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11 APRILE, IL MOVIMENTO NO TAV RESISTE AGLI ESPROPRI .

Doveva essere una giornata di primavera, invece fra neve e fango è iniziata una fase fondamentale dell'esproprio dei terreni per la Tav Torino - Lione. L'intera zona è ultramilitarizzata ma la resistenza non si è fermata con iniziative di solidarietà fino a Palermo. Giornata di lotta e di repressione questa mattina in Val di Susa. In mattinata i No Tav hanno organizzato due presidi, uno alla Clarea e l’altro al ponte della centrale di Chiomonte, all’esterno della recinzione di quella che era chiamata “Libera Repubblica della Maddalena” ormai occupata da centinaia e centinaia di militari. «Hanno iniziato quelle che chiamano “procedure di occupazione temporanea dei terreni – racconta Ezio Locatelli, segretario provinciale del Prc di Torino – Sono 39 particelle di terreno, alcuni ettari, per circa 80 proprietari. Hanno iniziato ma non termineranno oggi.
mercoledì 11 aprile 2012
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"CAZZI VOSTRI"

DI ASCANIO CELESTINI - Cittadini – lasciate che vi chiami così anche se tutti sappiamo che siete servi, schiavi, sudditi – però voglio chiamarvi cittadini per non umiliarvi inutilmente. Dunque: cittadini, noi siamo la classe padronale al governo e c’abbiamo ‘na grave responsabilità: dobbiamo dirvi che c’è una grossissima crisi – irreversibile: non possiamo darvi speranze. Be’, intanto noi vi mandavamo in miniera, vi riempivamo i polmoni di biossido di silicico; voi crepavate, però vostra moglie otteneva la reversibilità della pensione: però, oggi, questo non ve lo potete più permettere. Cittadini, un tempo vi mandavamo in fabbrica; noi vi facevamo lavorare quattro, cinque, sei, sette, otto, anche nove ore; sapevamo che dopo quattro ore avevate prodotto tanto quanto bastava per far vivere dignitosamente tanto voi quanto noi; ma noi vi sfruttavamo in fabbrica e utilizzavamo il vostro plus-lavoro per ottenere un plus-valore che ci intascavamo alla faccia vostra. Però vi davamo la tredicesima, è vero o no? Vi ci compravate il televisore, con il quale poi noi vi indottrinavamo e vi imbrogliavamo anche a distanza. Però la televisione è una bella cosa, e anche la tredicesima. Ecco, oggi voi ve la potete anche sognare, la tredicesima. Cittadini, un tempo noi vi mandavamo in guerra per il nostro tornaconto, e voi ci andavate e morivate, però noi vi facevamo il funerale di Stato. Ma quant’è bello il funerale di Stato! Io, quando vado ai funerali ai Stato, vedo tutte quelle bandiere, l’inno – me pare de sta’ alla partita: passa il feretro, il morto, e io sto lì a fare “alé-ohò”. Ebbene: oggi, se andate a crepare in guerra per noi, manco il funerale otterrete. Cittadini, un tempo noi vi soffocavamo, ma di tanto in tanto vi facevamo riprendere aria. Adesso vi strozzeremo e basta, punto.
martedì 10 aprile 2012
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Val di Susa, via agli espropri. I No Tav: “Hanno distrutto il nostro territorio”

Appezzamenti di terreno irriconoscibili, castagni centenari abbattuti, muretti a secco divelti. È questo lo scenario al quale ha dovuto assistere chi possiede un pezzo di terra nella zona del cantiere di Chiomonte in Val Di Susa. Dopo gli sgomberi cominciati lo scorso giugno, ieri le autorità hanno formalizzato gli espropri dei terreni che compongono l’area dove sarà scavato il tunnel geognostico per la linea ad alta velocità più contestata d’Italia. Come c’era d’aspettarsi i No Tav non sono stati a guardare e da Milano a Roma, passando ovviamente per le montagne valsusine, è stato un rincorrersi di azioni, flash-mob e occupazioni di strade e ferrovie per contestare quello che è considerato “l’avvallo legale dell’occupazione militare di un territorio da parte dello Stato”. Come a Milano con la protesta nella filiale di piazzale Loreto di banca Intesa e poi a Genova dove sono state occupate le sedi del Pd e della Rai, in Calabria è stato bloccato un Eurostar e a Palermo dove si sono registrati degli scontri con la polizia davanti alla stazione centrale.
martedì 10 aprile 2012
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La Fornero chiude un sito. Il delirio e la censura.

E’ un provvedimento di una gravità inaudita e senza precedenti quello con il quale il Ministro del Lavoro ha ordinato alla Direzione Provinciale del lavoro di Modena l’immediata chiusura del proprio sito internet. “Al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo anche per quanto attiene agli Uffici territoriali, si chiede alle SS.LL. di provvedere alla immediata chiusura del sito internet www.dplmodena.it“. E’ questo il contenuto della nota che il Segretario generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha indirizzato lo scorso 5 aprile all’ufficio territoriale del proprio Ministero.
domenica 8 aprile 2012
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Un pozzo senza fondo: i 90 F-35 costeranno oltre 10 miliardi di euro.

La crisi economica, ha documentato il Censis, ha colpito in Italia soprattutto i giovani, un milione dei quali ha perso il lavoro negli ultimi tre anni. Tranquilli, perché al loro futuro ci pensa la Lockheed Martin: «Proteggere le generazioni di domani - assicura nella sua pubblicità - significa impegnarsi per la quinta generazione di oggi». Si riferisce all'F-35 Lightning II, «l'unico velivolo di quinta generazione in grado di garantire la sicurezza delle nuove generazioni». Sono stati dunque lungimiranti i governi che hanno deciso di far partecipare l'Italia alla realizzazione di questo caccia (prima denominato Joint Strike Fighter) della statunitense Lockheed Martin. Con il sostegno di uno schieramento bipartisan, il primo memorandum d'intesa venne firmato al Pentagono nel 1998 dal governo D'Alema; il secondo, nel 2002, dal governo Berlusconi; il terzo, nel 2007, dal governo Prodi. E nel 2009 è stato di nuovo un governo Berlusconi a deliberare l'acquisto di 131 caccia che, a onor del vero, era già stato deciso dal governo Prodi.
sabato 7 aprile 2012
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"Quello che deve essere detto" La Poesia di Gunter Grass che tanto ha irritato Israele.

Questa poesia da alcuni giorni sta facendo esplodere polemiche in mezzo mondo. Si accusa il premio nobel per la letteratura di aver scritto versi antisemiti, filoiraniani, antioccidentali. Forse andrebbero letti e sentiti bene, prima di affidarsi alle condanne preventive.
sabato 7 aprile 2012
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"Il debito non lo paghiamo". In Irlanda è rivolta fiscale.

In Irlanda è rivolta fiscale. Migliaia di irlandesi sono scesi in strada sabato per protestare contro le nuove misure di austerità e i rincari fiscali. E la nuova tassa sulla casa è stata rispedita al mittente da metà della popolazione. La corda si è spezzata. Mentre si assiste al crollo dei prezzi immobiliari, ai fallimenti a catena di aziende e banche, e imperversa disoccupazione e povertà, i cittadini irlandesi hanno deciso di provare a liberarsi dal ricatto dell’economia finanziaria che ha messo sulle loro spalle un prestito di novanta miliardi di dollari di Fmi e Ue.
mercoledì 4 aprile 2012
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Chi salverà l’Europa dall’euro?

Dopo gli articoli apparsi sull’Economist e sul Washington Post e il reportage di Repubblica, è cresciuto l’interesse per l’economia ‘neo-cartalista’, nota anche con l’acronimo MMT (Modern Monetary Theory). Qui vorrei proporre ai lettori diEconomia e Politica una sintesi dei concetti principali di questo approccio ‘eterodosso’ per ricavarne alcune ricette per l’Europa, in alternativa alla visione che domina il dibattito in corso, e che si può riassumere più o meno così: La crisi dell’euro non è un problema della moneta unica europea, che invece ha dimostrato di mantenere stabile il proprio potere d’acquisto interno ed estero, grazie alla BCE. È piuttosto un problema di alcuni stati che hanno fallito su due fronti: la competitività e l’equilibrio dei conti pubblici. In altre parole, se fossimo tutti come la Germania l’area dell’euro godrebbe di ottima salute. Per quei paesi che hanno fallito, e che possono ancora rimboccarsi le maniche per evitare di uscire dall’euro, la ricetta è una sola: austerità e riforme strutturali, e quindi sacrifici fino a quando le riforme non daranno i loro frutti. È un cammino non breve, né facile, ma è l’unico percorribile: solo riducendo sprechi e costi di produzione (anche attraverso una minor tutela del lavoro dipendente) si riacquisterà la competitività che consentirà di creare nuovi posti di lavoro. Secondo la MMT, le ragioni della crisi non sono affatto queste, né le ricette sul tavolo dell’Europa (e dell’Italia) hanno una qualche possibilità di successo. E in considerazione del fatto che l’Europa, tra summit, annunci della BCE e nuovi trattati, entra ormai nel terzo anno della “sua” crisi, può essere utile esaminare alcune proposizioni neo-cartaliste e valutare le proposte per l’Europa che se ne possono trarre. Si tratta, d’altra parte, di proposte condivise da un più ampio fronte di economisti di formazione keynesiana e postkeynesiana, con i quali la MMT condivide alcuni principi di fondo.
domenica 1 aprile 2012
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Sul fronte africano della base di Vicenza.

Torneranno presto nell'inferno afghano i soldati Usa di stanza a Vicenza. Il Dipartimento della difesa ha reso noto che a partire della primavera 2012, due brigate di Us Army verranno inviate in Afghanistan per sostituire alcuni reparti impegnati da mesi nelle operazioni di guerra. Si tratta della 173ma brigata aviotrasportata attualmente ospitata a Camp Ederle (Vicenza) e della 12th Combat Aviation Brigade di Katterbach, Germania. In vista della nuova missione, oltre 3.600 uomini della 173ma brigata hanno completato un complesso ciclo addestrativo nel poligono tedesco di Hohenfels. Saranno invece 2.400 gli uomini della 12ma brigata da combattimento di US Army che raggiungeranno l'Afghanistan. I militari Usa di Vicenza sono impegnati pure in due sanguinosi fronti di guerra del continente africano: in Somalia, in qualità di consiglieri della forza multinazionale dell'Unione africana intervenuta contro le milizie degli shebab; in Uganda, nella guerra scatenata contro gli ultimi gruppi ribelli del Lord's Resistance Army di Joseph Kony.
sabato 31 marzo 2012
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Lotta al carovita, assolti attivisti e sindacalisti di un blitz al centro commerciale.

Il 6 novembre del 2004, circa duecento attivisti dei movimenti sociali e dei sindacati di base, diedero vita ad una clamorosa azione di protesta contro il carovita entrando in massa nel grande supermercato Panorama nella zona popolare della Tiburtina. Bloccarono le casse megafonando tra i vari reparti del supermecato, mentre si avviava una trattativa con il direttore per spiegarli il senso dell'azione e invitarla ad abbassare i prezzi per quel giorno e mandare così un segnale di “allarme” sulla crisi delle famiglie che causa del carovita non arrivavano alla famigerata “quarta settimana” del mese. Alcuni carrelli furono portati fuori dalle casse ma – emblematicamente – i clienti del supermercato, soprattutto anziani e pensionati, non si fecero pregare per portarsi a casa soprattutto generi alimentari. Nel pomeriggio, mentre una manifestazione nazionale per il reddito e contro la precarietà percorreva le strade della capitale, una azione analoga si svolse alla libreria Feltrinelli di Largo Torre Argentina, ma stavolta oggetto dell'azione di protesta non erano stati i pacchi di pasta o le bottiglie di olio d'oliva ma i libri.
venerdì 30 marzo 2012
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