideologi del Nimby – acronimo di “not in my backyard”, “non nel mio giardino” –, appendice estrema e conservatrice della resistenza all’apertura delle frontiere geografiche e culturali. Sono architetti, ingegneri, docenti universitari, attivisti neoruralisti. Un po’ seguaci del filosofo della “decrescita felice” Serge Latouche, un po’ teorici dell’alleanza tra produttori e consumatori, tutti proiettati verso un modello di sviluppo eco-compatibile, si definiscono “entomologi del territorio”.
mercoledì 24 luglio 2013
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Expo, ecco come l'accordo tra le parti distribuisce i soldi della formazione alla casta sindacale.
Ad una prima lettura il cosiddetto accordo sull’Expo (in realtà è un Protocollo d’intesa) formalmente non sposta poi così tanto l’asticella rispetto alle norme effettive vigenti. Alla fine utilizza il contratto del commercio, che per ammissioni degli stessi sindacalisti è già di per se pieno di ‘buchi’ dal punto di vista dei diritti dei lavoratori, e incarta tutto dentro un bel pacchetto fatto di “commi e buone intenzioni” il cui obiettivo è quello di rendere le relazioni sindacali e l’utilizzo degli addetti il più trasparente possibile ed esigibile quel che è scritto nelle norme (si dice per esempio che le buste paga devono essere regolari sia sotto l'aspetto retributivo che contributivo!). Senza questo passaggio, Expo’ spa avrebbe potuto, e dovuto, operare, con più o meno gli stessi strumenti, lasciando però la porta aperta a qualche slabbratura di troppo, soprattutto dal punto di vista della sicurezza e della trasparenza. La trasparenza, e la legalità, è un punto sensibile di questo grande evento internazionale perché non c’è stato appalto fino ad ora che non abbia visto l’interessamento della magistratura.
mercoledì 24 luglio 2013
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Creare spazi autonomi. (di Carlos Taibo)
Le sole vie che la tradizione di sinistra propone per uscire da un capitalismo che sembra già entrato in una fase terminale di consunzione sono solo apparentemente opposte. Sia quella parlamentare-legalitaria che quella pronta all’insurrezione per conquistare la stanza dei bottoni rimuovono ogni seria riflessione sul potere e l’alienazione.
Sostengo da molto tempo l’idea che la costruzione di spazi di autonomia, spazi nei quali cominciamo ad applicare regole del gioco diverse da quelle che ci sono imposte, debba essere il compito principale per qualsiasi movimento che voglia opporsi al capitalismo partendo dalla doppia prospettiva della autogestione e della de-mercificazione.
martedì 23 luglio 2013
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Expò, l'accordo della vergogna: lavoro volontario, flessibilità e salari da fame.
Avevano detto che di flessibilità ce ne era abbastanza in giro e che non ne avrebbero firmata altra, soprattutto per un evento di dimensioni mondiali come l’Expò. E invece ecco puntuale l’accordo tra sindacati e società Expò. Dice bene il segretario della Cgil Milano Graziano Gorla, questo accordo non si limita a definire le regole del gioco ma tenta di dare anche una risposta alla crisi. “Tenta”, ma non ci riesce. O meglio, una risposta la dà ma solo agli imprenditori. Gli altri devono fare la "gavetta".
martedì 23 luglio 2013
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Dalla valle alle metropoli, per un autunno di conflitto.
(Riportiamo qui di seguito il comunicato uscito dalla due giorni di discussione assembleare tenutasi al campeggio notav di Venaus il 20 e 21 luglio 2013).
Movimenti di lotta per la casa e per il diritto all'abitare, centri sociali e spazi occupati, collettivi studenteschi e precari, militanti del movimento no tav e di altre lotte a difesa del territorio, ci siamo incontrati al campeggio di lotta di Venaus – tra cariche nei boschi e momenti di lotta e condivisione – per costruire un percorso comune che guardi avanti, verso un autunno di conflitto di cui tutt* condividiamo l'urgenza.
martedì 23 luglio 2013
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