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Prosciutto di San Daniele a settembre il processo a Pordenone. Prime ammissioni e riti abbreviati all’udienza preliminare

Mentre a Parma il Procuratore generale sta valutando come affrontare la seconda fase di Prosciuttopoli (emersa nella primavera di quest’anno per via di 12.500 partite di cosce di suini avviate al circuito Dop su cui ci sono forti sospetti relative alla razza dei maiali), a Pordenone il 24 giugno 2019 c’è stata l’udienza preliminare per lo scandalo del falso prosciutto di San Daniele. La questione riguarda 270 mila prosciutti ritenuti falsi sequestrati un anno fa per un valore di 27 milioni di euro circa. Tutto è iniziato nel 2016, seguendo la pista di un falso documento abbinato a un lotto di cosce destinate a diventare prosciutto di San Daniele. Le indagini si sono concluse in agosto 2018 con 103 soggetti indagati, tra cui 62 persone, 25 imprese e 16 posizioni stralciate ad altre procure.
domenica 30 giugno 2019
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Prosciutto di Parma: stop alla marchiatura per 2,3 milioni di falsi prosciutti. Silenzio assordante della filiera. A rischio la Dop

Prosciutto di Parma e prosciuttopoli approdano sul quotidiano La Repubblica che oggi dedica una pagina allo scandalo dei 3,5 milioni di (false) cosce destinate a diventare veri prosciutti di Parma e San Daniele. La prima parte di queste cosce (1,2 milioni di pezzi) sono stati smarchiati e declassati a normali prosciutti l’anno scorso su indicazioni del ministero delle Politiche agricole (Mipaaft). Per le altre il destino è ancora incerto. Una cosa però è sicura, l’Istituto Parma qualità che è stato commissariato e censurato due volte negli ultimi dodici mesi, ha sospeso le marchiature fino alla fine di giugno. Questo vuol dire che dai prosciuttifici non escono più cosce di prosciutto di Parma stagionate e la catena commerciale è interrotta. Qualcuno comincia a dare segnali di nervosismo perché non si intravede una via di uscita dallo scandalo di Prosciuttopoli.
sabato 29 giugno 2019
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Prosciutto di Parma: dimissioni in massa degli ispettori, stop marchiature. Revocare subito il mandato all’ente di certificazione

Il Prosciutto crudo di Parma da oggi (13 giugno) non può più essere certificato e marchiato. I quattro ispettori del Comitato di certificazione (Coce) dell’Istituto Parma qualità (IPq), nominati nell’autunno del 2018 su richiesta del ministero delle Politiche agricole (Mipaaft), si sono dimessi. Il Coce ritiene che non ci siano le condizioni per continuare a operare con i controlli. La cosa è molto grave perché gli ispettori hanno evidenziato nel maggio 2019 gravi irregolarità all’interno dell’IPq, che hanno portato a una sospensione per tre mesi. A questa situazione molto critica si aggiunge l’assenza per motivi personali della responsabile qualità dell’istituto. Per capire la gravità, basta dire che l’IPq è l’unico ente che per legge può imprimere il sigillo sui prosciutti. L’altra notizia è che lunedì 17 giugno dovrebbe iniziare una nuova stagione per l’IPq con la nomina del nuovo direttore generale, Fabio Bussacchini. Questa vicenda, che un anno fa abbiamo chiamato Prosciuttopoli, ha riservato diversi colpi di scena e non sembra destinata a finire presto.
mercoledì 26 giugno 2019
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Scandalo dei prosciutti. Per salvare le Dop ed evitare le frodi bisogna cambiare il disciplinare. Il parere di un grande produttore.

«I responsabili del Consorzio del prosciutto di Parma stanno rovinando la Dop e sono corresponsabili di questo scandalo. Bisogna affidare i controlli a un ente certificatore esterno». Sono le prime parole del responsabile di un salumificio che fattura oltre 50 milioni l’anno, venuto in redazione a parlare di Prosciuttopoli. Il discorso continua ricordando che le aziende versano per ogni coscia 1,30 euro al consorzio e 0,275 all’ente certificatore Istituto Parma qualità (IPq) e che bisogna cambiare le regole molto in fretta altrimenti salta la Dop. La modifica del disciplinare va fatta per migliorare la qualità, non per avallare scorciatoie e furberie come alcuni vorrebbero.
lunedì 24 giugno 2019
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Presentazione del libro “L’ALGORITMO SOVRANO: : metamorfosi identitarie e rischi totalitari nella società artificiale”

Venerdì 21 giugno 2019 dalle ore 19:30 alle 23:45, ad AltrAgricoltura Nord Est (PD) Renato Curcio presenterà: “L’ALGORITMO SOVRANO: metamorfosi identitarie e rischi totalitari nella società artificiale”, il nuovo libro che segue la trilogia della casa editrice Sensibili Alle Foglie sul controllo tramite le nuove tecnologie. Questa la trilogia precedente: L’EGEMONIA DIGITALE, l’impatto delle nuove tecnologie nel mondo del lavoro; L’IMPERO VIRTUALE, colonizzazione dell’immaginario e controllo sociale; LA SOCIETÀ ARTIFICIALE, miti e derive dell’impero virtuale. AltrAgricoltura Nord Est, Corso Australia 61 - 35136 PADOVA Programmazione · Venerdì 21 giugno 2019 [Sarà presente l'Autore] 19:30 - 20:30 Aperitivo in compagnia dell'autore Renato Curcio 20:30 - 23:45 Presentazione del libro "L'Algoritmo Sovrano" di Renato Curcio
mercoledì 19 giugno 2019
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Padova - Moratoria su sgomberi e sfratti subito! Basta ATER!

Dopo l'ennesimo sfratto violento accaduto ieri nel quartiere Palestro, troviamoci tutti insieme per dire basta alla malagestione ed il malaffare dell'ATER nella gestione del patrimonio pubblico! Se l'Ater vuole fare l'azienda, che cambi settore! Il connubio sempre più stretto tra Lega Salviniana e Ater, che con la mano della Questura continua a sgomberare e far guerra ai poveri, deve finire! Vogliamo l'immediato stop a tutti gli sgomberi e sfratti in città! Moratoria subito! La casa è un diritto e non un problema di ordine pubblico. Troviamoci sul Liston per poi andare in Prefettura e consegnare a Comune e Governo la richiesta di moratoria immediata!
martedì 18 giugno 2019
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È molto probabile che la civiltà umana finirà' nel 2050, dice un nuovo report

La nuova analisi delle conseguenze del cambiamento climatico è stata scritta da un ex dirigente dell'industria dei combustibili fossili e sottoscritta da un ex capo della Difesa Australiana. Un'analisi drammatica dello scenario che porterà al collasso la civiltà umana nei prossimi decenni per via del cambiamento climatico è stata validata da un ex capo della Difesa Australiana e comandante della marina reale. L'analisi, pubblicata dal Breakthrough National Centre for Climate Restoration — un centro di ricerca e innovazione a Melbourne, in Australia — descrive il cambiamento climatico come "una minaccia su breve-medio termine all'esistenza della civiltà umana," e delinea lo scenario catastrofico a cui, se continuiamo a fare finta di niente, è ben plausibile che arriveremo nel giro di 30 anni.
lunedì 17 giugno 2019
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Consorzi del prosciutto dop: scandali, truffe e conflitto di interessi.

L’Istituto Parma Qualità che certifica il rispetto disciplinare del prosciutto di Parma Dop è di proprietà di tre soci che siedono anche nel consiglio direttivo. In testa c’è il Consorzio che raggruppa 150 marchi, segue l’Associazione Industriali delle Carni (Assica) che riunisce macellatori e prosciuttifici e infine l’Unione nazionale associazioni produttori suini (U.N.A.PRO.S.) che rappresenta gli allevatori. Possiamo dire che i proprietari di questo organismo di controllo – autorizzato dal ministero per le Politiche agricole alimentari e forestali e turismo, ai sensi del Regolamento (CEE) n. 2081/92 – sono gli stessi soggetti che devono essere controllati. Siamo di fronte a un conflitto di interessi talmente palese da risultare imbarazzante. Per rendersi conto di quanto sia strana la situazione, basta ricordare che l’Istituto Parma Qualità è stato commissariato due volte negli ultimi 12 mesi, per un totale di 9 mesi. Il primo provvedimento è stato deciso dal Mipaaft, dopo la scoperta che negli ultimi anni erano stati commercializzati e venduti oltre un milione di falsi prosciutti Dop. Il secondo provvedimento di 3 mesi è stato deciso da Accredia (organismo che accredita e supervisiona l’operato di tutti gli enti di certificazione) per la sparizione di alcuni verbali. L’altro ente di certificazione su cui focalizzare l’attenzione è l’Ifcq certificazione (Istituto friulano controllo qualità) che deve avallare la bontà e la qualità del prosciutto crudo di San Daniele. Questo organismo ha come soci proprietari principali lo stesso Consorzio del prosciutto di San Daniele e Assica che raggruppa macellatori e prosciuttifici. Anche in questo caso la vicinanza e la sovrapposizione di interessi tra controllori e controllati è alquanto sospetta, tanto che l’Ifcq certificazione nel 2018 è stato commissariato per 6 mesi dal Mipaaft, per motivi analoghi a quelli che hanno provocato lo scandalo di Prosciuttopoli rivelato da Il Fatto Alimentare un anno fa.
sabato 8 giugno 2019
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Quote latte, il gip: «Dati falsi, politici inerti e conniventi»

DISPOSITIVO-CHOC DEL TRIBUNALE DI ROMA. L’inchiesta era partita in seguito alle risultanze della commissione ministeriale voluta nel 2009 dall’allora ministro Luca Zaia. VENEZIA«I dati posti a fondamento delle quote latte in Italia sono non veritieri in quanto fondati su autodichiarazioni spesso false e su un sistema di calcolo errato». Peggio ancora: «La falsità dei dati è nota a tutte le autorità amministrative e politiche, rimaste consapevolmente inerti per vent’anni per evitare di scontentare singole corporazioni o singoli centri di interesse, così determinando ingenti danni allo Stato italiano che ha pagato le multe e agli allevatori-produttori che fino a oggi hanno rispettato le regole». Sono alcuni passi del provvedimento - durissimo - pubblicato martedì ed emesso dal giudice per le indagini preliminari di Roma, Paola Nicola, con il quale si archivia il procedimento avviato dalla procura capitolina che ipotizzava reati che andavano dall’abuso d’ufficio alla truffa, fino all’associazione per delinquere.
venerdì 7 giugno 2019
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Storia dell’autonomia operaia vicentina, una recensione di Giovanni Iozzoli - "www.carmillaonline.com"

Donato Tagliapietra, Gli autonomi. Volume V. L’Autonomia operaia vicentina dalla rivolta di Valdagno alla repressione di Thiene, Edizioni DeriveApprodi, Roma, 2019, pp. 256, € 19,00 A voler spiegare come si scrive un testo documentato e rigoroso, su un frammento dei nostri anni ’70, senza melanconie memorialistiche e narcisismi biografici, il quinto volume della serie “Gli autonomi” potrebbe essere citato come esempio virtuoso. Il libro, dedicato all’esperienza del movimento autonomo nell’alto vicentino – una perimetrazione solo apparentemente marginale, in realtà ricca di implicazioni e connessioni generali –, è scritto “al presente”: niente nostalgie, niente autocompiacimento, meno che mai dissociazione. L’autore non fa mai astrazione dal suo punto di osservazione naturale: la durezza spigolosa e inafferrabile dei tempi d’oggi.
venerdì 7 giugno 2019
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