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Cosa sta succedendo in India e perché dovremmo saperlo.

Non stupitevi se non lo sapete. Non stupitevi se un sistema di informazione fermo a contare le vittime italiane tra i morti di un qualsivoglia massacro non ve l’ha mai detto. Sono decine di migliaia i contadini che da 8 mesi (8 mesi!) sono accampati alle porte di Nuova Delhi, in India. A separarli dal resto della città, il filo spinato e le camionette della polizia. Forse sono meno pop dei Black Lives Matter, ma sono tanti, affamati e pronti a tutto. Cosa vogliono i contadini indiani? E perché dovrebbe interessarci? Dal colonialismo all’imperialismo in India I fatti, anzitutto. Quando, nel 1947, gli inglesi se ne andarono dall’India, arrivarono al loro posto gli americani. Finiva il colonialismo, iniziava l’imperialismo. L’India dell’epoca, arretrata e vessata dalle carestie, si ritrovò catapultata nella green revolution. In poche parole, vagonate di pesticidi e concentrazione di tutta la produzione su grano e riso, a discapito di tutte le altre forme di agricoltura. Un meccanismo che non ha solo fermato le carestie, ma che ha anche creato una sovrapproduzione. E, si sa, quando c’è sovrapproduzione c’è disuguaglianza.
giovedì 1 luglio 2021
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"MUCCA PAZZA L'UE REVOCA IL DIVIETO DI USARE NEGLI ALLEVAMENTI MANGIMI CON PROTEINE DI ORIGINE ANIMALE"

Durante l'epidemia di Covid 19 politici e commentatori televisivi all'unisono ribadivano che "....niente sarà più come prima!" intendendo di avere imparato la lezione che la natura, supersfruttata dal sistema di produzione capitalista, ci stava impartendo, beh in realtà tutto si sta velocemente riconfigurando peggio di prima: "MUCCA PAZZA L'UE REVOCA IL DIVIETO DI USARE NEGLI ALLEVAMENTI MANGIMI CON PROTEINE DI ORIGINE ANIMALE" L’Unione Europea ha deciso martedì 22 giugno di togliere il divieto di somministrare negli allevamenti mangimi a base di proteine animali, come prevedeva un provvedimento approvato anni fa dopo lo scandalo della mucca pazza. È quanto riferisce il Guardian in un lungo articolo dove sostiene che la modifica del regolamento entrerà vigore nel mese di agosto, nonostante il tentativo di opporsi da parte di una coalizione di parlamentari europei, guidata dai Verdi. La decisione è stata approvata da tutti gli Stati con l’astensione di Francia e Irlanda. Nell’alimentazione di bovini e ovini l’uso di proteine ​​animali trasformate (PAP) ricavate da carcasse di mammiferi, era stato vietato dall’UE nel 1994, dopo lo scandalo della mucca pazza (tecnicamente detta BSE, o encefalopatia spongiforme bovina).
martedì 29 giugno 2021
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Il glifosato danneggia il sistema immunitario degli insetti. La scoperta dei ricercatori americani.

Il glifosato danneggia direttamente il sistema immunitario degli insetti. Questo potrebbe spiegare perché il suo impiego è associato a catastrofiche morìe di api e non solo, e perché potrebbe avere conseguenze anche su specie pericolose per l’uomo. Il nesso tra scomparsa di insetti utili e uso di glifosato è stato dimostrato da tempo, ma finora c’erano state pochissime ricerche sul meccanismo attraverso il quale si esplicherebbe questo tipo di tossicità. Ora però uno studio pubblicato su PLoS Biology dai ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora dimostra che cosa succede, almeno su due specie di insetti il cui destino è strettamente intrecciato con quello dell’uomo: la tarma della cera Galleria mellonella, detta anche camola del miele, e la zanzara Anopheles gambiae, vettore del plasmodio della malaria.
domenica 20 giugno 2021
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L'ACQUA NON SI VENDE!

La battaglia per l’acqua pubblica va rilanciata alle amministrative e nel nuovo corso di Conte: resistiamo agli arrembaggi dei privati. Luigi Gallo Luigi Gallo Deputato M5S, già presidente Commissione Cultura POLITICA - 18 GIUGNO 2021 La battaglia per l’acqua pubblica va rilanciata alle amministrative e nel nuovo corso di Conte: resistiamo agli arrembaggi dei privati La battaglia per l’acqua pubblica va rilanciata alle amministrative e nel nuovo corso di Conte: resistiamo agli arrembaggi dei privati Dieci anni fa si è svolto il referendum per l’acqua pubblica, che ha sancito, con 27 milioni di Sì, la vittoria degli italiani e del bene comune sulla logica del profitto. Un risultato grandioso che parte da lontano, a cui si è giunti in seguito al cammino di ognuno di noi che ha partecipato ai comitati spontanei, ha subito intimidazioni, ha raccolto firme per la legge di iniziativa popolare e per il referendum. Non possiamo lasciare spazio alla delusione di fronte al blocco a tenaglia di partiti come il Pd e la Lega e a quello delle aziende dell’acqua, che analogamente a quanto accaduto con la vicenda Benetton per le autostrade, paventano richieste di risarcimenti miliardari.
sabato 19 giugno 2021
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NON E' STATO UN INCIDENTE: ADIL E' STATO AMMAZZATO IN NOME DEL PROFITTO!

+++ Comunicato- stampa Si Cobas Lavoratori Autorganizzati+++ Stamane, durante lo sciopero nazionale della Logistica Adil Belakhdim, nostro coordinatore della sede di Novara e membro del Coordinamento nazionale SI Cobas, è morto travolto da un Tir che ha forzato un picchetto davanti la LIDL di Biandrate (Novara). Il presidio, composto da alcune decine di lavoratori, è stato investito da un autista criminale, che alla vista del presidio non ha esitato a premere l'acceleratore dell'automezzo travolgendo prima due lavoratori che a malapena sono riusciti a malapena a salvarsi e che ora sono ricoverati in ospedale, e poi schiacciando il nostro compagno, passandogli addosso e scappando. Adil aveva 37 anni, era sposato e con due bambini piccoli, ed è stato per anni operaio della Tnt, quando aveva scelto di tornare al suo paese per avviare una attività. Le cose non andarono come erano state da lui programmate, e così era tornato da noi in Italia e si era attivato nel SI Cobas.
venerdì 18 giugno 2021
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Il biossido di titanio non è più ritenuto sicuro come additivo per mangimi.

Il biossido di titanio non può più essere ritenuto sicuro se usato come additivo nei mangimi per animali, ha concluso l'EFSA. La valutazione effettuata dal gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sugli additivi e i prodotti o le sostanze usati nei mangimi (FEEDAP) fa seguito alla conclusione raggiunta dal gruppo di esperti EFSA sugli additivi alimentari e gli aromatizzanti (FAF) secondo cui il medesimo composto non può più essere considerato sicuro se usato come additivo alimentare.
venerdì 18 giugno 2021
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Istat: in Italia 5,6 milioni di persone in povertà assoluta.

Il dato relativo al 2020. Il fenomeno riguarda più di due milioni di famiglie (7,7%). E' il valore più alto dal 2005. In Italia nel 2020, anche causa pandemia, torna a crescere la povertà assoluta che tocca poco più di due milioni di famiglie (7,7% del totale da 6,4% del 2019) e oltre 5,6 milioni di individui (9,4% dal 7,7% dell'anno precedente). Lo comunica l'Istat evidenziando come dopo il miglioramento del 2019, nell’anno della pandemia la povertà assoluta aumenta raggiungendo il livello più elevato dal 2005, quando è iniziata questa rilevazione. Per quanto riguarda la povertà relativa, le famiglie sotto la soglia sono poco più di 2,6 milioni (10,1%, da 11,4% del 2019).
giovedì 17 giugno 2021
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Lo sdoppiamento virtuale dello spazio pubblico.

Riprendiamo questo lungo e interessante articolo di Renato Curcio, uscito sulla rivista “Su la Testa” (qui il link: https://sulatestanet.files.wordpress.com/2021/05/su-la-testa-maggio-2021.pdf). Con l’inizio del terzo millennio l’espansione del continente digitale planetario ha investito l’Italia e coinvolto nell’erosione progressiva dello spazio pubblico gran parte dei suoi cittadini. Con “spazio pubblico” non intendo soltanto quell’insieme di luoghi aperti e reali, ovvero non virtuali, entro cui lo Stato dovrebbe garantire a tutti la libertà di esercitare apertamente i diritti di cittadinanza, d’informazione, di attività culturale e politica in tutte le varianti. Ancora prima, infatti, lo si dovrebbe considerare come uno spazio strategico per la maturazione e il consolidamento delle nostre abilità relazionali; delle capacità di progettazione comune, di collaborazione empatica e di operatività condivisa. Come una grande rete di luoghi immaginati, voluti e liberamente istituiti da aggregazioni sociali autonome e autogestite. Luoghi aperti, dunque, in virtù dei quali possano svilupparsi e assumere una forma storica i momenti di confronto e le forme sorgive della creatività e del mutamento sociale. Nella seconda metà del Novecento gli spazi pubblici post-bellici avevano vissuto in questo Paese un importante scossone. Le deboli attrezzature associative istituite per via burocratica dallo Stato dovettero cedere il passo a nuove esigenze culturali portate avanti da un fermento generazionale e laico nato in alternativa anche ad altre istituzioni robustamente sostenute da enti religiosi o privati. Negli anni ‘60 e ‘70 si è data infatti una fioritura rigogliosa di energie istituenti e ha preso vita un vasto arcipelago di inedite associazioni culturali, formazioni politiche, fermenti sindacali, centri sociali e movimenti extra-parlamentari accomunati, pur nella loro varietà spesso conflittuale, a forti attese di progresso sociale. Negli ultimi vent’anni, gran parte di questo processo si è tuttavia inaridito confluendo nella grande ragnatela di internet e nei suoi incanti; ragnatela che ha saputo presentarsi al mondo come un’offerta di libertà per tutti pur che si fossero dotati di dispositivi mobili e avessero aperto profili e account nelle sue maglie. Abbiamo visto così un grande esodo verso le nuove community disseminate nello spazio virtuale messo a disposizione “gratuitamente” dalle piattaforme e sapientemente mitizzato dalle loro agenzie di marketing prodighe di allettanti inviti ad esplorare le sue meraviglie. Lentamente rispetto ad altre aree del mondo, ma velocemente per i tempi del rinnovamento sociale che caratterizzano i processi storici dell’Italia, molti cittadini hanno così aperto profili social su questa o quella piattaforma e trasferito lì gran parte delle loro pubbliche attività.Non si può dire che questa migrazione, avvenuta in ordine sparso, sia stata accompagnata da una riflessione critica e matura. Al contrario la penetrazione delle imprese digitali planetarie è stata ingenuamente accolta come una gradita ventata di progresso e all’invito a trasferirsi “online” si è obbedito senza aver contezza di ciò che ne sarebbe conseguito. Confondendo il progresso tecnologico con il progresso sociale, sia lo Stato, sia un gran numero di cittadini hanno in tal modo attivamente contribuito al declino e alla degradazione degli spazi pubblici in lande virtuali dove la vita di relazione viene sempre più confusa con le pratiche di connessione. In poco meno di vent’anni, questo sdoppiamento digitale, infine, è riuscito a consolidare un nuovo contesto societario colonizzato dai padroni delle piattaforme entro cui gli attori mentre si illudono di agire vengono invece agiti. Dicendolo con un paradosso: ha generato un simil-spazio pubblico radicalmente privatizzato.
mercoledì 16 giugno 2021
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Abolizione pesticidi in agricoltura: la Svizzera si prepara a votare storico referendum, primo al mondo.

La Svizzera si prepara a votare sull’abolizione dei pesticidi chimici dall’agricoltura nazionale in un clima più che mai diviso fra interessi economici e salvaguardia dell’ambiente. Si tratta del primo paese che compie un passo del genere. L’iniziativa popolare Per una Svizzera senza pesticidi sintetici ha chiesto e ottenuto l’approvazione di un referendum che chiede l’abolizione definitiva dei pesticidi sintetici in agricoltura (e non solo) nell’arco dei prossimi dieci anni. La decisione riguarderebbe non solo i prodotti coltivati sul territorio nazionale, ma anche la cura di aree verdi e giardini e la protezione di infrastrutture all’aperto (come, ad esempio, i binari ferroviari). Inoltre, non sarà più consentita neanche l’importazione di prodotti agricoli coltivati con prodotti chimici. Se il Sì passasse, la Svizzera sarebbe il primo paese al mondo a mettere completamente al bando l’uso dei pesticidi sintetici. Un ottimo risultato per un paese già virtuoso: attualmente, infatti, già la metà delle aziende agricole svizzere rinuncia ai pesticidi sintetici in favore di un’agricoltura più sostenibile. L’appuntamento alle urne per il prossimo 13 giugno.
domenica 13 giugno 2021
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Non chiamateli “Beni Comuni”!

Le osservazioni della "Rete Beni Comuni Padova". Il 10 maggio 2021, sul sito del Comune di Padova, è stata pubblicata la bozza del “Regolamento sulla collaborazione tra Cittadine e Cittadini attivi e Amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei Beni Comuni”, che l’Amministrazione guidata da Sergio Giordani approverà prossimamente e che dai/dalle proponenti viene chiamato “Regolamento dei Beni Comuni”. In quanto Rete Beni Comuni Padova, nata lo scorso anno proprio intorno alla necessità di dare vita ad uno spazio aperto di confronto, discussione e messa in pratica dedicato ai Beni Comuni nella nostra città, scriviamo nero su bianco le nostre osservazioni su questo Regolamento. Si tratta di osservazioni prodotte collettivamente all’interno della Rete e condivise e discusse in un’iniziativa pubblica tenutasi il 30 maggio 2021.
giovedì 3 giugno 2021
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