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Contadino invisibile. Latte e illusioni derivate.
Dal primo aprile 2015 addio al regime delle quote latte . E allora? Se sara’ vero che "la produzione dell’Unione europea prevista in aumento dello 0,8 per cento nei primi due anni dall’abolizione del regime contingentato – come afferma l’on.le De Castro – è anche vero che con lo scenario mondiale che si andrà a delineare non ci attendiamo un impatto negativo sui prezzi" , allora non ci sono problemi, anzi, tutto gli allevatori faranno soldi. Sarà così?
lunedì 20 aprile 2015
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Economia della promessa: un libro contro il lavoro gratis.
Economia politica della promessa. Un libro contro il lavoro gratis. Sarà distribuito in edicola con il Manifesto il 30 aprile, diffuso alle manifestazioni No Expo a Milano, e in libreria
La maggior parte dei testi raccolti in questo piccolo volume sono stati pubblicati in sei puntate, e in forma molto più succinta sulle pagine culturali del Manifesto il manifesto nello scorso autunno e sono stati ampiamente ripresi nel corso della discussione sempre più approfondita e vivace sul dilagare delle forme gratuite di lavoro. Il fatto che queste ultime fossero ormai diventate un elemento indispensabile per il funzionamento di interi comparti produttivi e incombessero sempre più da vicino su molti altri, come strumento di ricatto, come passaggio obbligato nei percorsi del lavoro precario, come schema disciplinare e come manipolazione ideologica della soggettività, ci avevano convinto ad affrontare il tema con una maggiore ampiezza.
lunedì 20 aprile 2015
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Juan José Montiglio Murua (Anibal): un eroe anche italiano.
Si sono svolte mercoledì e giovedì presso l’Aula Bunker di Rebibbia del Tribunale
penale di Roma due udienze davvero memorabili del processo a carico dei
responsabili dell’Operazione Condor che si sviluppò negli anni Settanta in vari
Paesi latinoamericani provocando migliaia di vittime tra i militanti dell’opposizione
alle giunte militari dei Paesi del cosiddetto Cono Sud latinoamericano (Argentina,
Bolivia, Brasile, Cile, Uruguay).
venerdì 17 aprile 2015
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Dal Tpp al Ttip, il libero scambio nuoce alla salute.
L’Europa dovrebbe apprendere la lezione del Trattato transpacifico, dove sono aumentati a dismisura i
prezzi dei farmaci
L’Europa nei suoi negoziati in corso sul Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership) con gli Stati Uniti
potrebbe imparare molto dal gemello pacifico Trans-Pacific-Partnership (Tpp), dove alcuni problemi stanno
venendo fuori, ad esempio dalla questione farmaci.
Rappresentanti degli Stati Uniti e di altri undici paesi del Pacifico si sono riuniti alla fine di gennaio per
pianificare il futuro delle loro relazioni commerciali attraverso il Ttp. Sebbene lo scopo dichiarato di tali trattati
sia quello di rimuovere gli ostacoli al libero commercio, appare sempre più chiaro che tali ‘ostacoli’ altro non
siano che le regole per tutelare consumatori, lavoratori, ambiente e salute. Potenti imprese multinazionali
sembrano aver avuto un peso decisivo durante la fase istruttoria di queste negoziazioni. Quel che hanno
deciso potrebbe portare a un drammatico aumento dei prezzi dei farmaci per centinaia di milioni di persone.
venerdì 17 aprile 2015
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I biscotti Altromercato e l’olio di palma: un lettore chiede perché viene usato e se è biologico ed equo-solidale. Risponde l’azienda.
“Compro spesso i biscotti Altromercato con miele e anacardi, che considero una vera e propria golosità. Leggendo gli ingredienti ho osservato però che contengono olio di palma, addirittura come terzo ingrediente. Vedo, sempre sull’etichetta, che non si tratta di olio di produzione biologica. Ho seguito la campagna de Il Fatto Alimentare sull’olio di palma e sono cosciente dei problemi che crea questo ingrediente per l’ambiente, oltre che dei possibili rischi per la salute legati a un consumo eccessivo. Mi sono quindi chiesto il perché di questa scelta da parte di un produttore che si propone come rappresentante del commercio equo e solidale. È possibile avere una risposta?
Giacomo”
giovedì 16 aprile 2015
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L'acqua non è del sindaco è dei cittadini.
Ci sono vicende su cui vale la pena di dire "l'avevamo detto". E' il caso di quanto sta succedendo attorno alla composizione azionaria della Multiutility Hera.
In questi giorni i cosiddetti "azionisti pubblici", cioè i Comuni, di Hera,che ricordiamo gestisce i servizi idrici e dei rifiuti (oltre ad altri) nella nostra città, sono intenzionati a ridurre la quota di partecipazione pubblica dal 51% al 38%.
giovedì 16 aprile 2015
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Expo, Forum diritti lavoro presenta l'esposto contro il lavoro volontario. Il testo integrale.
"Contestiamo la legittimità di un rapporto di lavoro che a nostro giudizio deve essere retribuito perché non rientra negli ambiti di legge previsti per il volontariato". Con questa motivazione, questa mattina il Forum Diritti Lavoro ha depositato presso la Direzione Territoriale del Lavoro di Milano un esposto contro il lavoro volontario all'Expo. L'esposto dovrebbe servire, il condizionale è d'obbligo, ad attivare l'intervento ispettivo.
venerdì 10 aprile 2015
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Hera e Acea spingono la privatizzazione dei beni comuni. Il modello è più debito meno investimenti
Ci siamo, è iniziato un nuovo e forte ciclo di pri
vatizzazione e nanziarizzazione dei servizi pubblici locali, con cui si intende dare il
colpo mortale all'esito referendario del giugno 2011 per la loro ripubblicizzazione.
Punte di diamante di questa operazioni sono due grandi multiutilities. Hera e Acea, in una mirabile sintonia tra le scelte del govemo Renzi e gli orientamenti della grande maggioranza delle amministrazioni locali incentrate sul Pd.
Per quanto riguarda Hera, nei giorni scorsi e con l'intenzione di procedere entro la ne di questo mese. con il piè veloce che sembra essere la cifra di questa stagione controrifonna-
trice, il sindaco di Bologna, assieme agli altri enti locali, in primis emiliani, dove è presente
Hera, ha annunciato 1'intenzione di far scendere la quota di proprietà pubblica dall'attuale
57% al 38%. arrivando così per la prima volta sotto la maggioranza assoluta, da sempre propagandata come elemento di garanzia per il controllo pubblico dell'azienda.
Acea, dal suo canto, sta lavorando per un riassetto societario in base al quale la sua espan
sione in Toscana e parte della Campania si porterebbe dietro l'entrata in Borsa del servizio
idrico di queste regioni. Anche grazie all' "infaticabile" opera di Cassa Depositi e Prestiti e del suo presidente Bassanini, che ha messo a disposizione 500 milioni di euro allo scopo, il movimento di Hera e di Acea sono semplicemente le mosse di apertura di un grande processo al cui termine le grandi multiutilities quotate in Borsa gestiranno l'insieme dei servizi
pubblici locali in tutto il Paese.
mercoledì 8 aprile 2015
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Niscemi, in testa al corteo le mamme No Muos: "L'ultimo scoglio da superare è il 15 aprile"
Le mamme No Muos hanno aperto il corteo di almeno cinquemila persone provenienti da tutta la Sicilia che oggi pomeriggio ha sfilato a Niscemi (Caltanissetta), dopo che lo scorso 13 febbraio il Tar ha giudicato illegittime le concessioni per la costruzione dell'impianto satellitare della Marina Usa e la procura di Caltagirone qualche giorno fa ha messo i sigilli
all'impianto. Alla manifestazione sono stati presenti anche sindaci di numerosi Comuni siciliani, compresi il primo cittadino di Palermo, Leoluca Orlando (che è anche presidente dell'Anci regionale) e il collega di Niscemi Francesco La Rosa.
domenica 5 aprile 2015
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Il maquillage della logistica e il colpo a segno delle lotte.
Le lotte nella logistica mettono a segno un nuovo colpo. E questa volta non si tratta di una vertenza andata a buon fine in uno dei tanti magazzini dove blocchi e picchetti stanno, da qualche anno, imponendo nuove regole e garanzie contrattuali. Questa volta il colpo messo a segno riguarda il settore nel suo insieme e ha messo in discussione l’accordo sottoscritto nel mese di luglio dai confederali con Fedit (Federazione Italiana Trasporti), l’associazione di categoria. Un accordo fortemente contrastato dai lavoratori e dai sindacati di base che stanno conducendo la lotte nel settore, cioè S.I. Cobas e Adl Cobas. “Si tratta – precisa Aldo Milani Coordinatore nazionale S.I. Cobas – di un accordo funzionale al processo di ristrutturazione che sta interessando il settore. Riguarda il fatto che i grandi marchi della distribuzione privilegiano, complice il debole sistema di infrastrutture nel paese, il ramo internazionale a discapito di quello domestico”. L’accordo di luglio sarebbe in questo senso il via libera a un rampante processo di snellimento del ramo domestico della logistica di distribuzione, dove ormai è soprattutto SDA, partner di Poste Italiane, a farla da padrone. La partnership SDA/Poste Italiane ha infatti determinato una sorta di concentrazione monopolistica che permette consistenti ribassi sui costi di distribuzione. Dove SDA riesce a lavorare un collo al costo di 1,80 euro (rispetto ai 2,00 euro di qualche anno fa) gli altri corrieri hanno oggi raddoppiato i costi raggiungendo i 4 euro per collo. Non potendo più puntare sulla quantità per il conseguimento dei propri utili, puntano a migliorare il servizio. I costi lievitano, i clienti più grossi si rivolgono altrove e tutta l’infrastruttura delle distribuzione domestica va in esubero: un costo da snellire se non azzerare. Ad esempio, prosegue Milani, “la TNT ha già in mente di smantellare-ristrutturare una cinquantina di piccoli hub da 10/20 dipendenti e si apprestava a farlo anche in quelli più grossi. Dove però siamo presenti e siamo fino ad ora riusciti a bloccare il processo”.
giovedì 2 aprile 2015
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