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Un Mario vale l'altro? Intervista a Christian Marazzi.

Intervista di Giuseppe Molinari all’economista Christian Marazzi sull’attuale fase politica Si fa presto a dire che la nomina di Draghi rappresenta un’edizione aggiornata del governo «lacrime e sangue» di Mario Monti. Già nei tuoi precedenti interventi ci invitavi a guardare anche alle discontinuità nell’approccio dei governi e delle istituzioni finanziarie alla gestione della crisi. Si delinea un «nuovo corso» in cui le politiche fiscali di intervento pubblico, coniugandosi con le politiche monetarie espansive, riacquistano sempre più importanza. La nomina di Draghi e, ancora prima, l’approvazione del Next Generation EU, si iscrivono in questo contesto. Ovviamente, ci sono alcuni elementi che ritornano nella scelta di Draghi: così come nel 2011, viene nominato un «governo tecnico», «un governo dei competenti» per sanare le insufficienze della politica e per incolonnare l’Italia all’interno di un determinato paradigma. In questo caso, però, probabilmente il governo Draghi non sarà chiamato soltanto ad imporre l’austerity ma a definire un piano di spesa per i fondi che arriveranno. Cosa ne pensi? Inizio con una premessa: questo nuovo governo certifica il collasso della rappresentanza. È un discorso che ci siamo fatti già da qualche anno, ma è avvenuto in un modo per certi versi inimmaginabile, per i partiti sarebbe stato difficile fare peggio di così. È l’attestazione di un problema serio nella società. Per quanto riguarda il governo Draghi e il Recovery Fund, sono d’accordo con quanto hanno scritto economisti come Emiliano Brancaccio e Riccardo Realfonzo o Andrea Fumagalli, su questa sorta di narrazione« tecno-keynesiana» ̶ secondo la quale Draghi, a differenza dei suoi predecessori, è chiamato a spendere piuttosto che a tagliare. Gli autori citati ci dicono che guardando dentro al pacchetto di misure e ai 209 miliardi che cascano dal cielo europeo, le cose potrebbero mettersi in una prospettiva assai diversa rispetto a quanto ci viene proposto. Per prima cosa, 127 miliardi dei 209 previsti sono prestiti che possono generare risparmi sulla base dello spread tra interessi nazionali ed europei; seguendo i calcoli che ho visto, il risparmio potrebbe ammontare a 4 miliardi l’anno. I restanti 82 miliardi di sovvenzioni vanno messi a confronto con i contributi italiani all’Unione Europea, pari a 40 mld. Per cui, al netto dei contributi, restano 42 mld totali, equivalenti a 7 mld l’anno che, se confrontati con la perdita di 160 mld di Pil nel 2020 causata dalla crisi pandemica, sono ben poca cosa.
martedì 2 marzo 2021
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Coldiretti, AIA e il vitello d’oro. L’operazione AIA 2, alias FEDANA.

Il cerchio magico di Coldiretti, AIA e il vitello d’oro. (1) Il saccheggio del sistema allevamento in Italia prosegue con l’operazione FEDANA, alias AIA 2. Alcuni gruppi di allevatori italiani resistono a un tentativo di golpe volto a usurpare i loro tesori, anche nelle sedi giudiziarie e nelle piazze. In attesa di un’inchiesta della magistratura inquirente. #VanghePulite.
lunedì 1 marzo 2021
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Nextalia sgr, il nuovo tentacolo di Coldiretti nell’alta finanza.

Il cerchio magico di Coldiretti allunga un nuovo tentacolo sull’alta finanza con Nextalia sgr. Una società di gestione del risparmio, costituita il 12.2.21 assieme ai colossi bancari e assicurativi. Il primo sindacato agricolo estende così il proprio potere trasversale nei gangli dorati della società italiana. Dopo le assicurazioni (Agrifides Srl), la consulenza e mediazione creditizia (Simec Srl), l’immobiliare (Ger.Cam. Srl) e altre attività sempre più lontane dalla propria teorica funzione. (1) Nextalia sgr, il nuovo tentacolo di Coldiretti nell’alta finanza Nextalia sgr è stata costituita a Milano, il 12.2.21, da Canzonieri Holding S.r.l., Intesa Sanpaolo S.p.A., UnipolSai Assicurazioni S.p.A., Micheli Associati S.r.l. e la Confederazione nazionale Coldiretti. Rappresentata, nell’occasione, dal suo re Mida Raffaele Grandolini. (1) La nuova società si occuperà di: a) gestione collettiva del risparmio, attraverso – gestione del patrimonio di fondi comuni di investimento di tipo chiuso, riservati a investitori professionali, – fondi di investimento da essa istituiti, b) gestione di portafogli di investimento per conto terzi, c) servizi di consulenza in materia di investimenti in strumenti finanziari.
giovedì 25 febbraio 2021
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Ultime ore per ordinare ad AltrAgricoltura Nord Est i prodotti della campagna

Care e cari tutti, c’è tempo fino a domani, GIOVEDI 25 FEBBRAIO ore 20:00, per prenotare i prodotti della campagna “S.O.S. ROSARNO”. Per effettuare l’ordine scegliete gli agrumi dalla lista di seguito proposta ed inviate una mail di prenotazione a infogas@altragricolturanordest.it , entro le ore 20:00 di GIOVEDì 25 FEBBRAIO - oppure telefonate allo 049 7380587
mercoledì 24 febbraio 2021
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Arance, come riconoscere quelle trattate con pesticidi e cere.

“Buccia non edibile”. “Frutta rivestita di cera (E914, E904)”. “Trattamento con imazalil“. Mai come in questo periodo – in piena stagione di arance – le etichette sulle reti possono dirci molto. Ad esempio se le arance che stiamo per scegliere sono state trattate, una volta raccolte, con cere per renderle più lucenti e durare più a lungo. In alcuni casi però vengono usati pesticidi, nello specifico fungicidi come il tiabendazolo e l’imazalil, con funzione di additivi conservanti. Il Regolamento 1129/2011 ammette infatti l’utilizzo di una serie di agenti di rivestimento per gli agrumi, in particolare cere naturali e di sintesi, lasciando campo libero anche all’impiego di fungicidi come il tiabendazolo e l’imazalil non più come additivi ma autorizzati in post raccolta come fungicidi e antiparassitari per aumentare la conservabilità del frutto. L’impiego di questi fitofarmaci e additivi fa scattare l’obbligo di indicarli in etichetta e di specificare “Buccia non edibile”. Sui frutti venduti sfusi tali indicazioni devono essere riportate sulla cassetta utilizzata per il trasporto. Un vero e proprio limite della legge che andrebbe sanato estendendo l’obbligo di indicare i trattamenti almeno sui cartellini di vendita. Sappiamo da esperienza che nella stragrande maggioranza dei casi i punti vendita disattendono l’obbligo anche sulle cassette: un vero problema per la sicurezza alimentare, visto che la buccia di limoni ma anche delle arance spesso viene utilizzata in cucina. Sugli agrumi biologici sono vietati i trattamenti pre e post raccolta.
lunedì 22 febbraio 2021
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Cacao amaro: otto bambini lavoratori denunciano le multinazionali.

Quanto costa davvero il cacao? Storie di sfruttamento ed estrema povertà nei campi di cacao africani Il cioccolato è per noi simbolo di piacere, uno sfizio che ci concediamo per coccolarci un po’, un regalo per le occasioni speciali come San Valentino o a Natale. Per i nostri bambini una golosità a cui difficilmente riescono a rinunciare. Ci sono però bambini nel mondo per i quali il cioccolato ha tutto un altro sapore, molto meno dolce. Lo testimoniano anche otto giovani adulti africani originari del Mali che hanno deciso di denunciare le più grandi multinazionali del cacao (Nestle, Cargill, Mars,...) per aver tratto vantaggio dal traffico di minori e dallo sfruttamento del lavoro minorile. Sostenuti dall’organizzazione per i diritti umani IRA (International Rights Advocates) hanno presentato una class action unica nel suo genere, basata sul Trafficking Victim Reauthorization Act, una legge statunitense secondo la quale le vittime di tratta possono citare in giudizio le aziende che ne beneficiano. Questi otto lavoratori hanno dichiarato di essere stati vittime di traffico minorile al confine fra Mali e Costa d’Avorio e forzati a lavorare nei campi di cacao a vantaggio di molte delle compagnie denunciate in giudizio.
domenica 21 febbraio 2021
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Il mutualismo delle origini tra resilienza e resistenza.

Con questa intervista di Antonio Alia a Maria Grazia Meriggi (pubblicata il 17 marzo 2016 su «Commonware») intendiamo (n.d.r.: machina-deriveapprodi)aprire una serie di interventi sul tema del mutualismo, o meglio del neomutualismo, che ha visto impegnata in questo ultimo anno di pandemia in molte parti del paese una rete significativa di situazioni collettive. Volontariato, volontarismo, nuove modalità della militanza, aspirazioni alla costruzione di «egemonia sociale» sono tematiche sulle quali crediamo quindi opportuno aprire un’ampia e articolata discussione.
domenica 21 febbraio 2021
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L’invasione del miele adulterato cinese. Le frodi sono difficilissime da identificare.

È molto difficile da individuare, ma sta compromettendo l’attività di migliaia di apicoltori in tutto il mondo, soprattutto nei paesi più poveri, dove mancano le grandi aziende in grado di reggere una concorrenza così sleale. Il miele adulterato con zuccheri – in estrema sintesi, miele diluito con sciroppi vari, principalmente derivanti dal riso, dal mais e dalla barbabietola – cinese (ma non solo), grazie ai prezzi stracciati sta distorcendo il mercato. A raccontare che cosa rappresenta, oggi, questo prodotto, è Wired, che in un lungo articolo parte dalle storie dei piccoli apicoltori messicani, ai quali 5 anni fa un chilogrammo di miele biologico e raccolto da un circuito fair trade veniva pagato 47 pesos (poco meno di 2 euro), mentre oggi solo 35 pesos, un prezzo che non basta a coprire i costi e che per questo costringe molti ad abbandonare le arnie. Alcuni di questi apicoltori, però, non si sono dati per vinti, e hanno iniziato ad analizzare il miele della grande distribuzione, e a lanciare una campagna internazionale affinché in molti facciano lo stesso.
giovedì 18 febbraio 2021
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Parchi eolici: strage di vacche in Francia. E in Italia?

Le turbine eoliche possono uccidere. Uccidere ed arrecare danni ad esseri viventi, e più in generale all’ambiente. Lo farebbe pensare la vicenda che vede contrapposti da un lato due allevamenti della Loira, in Francia, e dall’altro la Abo Wind, titolare del parco eolico “Quatre Seigneurs“ (Quattro Signori) di Nozay, 43 chilometri a nord di Nantes, e la tedesca Kgal che quell’impianto realizzò, nel 2012. Da allora, nei due allevamenti sono stati registrati insoliti comportamenti nelle vacche al pascolo, una riduzione della loro produttività, problemi nella caseificazione e, via via nel tempo, la morte di ben quattrocento capi. Davvero troppo per non suscitare comprensibili sospetti, eseguire delle perizie (oltre trenta, sulla presenza di campi elettrici ed elettromagnetici, oltre agli accertamenti veterinari) e protrarre nel tempo tutte le azioni possibili, al fine di giungere a capo del problema.
giovedì 18 febbraio 2021
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Cosa ci racconta la mappatura mondiale del lievito madre? Uno studio ha analizzato circa 500 campioni da 4 continenti.

Il lievito madre è stato uno dei grandi protagonisti della prima ondata della pandemia e dei primi lockdown, soprattutto in Italia. La voglia, la necessità, la curiosità di preparare il pane (e altri prodotti simili da forno) in casa ha conquistato tanti italiani. Ma in realtà di lieviti madre non ne esiste uno solo: si può dire che ciascuno abbia il suo. Questo, almeno, è quanto emerge da una delle più grandi e curiose mappature mai effettuate, pubblicata su ELife dai ricercatori dell’Università del North Carolina, dal quale emerge appunto che quasi ogni campione ha una composizione diversa, e in certi casi si tratta di differenze sostanziali.
giovedì 18 febbraio 2021
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