Cerca Contatti Archivio
 
STOP ai distacchi dell'acqua! Emergenza Coronavirus: il Governo garantisca a tutte/i l'accesso all'acqua e ai servizi igienico sanitari .

E' evidente che i provvedimenti adottati dal Governo con il fine di contenere la diffusione del contagio da Coronavirus stiano producendo uno stato di eccezione e una sostanziale sospensione della democrazia. Non intendiamo addentrarci in un ragionamento sull'opportunità o necessità di queste misure, ma ci interessa piuttosto evidenziare una contraddizione che potrebbe avere pesanti impatti sociali e sanitari. In una situazione in cui le cittadine e i cittadini sono letteralmente investiti da divieti e prescrizioni, nello sforzo collettivo e individuale di mitigare il rischio di contagio, non abbiamo letto da nessuna parte il più basilare provvedimento in tema igienico-sanitario: l’accesso all'acqua per tutte e tutti.
lunedì 9 marzo 2020
Leggi l'articolo...


Perché è necessario e urgente liberarsi di Google – e come cominciare a farlo

[Riprendiamo il discorso aperto con L’amore è fortissimo, il corpo no: quello sul capitalismo delle grandi piattaforme, sui comportamenti indotti dagli algoritmi dei social media, sull’estrazione di big data dalle nostre vite e sulla sorveglianza pervasiva che ne deriva. Farlo è quantomai appropriato, nei giorni dell’emergenza Covid19. Tra i poteri e soggetti economici che stanno approfittando dell’epidemia – o meglio, delle misure di «distanziamento sociale» e nuovo disciplinamento del corpo sociale – ci sono soprattutto le multinazionali del Big Tech. Ne approfittano per rafforzare la loro presa sulla società, il loro monopolio di fatto su molte attività oggi imprescindibili. Ne approfittano per intensificare processi di privatizzazione della sfera pubblica. Una privatizzazione soffice, implicita e non percepita perché non è rapida e “molare”, non c’è uno scontro pubblico tra istanze (privatizzazione sì vs. privatizzazione no); è invece graduale e “molecolare”, avviene grazie all’infittirsi di reticoli fatti di piccole pratiche e automatismi quotidiani. Google, di cui ci occupiamo nel post a seguire, ha offerto al nostro ministero dell’istruzione (MIUR), come a quelli di altri paesi, la «soluzione alla chiusura delle scuole»: il colosso di Mountain View fornisce ai docenti mail con spazio illimitato e piattaforme per l’istruzione telematica (G Suite for Education). Già prima di quest’annuncio, diverse scuole stavano spingendo i docenti a farsi la casella Gmail e l’account su Hangouts Meet e/o Google Classroom. Di più: svariati insegnanti, esasperati dall’incertezza e dall’impossibilità di fare lezioni, per non lasciare allo sbando i loro scolari e studenti hanno fatto ricorso a questi strumenti di propria iniziativa, per avviare la didattica a distanza. Se da un lato ammiriamo l’intento e – come si dice oggi – la resilienza di quest* insegnanti, dall’altro constatiamo che manca la consapevolezza su cosa facciano davvero quegli strumenti, del cui funzionamento non vediamo che l’idiomatica punta dell’iceberg. In pratica, la scuola pubblica privatizza il rapporto stesso docente-studente, incentivando entrambi a usare piattaforme private e lesive della privacy, che immagazzineranno nuovi dati per poi venderli a vari soggetti, i quali li useranno a scopi non solo commerciali ma anche politici, in tutte le accezioni possibili del termine. E in tutto questo, Google/Alphabet passerà pure come benefattrice: l’azienda che ha «salvato la scuola». Google trova in quest’emergenza – che peraltro contribuisce ad alimentare in vari modi – l’opportunità di innervarsi in sempre più gangli della vita associata, rendendosi indispensabile anche se le alternative ci sono. Ci sono eccome, e sarebbero pure facili da usare. Chiunque non ritenga la parola «democrazia» un semplice involucro contenente solo retorica, una volta ben informat* su cosa sia Google e su come faccia profitti, non può trarne che una conclusione: Google è una minaccia per la democrazia. L’emergenza – non l’epidemia in sé, ma l’emergenza come metodo di governo basato sull’epidemia – ci sta facendo arretrare su così tanti terreni che non si sa da dove cominciare a denunciarne le conseguenze, a spiegare chi e come sta cogliendo la palla al balzo. Alla fine, un punto d’inizio vale l’altro. Da genitori, cominciamo dalla scuola, dalla didattica a distanza e, in particolare, da Google. Già prima del virus avevamo chiesto al giapster Ca_Gi di scrivere un pezzo per Giap sul fenomeno del degoogling, che a fine 2019 si stava diffondendo rapidamente. Con l’emergenza coronavirus la strada si è fatta più in salita, ma a maggior ragione va percorsa. Buona lettura. WM] (di Ca_Gi.* Ca_Gi collabora a vari progetti della Wu Ming Foundation, tra i quali il gruppo di lavoro Nicoletta Bourbaki. Ha un blog dove pubblica tutorial tecnologici e controinchieste su vari temi, e un account sull’istanza Bida di Mastodon. Da mesi lavora indefessamente al proprio degoogling.)
lunedì 9 marzo 2020
Leggi l'articolo...


SUL CORONAVIRUS

In questi giorni siamo tutte e tutti coinvolte/i dalla supposta epidemia da coronavirus, che sembra essersi insediata nel nostro paese. Ormai è noto il virus che la genera; quello che emerge a livello globale ed anche italiano è che non siamo in presenza di un agente infettivo di gravità particolare: indubbiamente svela una elevata contagiosità con una mortalità, almeno in Cina, più elevata dell’influenza, ma comunque contenuta: numerosi accreditati studi affermano che al momento esiste una sottostima anche del 10% del numero reale di infezioni, per cui la mortalità può essere calcolata del 1% (quindi molto inferiore ad esempio alla SARS). In Italia, come in Cina peraltro, i casi di mortalità sono da riferirsi essenzialmente ad anziani e malati cronici, esattamente come per l’influenza o altre simili patologie virali. Al momento al mondo esistono patologie infettive ben più diffuse e gravi: ad esempio il morbillo causa 140.000 decessi ogni anno; la malaria causa 405.000 morti all’anno con 228 milioni di ammalati; Ebola ha raggiunto nella Repubblica Democratica del Congo nelle aree di nord est il 50% di mortalità nel 2018. Perché solo per il coronavirus allora sono state adottate le misure restrittive ben note?
giovedì 27 febbraio 2020
Leggi l'articolo...


Nuova revisione sul glifosato: “È cancerogeno, come hanno fatto Efsa ed Epa ad assolverlo?”

La rivista scientifica Environmental Health ha pubblicato un riesame di tredici analisi sulla possibile cancerogenicità del glifosato, condotta dal tossicologo Christopher Portier, ex direttore del National Toxicology Program e oggi docente presso l’università di Maastricht, nei Paesi Bassi. I risultati indicano che l’erbicida può provocare differenti tipi di insorgenze tumorali negli animali esposti, come ha scritto oggi il quotidiano francese Le Monde. La conferma arriva cinque anni dopo la decisione della Iarc di inserire l’erbicida nella lista delle sostanze “probabilmente cancerogene” per l’uomo.
mercoledì 26 febbraio 2020
Leggi l'articolo...


Coronavirus e politica

Benché l'invito delle persone più autorevoli, quelle che con l'atteggiamento, le parole, persino la postura, ti dicono di non farti prendere dal panico, di non dare retta a sprovveduti che pontificano dai social, ma di affidarsi ai medici, agli esperti, ai tecnici, alla scienza – questa del coronavirus è la conclamata impotenza della scienza. La scienza non è mai pronta per l'emergenza, per l'improvviso esplodere di una eccezionalità – la scienza ha bisogno di tempo, per la ricerca, e ha bisogno di tempo, per scoprire un rimedio, perché deve verificare, incrociare, aspettare, riverificare, riaspettare. Se tutto va bene, fra diciotto mesi avremo il vaccino contro il virus – forse neanche in tempo per quelle vaccinazioni di massa dell'autunno inoltrato (il vaccino ormai porta l’inverno, come l'arrivo della rondine faceva primavera) che sono diventate consuetudine. Le misure di prevenzione non appartengono alla scienza, appartengono alla politica. Salus rei publicae lex suprema esto. O meglio: appartengono alla disciplina della società.
mercoledì 26 febbraio 2020
Leggi l'articolo...


PENSARE CON LE MANI.

Recensione di Gigi Roggero a Gli autonomi. Storia dei Collettivi politici veneti per il potere operaio di Giacomo e Piero Despali, a cura di Mimmo Sersante (DeriveApprodi, gennaio 2020) "Ci sono libri, pochi, che da tempo aspettano di essere scritti. La storia dei Collettivi politici veneti per il potere operaio (Cpv) è uno di questi. Con la cura di Mimmo Sersante, è costruito attraverso un lungo e articolato dialogo tra i fratelli Giacomo e Piero Despali, dalmati di nascita e padovani di adozione, che dei Collettivi sono stati quadri dirigenti. Il testo è arricchito da interviste a ex militanti di Pordenone, Rovigo, Venezia e del Centro di comunicazione comunista veneto, a dimostrazione dell’estensione e del radicamento dei Cpv, e da alcuni documenti politici, soprattutto della rivista «Autonomia». Pubblicato a gennaio, è il sesto volume de Gli autonomi, ormai storica iniziativa editoriale di DeriveApprodi. Dell’Autonomia operaia organizzata, infatti, i Cpv sono stati un asse portante.
martedì 25 febbraio 2020
Leggi l'articolo...


La peste suina africana avanza in Europa: nove Paesi colpiti. Situazione grave in Cina e in Asia.

Mentre tutto il mondo segue con preoccupazione crescente l’evoluzione dell’epidemia da coronavirus, il virus della peste suina africana o ASFV continua a diffondersi in Europa. Certo l’agente patogeno non costituisce un pericolo diretto per l’uomo, ma si tratta di un virus endemico in alcune regioni dell’Africa subsahariana che ormai avanza senza ostacoli anche in Europa. A pagarne le conseguenze sono soprattutto gli allevatori di suini, che in alcuni paesi hanno dovuto abbattere migliaia di capi. Il problema ricade anche sui consumatori, che devono fare i conti con il rincaro dei prodotti e le limitazioni correlate alle misure restrittive adottate per contrastare il virus. L’Efsa ha pubblicato un rapporto sulla situazione relativa all’ultimo anno in Europa. Prima di entrare nei dettagli, è opportuno ricordare che in Italia l’infezione è presente solo in Sardegna (dal 1978). Secondo quanto riporta il ministero della Salute, le misure – talvolta drastiche – intraprese nell’isola stanno aiutando a contenere l’infezione.
lunedì 10 febbraio 2020
Leggi l'articolo...


Ladri di terra.

“Sono molto sorpresa di scoprire che il land grabbing sta avvenendo anche in Italia, uno dei principali Paesi di produzione di cibo sano e di qualità. Un Paese in cui i piccoli agricoltori rappresentano ancora il modello agricolo più diffuso e virtuoso. A loro, prima di tutto, dovrebbe essere rivolta l’attenzione politica”. Queste le parole di Hilal Elver, Relatrice Speciale ONU sul diritto all’alimentazione, in queste settimane in missione in Italia. Nella presentazione del report, avvenuta il 31 gennaio a Roma, parla anche di GDO, Xylella e land grabbing. “L’Italia ha la fortuna di avere ancora piccoli agricoltori. Li dovrebbe proteggere finché ci sono, perché in altri Paesi sono scomparsi del tutto”. L’appello arriva da Hilal Elver, Relatrice Speciale sul Diritto all’Alimentazione dal Consiglio dei Diritti Umani nel 2014, docente universitaria, co-direttrice del Progetto su Cambiamento climatico globale, Sicurezza umana, e Democrazia a cura del Centro per gli Studi globali e internazionali Orfalea e distinguished fellow all’Università di California Los Angeles Law School (UCLA) Resnick Food Law and Policy Center. I piccoli agricoltori rappresentano il modello agricolo più diffuso in Italia. Secondo il sesto censimento generale dell’agricoltura del 2010, le piccole aziende agricole rappresentano il 98,9% del totale, coltivando l’89,4% della superficie agricola utilizzata. Qui, come nel resto del mondo, sono ancora i piccoli agricoltori a sfamare la popolazione. Non le produzioni intensive ed estensive, non le coltivazioni Ogm, non i grandi latifondi. “Se si va a vedere nei paesi sviluppati l’80% del cibo prodotto dai contadini noi lo mangiamo ogni giorno” afferma Hilal Elver, intervistata da Filippo Bellantoni a margine della presentazione del report sulla valutazione della realizzazione del diritto a un’alimentazione adeguata in un paese sviluppato, avvenuta il 31 gennaio a Roma. “L’agricoltura industriale forse ha un altro ruolo ma di sicuro quando si parla di cibo questo arriva dai piccoli agricoltori. E dovremmo proteggerli se davvero vogliamo una società sana – continua Hilal Elver – I piccoli agricoltori svolgono un ruolo fondamentale nell’economia urbana e rurale, contribuiscono alla sicurezza alimentare e al dinamismo dell’economia rurale, forniscono molti prodotti di alta qualità, preservano i beni locali e migliorano la cura dell’ambiente”.
domenica 2 febbraio 2020
Leggi l'articolo...


Gilet gialli, quello che dovete sapere sulla guerriglia di Parigi.

Il più recente atto delle proteste dei gilet gialli è eclatante: vigili del fuoco manganellati dalla polizia. Frattura emblematica di una Francia in crisi. Una pioggia di manganelli si abbatte sui manifestanti in uno scontro che ha dell’incredibile: a Parigi la polizia in assetto antisommossa, mascherata e vestita di nero, carica e picchia dei vigili del fuoco in divisa e disarmati. È una scena che in pochi al mondo hanno visto questa settimana, specie in Francia. I media hanno in buona parte ignorato le ragioni dei pompieri francesi, che si sono uniti alle proteste nazionali dei gilet gialli, ormai in piazza da mesi. Nel mirino della protesta Emmanuel Macron e i suoi tentativi di apportare cambiamenti radicali alla società francese.
giovedì 30 gennaio 2020
Leggi l'articolo...


Bellanova aiuta Trump a forzare il blocco europeo su cibo e agricoltura.

Via libera da Roma al nuovo trattato commerciale. Una riedizione del vecchio Ttip ancora più aggressiva sull'ambiente. La ministra dell'Agricoltura italiana riceve il suo omologo d'Oltreoceano per stringere i tempi dell'intesa. associazioni e politica in rivolta. L’anziano ministro per l’agricoltura Sonny Perdue spadella su Twitter una quantità importante di penne: «Ho avuto la possibilità di preparare con il famoso chef italiano Riva diversi tipi di pasta tutti fatti con il grano Usa», scrive postando il video della performance. È il souvenir del suo passaggio a Roma dove ha cucinato, con la ministra italiana all’Agricoltura Teresa Bellanova, un “via libera” all’inclusione di cibo e agricoltura nel nuovo Trattato commerciale Transatlantico che Trump vuole strappare «in un paio di settimane», ha spiegato arrivando in Europa per la missione diplomatica appena conclusa. Una riedizione del vecchio Ttip, ancora più aggressiva contro agricoltura e ambiente. Il ministro americano aveva annunciato a Bruxelles le linee generali del suo attacco: un allentamento delle norme sanitarie e fitosanitarie, così come dei limiti ai residui di pesticidi e chimica nel cibo, oltre al cambio della legislazione europea sugli Ogm per consentire a quelli di vecchia e nuova generazione, di essere ammessi anche al consumo umano e non segnalati. Peccato che una sentenza della Corte di giustizia europea del 2018 li escluda dai nostri piatti e obblighi l’etichettatura anche dei nuovi Ogm manipolati con la tecnologia Crisp.
giovedì 30 gennaio 2020
Leggi l'articolo...


Prima pag. Indietro Avanti Ultima pag.
News