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L'ironia sul reddito di cittadinanza è una trappola

Quella che si sta giocando intorno alla questione del 'reddito di cittadinanza' , tra pagine Facebook, articoli scoop sui CAF di Giovinazzo, livori razzisti dei 'produttivi' contro i parassiti, non è una battaglia pensata solamente al creare immediata polemica contro le politiche economiche di un eventuale governo 5 stelle. E' soprattutto una volontà espressa politicamente e ancor di più mediaticamente da parte delle elites imprenditoriali e finanziarie nazionali, tutori delle grandi aziende e istituzioni private, che difendono i loro grossi interessi nel paese. È la volontà di screditare e rendere ridicola anche solo la possibilità di immaginare una vita slegata dall'ideologia del lavorismo, dal lavoro salariato come mezzo per ottenere un sostentamento. Si tratta di fatto di una battaglia culturale tesa a screditare intorno ogni futura proposta di reddito universale.
domenica 11 marzo 2018
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Presidio per Afrin

LUNEDì 12 MARZO alle ore 17.30, a Padova, di fonte a Palazzo Moroni in via VIII febbraio Coalizione Civica organizza: PRESIDIO PER AFRIN. I bombardamenti delle forze armate turche verso il popolo curdo siriano nel cantone di Afrin si sono intensificati e la situazione è ormai fuori controlllo. Dopo aver votato all'unanimità in assemblea (Coalizione Civica) una mozione di condanna al massacro che sta avvenendo convochiamo anche a Padova, come in molte altre città, un presidio di fronte a Palazzo Moroni, per Afrin e per agire per fermare il massacro.
domenica 11 marzo 2018
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Grano duro Cappelli, ‘no’ degli agricoltori bio al monopolio SIS.

Riceviamo dal Consorzio Marche Biologiche, società cooperativa agricola di Senigallia, che riunisce 300 imprenditori agricoli della filiera marchigiana biologica, e pubblichiamo: 'Quest’anno molti agricoltori biologici non hanno potuto seminare il grano duro varietà Cappelli. Un’azienda sementiera si è aggiudicata infatti la licenza in esclusiva per questa antica varietà di frumento, creando di fatto un regime di monopolio. Una situazione delicata e pericolosa per il libero utilizzo delle sementi. Proprio gli agricoltori bio avevano riscoperto e recuperato agli inizi degli anni ’90 questa varietà progressivamente abbandonata nel dopoguerra a favore di grani di taglia più bassa e più produttivi’.
mercoledì 28 febbraio 2018
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Nbt: i «nuovi» Ogm alle porte dell’Europa.

È concreto il rischio che vengano liberalizzati anche in Europa, viste le pressioni di molti Stati membri, tra cui l'Italia. Facciamo il punto sulle Nbt, le nuove tecniche di manipolazione genetica, di cui le multinazionali sostengono l'innocuità. La verità appare diversa: i rischi ambientali e sanitari di questi «cibi» e colture non sono attualmente valutabili scientificamente. Non facciamoci ingannare, dunque, e manteniamo alta la guardia. Manovre tattiche di avvicinamento per una «nuova categoria» di organismi geneticamente modificati: le multinazionali premono per legalizzare e liberalizzare quelle che oggi vengono chiamate Nbt, New breeding techniques, e il Consiglio di Stato francese aveva sollevato il problema portandolo davanti alla Corte di giustizia europea, che avrebbe dovuto decidere lo scorso 3 ottobre. Così non è stato e il delicatissimo pronunciamento è stato rimandato a febbraio o marzo 2018. Il martelletto dei giudici supremi dell’Unione potrebbe bloccare i tentativi di sdoganare le nuove tecnologie per la modificazione genetica, oppure potrebbe invece aprire un varco, creare un precedente, spianare la strada a prodotti Ogm ignorando le richieste di garanzia e sicurezza della società civile.
martedì 27 febbraio 2018
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Ogm, vent'anni di fallimenti.

Dall’avvio delle coltivazioni commerciali, nel 1996, ad oggi, gli ogm, come spiega il rapporto di Greenpeace, «hanno prodotto profitti miliardari per una manciata di multinazionali senza apportare benefici all’agricoltura. Anzi...». Vent’anni fa, nel 1996, negli Stati Uniti iniziavano le coltivazioni a fini commerciali di organismi geneticamente modificati e sempre in quell’anno il primo carico fece il suo ingresso in Europa. Prima e dopo quel momento sono stati investiti fiumi di denaro negli ogm, introdotti massicciamente come coltivazioni in alcuni paesi e approdati sulle nostre tavole nella più totale disapplicazione del principio di precauzione. L’Italia per ora ha notificato all’Unione Europea la richiesta di divieto di coltivazione(1), come previsto dalla Direttiva UE del marzo 2015, ma ciò che si coltiva altrove viaggia come una merce, entra nella filiera alimentare direttamente o indirettamente perché magari alimenta gli animali di cui poi noi ci cibiamo. Ebbene, a vent’anni di distanza è possibile un bilancio. Chi sostiene e ha sostenuto gli ogm ha avallato super-promesse: “Risolveranno il problema della fame nel mondo”, “Aumenteranno i raccolti”, “Si ridurrà l’uso di sostanze chimiche tossiche”. È andata così o no?
martedì 27 febbraio 2018
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4263 letture Perrino: «Il DNA ogm produce nuovi virus, nuovi batteri e nuove malattie».

Dopo la pubblicazione dello studio pisano che "promuove" il mais ogm e la replica del professor Salvatore Ceccarelli che elenca invece i rischi documentati delle colture transgeniche, interviene il dottor Pietro Perrino, genetista al CNR. Lo studio pubblicato da quattro ricercatori pisani (http://www.terranuova.it/News/Alimentazione-naturale/Studio-promuove-il-mais-ogm.-Ceccarelli-Non-e-cosi-che-si-analizza-il-problema) che hanno elaborato e valutato dati esistenti sulle colture ogm ha concluso che le rese del masi ogm sono maggiori del mais convenzionale e che non ci sarebbero danni documentati su salute e ambiente. Dopo la replica precisa e puntuale del professor Salvatore Ceccarelli , ecco il commento del dottor Pietro Perrino, già direttore dell'Istituto del Germoplasma del CNR di Bari e oggi ricercatore al Centro Nazionale delle Ricerche.
lunedì 26 febbraio 2018
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Studio promuove il mais ogm. Ceccarelli: «Non è così che si analizza il problema».

Una revisione dei dati esistenti ha portato quattro ricercatori pisani a concludere che il mais ogm non comporta rischi per la salute umana e l'ambiente. Ma il professor Salvatore Ceccarelli replica: «Conclusione frutto di un esame parziale del problema. Gli ogm fanno malissimo alla biodiversità e all'ambiente e ci sono ormai solide evidenze su questo». È destinato a sollevare critiche e polemiche lo studio pubblicato su "Scientific reports" da quattro ricercatori della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa che hanno considerato i dati esistenti sulle coltivazioni ogm. L'analisi ha concluso che per il mais transgenico le rese sarebbero superiori ai raccolti convenzionali e che il suo utilizzo non comporterebbe rischi per la salute umana e l'ambiente. A replicare prontamente è il professor Salvatore Ceccarelli, già docente di genetica e miglioramento genetico all'università di Perugia e oggi consulente per diversi progetti di miglioramento genetico nel mondo.
lunedì 26 febbraio 2018
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Glifosato e Ogm: ISDE "striglia" la senatrice Cattaneo.

Affermazioni «che lasciano sconcertati»: così ISDE, Associazione Medici per l'Ambiente, ha definito le dichiarazioni che la senatrice Elena Cattaneo ha fatto sul quotidiano La Repubblica dello scorso 1 dicembre difendendo il glifosato e l'agricoltura convenzionale. Non è consuetudine di ISDE Italia (Medici per l’Ambiente) esprimere valutazioni in merito alle dichiarazioni pubbliche di rappresentanti della politica e delle istituzioni. Quando però le dichiarazioni inquadrano i fatti in modo distorto e al tempo stesso pretendono di fornire indirizzi che attengono alla salute pubblica e alla tutela dell’ambiente, l’attenzione di ISDE Italia viene inevitabilmente sollecitata». Lo scrive ISDE in una nota ufficiale.
domenica 25 febbraio 2018
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I riders a Bologna:«Mai più consegne senza diritti».

Gig Economy. Nuovo sciopero e una Critical Mass con neve e freddo. Le rivendicazioni dei "gig-workers": monte ore garantito, paga dignitosa, riconoscimento dei diritti sindacali. Dalle 19 alle 21 di ieri i ciclo-fattorini bolognesi che consegnano pasti a domicilio tramite le piattaforme digitali hanno provato bloccare la maggior parte degli incarichi e hanno partecipato a una «critical mass» per le strade del capoluogo emiliano. Lo sciopero è avvenuto in un altro giorno di neve. In condizioni simili si era svolta la prima giornata di astensione dal «gig-work» («lavoretto»): era il 13 novembre 2017. Lo slogan è stato efficace: «Una pizza non vale il rischio».
domenica 25 febbraio 2018
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Nasan addio: un esempio da imitare.

La Francia getta la maschera, denuncia la pseudo cooperazione e se ne va. Il gran rifiuto, come lo avrebbe definito Dante, è avvenuto l’8 febbraio, un’insolita scelta a fianco dei piccoli contadini africani che le multinazionali dell’agrobusiness forse non perdoneranno mai a Macron. Il programma da cui la Francia ha deciso di ritirarsi si chiama “Nuova Alleanza per la sicurezza alimentare e nutrizionale” (in sigla Nasan), un’iniziativa decisa nel corso del G8 che si tenne nel 2012 a Camp David. Al pari del titolo, dal forte richiamo biblico, anche le finalità hanno un vago sapore messianico: in 10 anni liberare dalla povertà e dalla fame 50 milioni di africani attraverso una collaborazione fra governi africani, governi dei paesi ricchi e imprese private.
venerdì 16 febbraio 2018
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