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Agricoltura: il pomodoro di Pachino rischia di rimanere fuori dal mercato

Il fenomeno della globalizzazione - Il pomodoro Pachino è coltivato principalmente nella regione Sicilia e nell’Italia meridionale in genere; questo tipo di pomodoro è caratterizzato da una polpa molto gustosa e consistente, una buccia lucente e da un elevato tempo di conservazione. Considerato l’oro rosso, perché è un tesoro conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, per il suo gusto dolce che lo rende adatto soprattutto per preparare insalate ma anche condimenti per pasta ecc. Negli ultimi tempi però il pomodorino di Pachino ha subito un crollo economico, valutandolo molto poco tanto da rischiare di lasciarlo nelle serre.
lunedì 12 febbraio 2018
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Il pomodoro di Pachino schiacciato dai trattati Ue. Gli agricoltori: “Raccoglierlo non conviene. La politica ci prende per i fondelli”.

‘Oro rosso’, è così che chiamano il pomodoro di Pachino. Un tesoro conosciuto e apprezzato in tutto il mondo che però vale molto meno dell’oro. Anzi poco o niente, ormai. Così nel suo comune di origine, all’estremo sud della Sicilia, il pomodoro rimane nelle serre. Negli ultimi mesi il prezzo di mercato è sceso vertiginosamente a causa delle massicce importazioni dai paesi esteri. E a Pachino gli agricoltori rinunciano a raccoglierlo perché non conviene, lo lasciano sulle piante. “Produrre un chilo di pomodoro mi costa un euro, tra l’acquisto della piantina e i costi della plastica, dei gancetti, delle tasse, degli operai che devono raccoglierlo e poi trasportarlo – racconta a ilfattoquotidiano.it Sebastiano Cinnirella, imprenditore agricolo -, adesso il ciliegino si vende a 50-60 centesimi al kg, a 30 il pomodoro da insalata. Non vale la pena raccoglierlo”.
domenica 11 febbraio 2018
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Muos, il pm chiede la confisca del sito e 4 condanne Per il dirigente regionale Arnone e tre imprenditori.

Si avvia alle fasi conclusive il processo con rito abbreviato che vede alla sbarra Giovanni Arnone e i titolari delle imprese che hanno lavorato al cantiere di Niscemi. Sono imputati per abusivismo edilizio e violazione della legge ambientale. Un anno di reclusione e 20mila euro di ammenda ciascuno, ma anche la confisca del Muos, attualmente in funzione, con il consequenziale abbattimento del sito per il ripristino dei luoghi. Si avvia alle fasi conclusive il processo con rito abbreviato che vede accusati tre imprenditori e il dirigente della Regione siciliana, Giovanni Arnone, di abusivismo edilizio e violazione della legge ambientale. Il sito dove sono state installate le parabole per la comunicazione satellitare militare Usa non sarebbe mai dovuto essere autorizzato, perché ricade in un'area di inedificabilità assoluta. È questa la tesi avanzata dalla Procura di Caltagirone, rappresentata dal procuratore capo Giuseppe Verzera, che ha portato a processo non solo questi quattro imputati che hanno scelto il rito abbreviato, ma anche altre tre persone per cui il procedimento, con rito ordinario, inizierà il 4 aprile.
sabato 10 febbraio 2018
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Non solo braccialetti così lavoriamo spiati.

L'Italia si scandalizza per il "braccialetto" Amazon. Un brevetto, niente di più che un'ipotesi futuribile. Ma basta un giro nei magazzini di Leroy Merlin, la multinazionale francese del "fai da te", per scoprire che lì il bracciale che traccia il lavoro già esiste da tempo: si chiama "Gladiator", come a evocare l'accessorio di un antico combattente romano. «L'azienda ha bypassato il sindacato – racconta Massimo Bonini, segretario milanese della Cgil -. Oltre allo smartphone con il geolocalizzatore, il magazziniere indossa anche questo bracciale che monitora ordini, tempistiche e spostamenti dei colli. Siamo in vertenza, per Leroy Merlin è uno strumento di lavoro obbligatorio». «C'è anche la palla al piede?», si chiede Susanna Camusso commentando il braccialetto Amazon. Ma il sindacato è un pattinatore in difficoltà, perché questa storia dei controlli sul lavoro si fa sempre più scivolosa. Nonostante leggi, regole, accordi.
sabato 3 febbraio 2018
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Ex Foro Boario: il Comune chiarisca limiti e obiettivi del gruppo di lavoro

Il primo ciclo di incontri di progettazione partecipata presso Agenda 21,per definire il nuovo assetto da dare all’area dell’ex Foro Boario di Corso Australia, si è concluso senza un vero e proprio documento finale, bensì solo con una griglia riassuntiva delle varie proposte e ciò a causa della diversità delle valutazioni dei partecipanti. L’oggetto del contendere è il project financing, presentato dalla multinazionale francese del bricolage Leroy Merlin, che il Commissario Straordinario De Biagi ha giudicato di interesse pubblico, indicendo, senza alcun forma di partecipazione, una gara di cui è risultata vincitrice la stessa Leroy Merlin, unica partecipante. Il progetto prevede la concessione dell’area alla società per 50 anni per l’inserimento di unagrande struttura di vendita all’interno della “Cattedrale” dell’Arch. Davanzo (opera esposta al Moma di New York e vincolata dalla Soprintendenza) e la realizzazione di alcune opere tra cui un planetario, un hotel ed il consolidamento del Gran Teatro Geox (struttura di natura provvisoria il cui permesso scade nel 2019). Il corrispettivo per il Comune è un canone annuo di 70.000 € e la realizzazione di tutte le opere infrastrutturali individuate dalla variante al Piano degli Interventi adottata dopo la gara, tra cui un viadotto i cui svincoli gravano sulla “Cattedrale” e sul monumentale Cimitero Maggiore,alterandone la percezione.
venerdì 2 febbraio 2018
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Padova - Agenda 21: a che punto siamo?

Giunti a questo punto dell’iter sul recupero dell’ex Foro Boario Davanzo in corso Australia, il Comitato Cattedrale Davanzo (CCD) unitamente ad altri Comitati Cittadini, partecipanti ai lavori del gruppo tematico Agenda 21, ritengono necessarie alcune precisazioni. Premesso che: il processo partecipato di Agenda 21 ha la finalità di raggiungere ed individuare obiettivi concreti attraverso un consenso tra tutti gli attori e settori della comunità locale per elaborare un piano di azione di medio lungo periodo; per perseguire adeguatamente tale scopo è necessario avere a disposizione informazioni dettagliate sul progetto e su tutte le sue implicazioni; al momento non abbiamo potuto accedere a tali informazioni ed i pochi dati presentati su traffico e inquinamento non ci hanno rassicurato.
domenica 28 gennaio 2018
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Lo scrittore Valerio Evangelisti: Io voto (Potere al Popolo)

Pubblichiamo dalla rivista Carmilla la dichiarazione di voto per la lista Potere al popolo dello scrittore Valerio Evangelisti Forse non sarei nemmeno andato a votare, se non fosse accaduto un fatto che, ai miei occhi, ha del prodigioso. Espulsi dal Teatro Brancaccio, in cui si sarebbe dovuta rifondare per l’ennesima volta la “sinistra” (con i D’Alema, i Bersani, i Civati, gli Speranza, gli Epifani e altri walking dead), i giovani e meno giovani del centro sociale Je so’ pazzo, ex OPG, tra i più attivi sul territorio napoletano, decidono di continuare da soli.
lunedì 22 gennaio 2018
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Perchè non ti fanno ripagare il debito?

UN BREVE DOCUMENTO DI MARCO BERSANI SUL DEBITO., pubblicato sul Il Manifesto del 20 gennaio 2018 UN PREZIOSO CONTRIBUTO TECNICO DI UN ECONOMISTA ALTERNATIVO AL SISTEMA, DA UTILIZZARE IN CAMPAGNA ELETTORALE. Il debito pubblico italiano ha toccato a fine 2017 il suo massimo storico, raggiungendo il 132,6% in rapporto al Pil, e collocando il nostro Paese al quinto posto planetario dopo Giappone (239,2%), Grecia (181,3%), Libano (143,4%) e Capo Verde (133,8%). Un debito gigantesco, rispetto al quale la campagna elettorale avviata da quasi tutte le forze politiche assume i contorni del paradosso: mentre nessuna ha la benché minima intenzione di metterlo in discussione, così come di ridiscutere i vincoli finanziari europei imposti da Maastricht in poi, tutte si sbracciano in promesse tanto fantasmagoriche quanto destinate all’evaporazione il giorno dopo le elezioni. Perché delle due l’una: o si mette in discussione la gabbia del debito, costruita artificialmente per permettere la prosecuzione dell’espropriazione di diritti sociali, beni comuni, servizi pubblici e democrazia, o si mantiene il campo di gioco prefissato dai “mercati” e ogni promessa è semplicemente destinata a restare tale.
lunedì 22 gennaio 2018
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Gestione fondi Ue all'agricoltura, 10 avvisi di garanzia: "Costi superiori del 900% rispetto ad altri Paesi".

Indagine della procura di Roma: "In Francia una spesa di 20 milioni annui, in Italia di 80". Indagati i vertici del sistema del ministero (Agea e Sin), che eroga circa 7 miliardi di contributi comunitari a un milione e mezzo di imprenditori. In corso una gara Consip per il nuovo bando da 550 milioni ma si registra un forte ritardo. ROMA - Centinaia di milioni sprecati nella gestione dei fondi europei all'agricoltura. È, questa, la pesante accusa contenuta nell'avviso di garanzia inviato dalla procura di Roma a dieci amministratori del sistema che in Italia eroga contributi europei ai produttori per il sostegno della produzione agricola. "La gestione dei sussidi agli agricoltori in Italia - scrivono i pm - è costata una somma 900 per cento superiore a quella di altri Paesi Europei". Il sistema informatico di cui si avvaleva, scrivono ancora i pm, era "inefficiente e di qualità molto scadente".
sabato 20 gennaio 2018
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Fermare la guerra della Turchia contro i curdi.

Attacchi aerei della Turchia colpiscono Afrin, una città curda nel nord della Siria, uccidendo e ferendo molti civili Non solo curdi, anche cristiani, arabi e tutte le altre entità in Afrin sono sotto un pesante attacco della Turchia L’aggressione turca contro i popoli di Afrin è un crimine contro l’umanità; non diverso dai crimini commessi dall’ISIS Iniziare un attacco militare in una regione che non ha attaccato è un crimine di guerra. Jet turchi hanno preso di mira 100 obiettivi in aree civili a Afrin e sono rimasti uccisi almeno 6 civili e 1 combattente delle YPG (Unità di Difesa del Popolo) e 2 delle YPJ (Unità di difesa delle donne) sono caduti martiri negli attacchi turchi di sabato su Afrin. Come risultato dell’attacco sono rimasti feriti anche diversi civili.
sabato 20 gennaio 2018
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