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Grano Cappelli, è guerra aperta.

Altragricoltura, LiberiAgricoltori e Sicer denunciano i gravissimi rischi che sta correndo l’agricoltura italiana, e in modo particolare il fronte cerealicolo, se si dovesse affermare il modello messo in campo dalla società emiliana Sis (Società italiana sementi). Si aprirebbe così un conflitto “intestino” sul Grano Cappelli. Altragricoltura, LiberiAgricoltori e Sindacato cerealicoltori (Sicer), il 20 dicembre, si sono dati appuntamento nella Sala della Camera dei deputati per denunciare il rischio trasparenza per il settore cerealicolo italiano. Alla conferenza stampa erano presenti l’onorevole Antonio Placido – promotore di un’interrogazione a risposta immediata sulla questione – , l’onorevole Giuseppe Abate, il rappresentante di LiberiAgricoltori, Lino Galante, il presidente del Sicer, Domenico Viscanti, il coordinatore nazionale di Altragricoltura, Gianni Fabbris, il rappresentante del Soccorso Contadino, Antonio Melidoro e il produttore irpino, Giuseppe Pelullo.
domenica 24 dicembre 2017
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Veneto, 10 mila capannoni dismessi: metà da demolire.

«Il suolo, anche quand’è privato è un bene comune. Di più, è un valore. Il tema non è limitarne il consumo bensì ragionare in termini di uso intelligente. E questo, naturalmente, include le demolizioni dei capannoni». Così in un articolo di Martina Zambon sul Corriere del Veneto a pagina 9, il giurista Bruno Barel critica il modello di sviluppo industriale in Veneto all’indomani di uno studio commissionato da Confartigianato allo Iuav di Venezia sul consumo di suolo causato dai capannoni dismessi. Secondo lo studio in Veneto gli immobili dismessi (incluse case, ristoranti, fabbriche e capannoni) sono oltre un milione e 200 mila. Di questi 92 mila (l’8%) sono capannoni di cui 10 mila e 610 dismessi. 4570 non sono utilizzabili, e da destinare alla demolizione mentre gli altri 6.040 sono riutilizzabili. La stima del valore totale di questo patrimonio è di 7,9 miliardi di euro.
venerdì 22 dicembre 2017
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Quel territorio di eccedenze umane.

TEMPI PRESENTI. «Esclusi», una raccolta di saggi di autori vari per DeriveApprodi di Massimiliano Guareschi In genere, il conflitto israeliano-palestinese viene colto come un caso a sé, caratterizzato da tali specificità storiche e, soprattutto, metastoriche, da rendere impossibile ogni comparazione con altri scenari politico-militari. Alle dinamiche e agli eventi che si sviluppano sui territori dell’ex Palestina mandataria si tende così a guardare come a un’eccezione rispetto alla quale non avrebbero presa le categorie e gli schemi con cui si guarda a situazioni più o meno analoghe. Come la diffusione della percezione eccezionalista di un mondo a parte, dove valgono altre regole e altri criteri di giudizio, analitici e politici, risulti funzionale alle strategie di dominio israeliane è un dato talmente scontato da non necessitare di ulteriori precisazioni. Di conseguenza, non si può che guardare con interesse a tutti i tentativi di sottrarre quel conflitto a simili lenti deformanti. È senza dubbio il caso di Esclusi. La globalizzazione neoliberista del colonialismo di insediamento, una raccolta di saggi curata da Enrico Bartolomei, Diana Carminati e Alfredo Tradardi (DeriveApprodi, pp. 238, euro 18). Come si desume dal titolo, però, il libro si incentra una tematica di ordine più generale, il colonialismo di insediamento, di cui il caso Israele/Palestina viene assunto come caso paradigmatico, a cui è espressamente dedicata la terza parte del volume.
mercoledì 20 dicembre 2017
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Intervista a Wolf Bukowski: "Caporalato e sfruttamento lavorativo tra i non luoghi del nuovo cibo globalizzato"

Dopo il brillante "La danza delle mozzarelle", un altro libro di Wolf Bukowski, La "Santa crociata del porco" (sempre edito da Alegre nella collana Quinto Tipo diretta da Wu Ming 1), ci offre una riflessione a tutto tondo sulla centralità della produzione alimentare nello sviluppo capitalistico e su quello che quotidianamente mettiamo in tavola (insieme a molti altri significati culturali che assume il Sus scrofa domesticus). Abbiamo proposto alcune domande a Wolf a partire dal dialogo del mese scorso con Yvan Sagnet, presidente dell’associazione NO Cap. Se entrambi ci restituiscono molto chiaramente quali sono i meccanismi dell’ipersfruttamento schiavistico delle campagne agricole, le risposte di Bukowski allargano l’orizzonte della necessità di sovvertire i rapporti di forza consolidati, andando oltre le buone pratiche del bravo consumatore.
martedì 19 dicembre 2017
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IN ARGENTINA LA NUOVA «CONQUISTA DEL DESERTO» UCCIDE.

di VERONICA GAGO (da Bariloche – Patagonia argentina). Sabato 25 novembre, nella Patagonia argentina, è stato assassinato Rafael Nahuel, un giovane mapuche di 22 anni. A ucciderlo, con colpi sparati alle spalle, è stata una squadra speciale della Prefettura, che ha aperto il fuoco contro un gruppo di Mapuche sulle montagne della comunità «Lafken Winkul Mapu», non lontano dalla città di Bariloche. La comunità era stata violentemente sgomberata due giorni prima su ordine di un magistrato. BARILOCHE HA OSPITATO lo scorso fine settimana la prima riunione del G20 a presidenza argentina, ed è completamente militarizzata: è uno degli scenari privilegiati in cui viene rappresentata la nuova versione della «conquista del deserto», significativa espressione con cui si indicano le campagne militari che intorno agli anni ’70 e ’80 dell’800 coronarono il consolidamento dello Stato nazione con il massacro delle popolazioni indigene mapuche, tehuelche e ranquel.
domenica 10 dicembre 2017
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Né per sconsideratezza né per calcolo. 8 dicembre notav: Alice, Umbe e Cesare liberi subito.

Né per sconsideratezza né per calcolo. 8 dicembre notav: Alice, Umbe e Cesare liberi subito.
domenica 10 dicembre 2017
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Cinquant’anni di bugie sull’occupazione israeliana.

Facciamo conto che l’occupazione sia giustificata. Diciamo pure che Israele non aveva scelta. Non chiamiamola neppure occupazione. Diciamo che è stata riconosciuta dal diritto internazionale e che il mondo l’ha approvata. Immaginiamo che i palestinesi siano grati della sua presenza. Rimane comunque un piccolo problema: l’intera faccenda si basa interamente su delle bugie. Dall’inizio a una fine che sembra sempre più lontana, è tutto un mucchio di bugie. Non c’è una sola parola di verità. Se non fosse stato per queste bugie, difficilmente si sarebbe arrivati dove siamo oggi. Queste bugie, in alcuni casi usate dalla destra come motivo di grande vanto – “per il bene d’Israele è lecito mentire” – sono sufficienti a disgustare qualunque persona perbene.
domenica 10 dicembre 2017
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BOYCOTT BENETTON! “Hanno proiettili, noi pietre.

Nei giorni scorsi i rastrellamenti della polizia argentina in territorio Mapuche si sono conclusi con un altro assassinio. Rafael Nahuel, un giovane di 21 anni della comunità Lafken Wuinkun Mapu, è stato raggiunto nella schiena da una pallottola mentre stava fuggendo. Altri due ragazzi sono stati feriti dai colpi della polizia. Il Ministro per la Sicurezza Patricia Bullrich (la stessa che ha nascosto per settimane l’assassinio di Santiago Maldonado) ha parlato di “scontri a fuoco”, di “spari preventivi”… contro un lancio di pietre (!?). Continua in questo modo la brutale repressione e la criminalizzazione contro il popolo Mapuche che sta reclamando la restituzione di una parte delle sue terre espropriate e affidate alla multinazionale Benetton.
sabato 9 dicembre 2017
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“Fine pena mai” – Appello per la libertà di espressione e contro l’uso manicheo della storia.

L’11 dicembre prossimo, presso la Casa della Memoria di Milano, si sarebbe dovuta tenere la proiezione del documentario (peraltro in quel luogo girato e da quella amministrazione commissionato) This Arm | Disarm, sull’opera di Paolo Gallerani e firmato dal collettivo OfficinaMultimediale e da Maurizio “Gibo” Gibertini. Il 5 dicembre compare nell’edizione milanese (cartacea) del quotidiano “la Repubblica” un articolo dal titolo Casa della Memoria in programma un ex degli anni di piombo. Praticamente in contemporanea, il giornalista estensore dell’articolo inoltra a Gibertini una comunicazione scritta da una serie di associazioni e indirizzata all’assessore alla Cultura di Milano e a varie altre figure istituzionali, fra le quali il sindaco Sala. In questa comunicazione si chiede di vietare la proiezione. Al di là delle gravi inesattezze e falsità contenute nel testo in questione, rispetto alle quali “Gibo” valuterà di tutelarsi nelle forme e sedi che riterrà opportune, questo fatto ci impone nuovamente la necessità di una riflessione e di una presa di parola collettiva contro l’ennesimo caso in cui viene impedita la libertà di espressione a chi ha la “colpa” di aver militato nei movimenti di lotta degli anni Settanta in Italia.
venerdì 8 dicembre 2017
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Ex Foro Boario, un bene di Padova. Non solo di Leroy Merlin.

L’opera di Davanzo ha vinto diversi premi e suscitato la curiosità del MoMA di New York. Ora sembra un capannone industriale abbandonato. E pensare che l’architetto Enzo Siviero, dopo aver proposto di farne un centro museale dell’architettura contemporanea, scriveva nel 2008: «ma, ove tutto ciò si rivelasse impraticabile, debbo confessare che, provocatoriamente, pur di salvare l’oggetto, non escluderei a priori l’ipotesi di chiedere a qualche sceicco arabo di “adottare” il monumento, adibendolo a luogo di culto, della pace multietnica e multi religiosa: quasi una testimonianza che l’odio tra le popolazioni non è così diffuso come si pensa». Non c’era l’Isis di oggi, in quel 2008, e l’ex sindaco Bitonci era deputato a Roma e forse non l’ha sentito, altrimenti…
giovedì 30 novembre 2017
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