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La Fornero chiude un sito. Il delirio e la censura.

E’ un provvedimento di una gravità inaudita e senza precedenti quello con il quale il Ministro del Lavoro ha ordinato alla Direzione Provinciale del lavoro di Modena l’immediata chiusura del proprio sito internet. “Al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo anche per quanto attiene agli Uffici territoriali, si chiede alle SS.LL. di provvedere alla immediata chiusura del sito internet www.dplmodena.it“. E’ questo il contenuto della nota che il Segretario generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha indirizzato lo scorso 5 aprile all’ufficio territoriale del proprio Ministero.
domenica 8 aprile 2012
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Un pozzo senza fondo: i 90 F-35 costeranno oltre 10 miliardi di euro.

La crisi economica, ha documentato il Censis, ha colpito in Italia soprattutto i giovani, un milione dei quali ha perso il lavoro negli ultimi tre anni. Tranquilli, perché al loro futuro ci pensa la Lockheed Martin: «Proteggere le generazioni di domani - assicura nella sua pubblicità - significa impegnarsi per la quinta generazione di oggi». Si riferisce all'F-35 Lightning II, «l'unico velivolo di quinta generazione in grado di garantire la sicurezza delle nuove generazioni». Sono stati dunque lungimiranti i governi che hanno deciso di far partecipare l'Italia alla realizzazione di questo caccia (prima denominato Joint Strike Fighter) della statunitense Lockheed Martin. Con il sostegno di uno schieramento bipartisan, il primo memorandum d'intesa venne firmato al Pentagono nel 1998 dal governo D'Alema; il secondo, nel 2002, dal governo Berlusconi; il terzo, nel 2007, dal governo Prodi. E nel 2009 è stato di nuovo un governo Berlusconi a deliberare l'acquisto di 131 caccia che, a onor del vero, era già stato deciso dal governo Prodi.
sabato 7 aprile 2012
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"Quello che deve essere detto" La Poesia di Gunter Grass che tanto ha irritato Israele.

Questa poesia da alcuni giorni sta facendo esplodere polemiche in mezzo mondo. Si accusa il premio nobel per la letteratura di aver scritto versi antisemiti, filoiraniani, antioccidentali. Forse andrebbero letti e sentiti bene, prima di affidarsi alle condanne preventive.
sabato 7 aprile 2012
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"Il debito non lo paghiamo". In Irlanda è rivolta fiscale.

In Irlanda è rivolta fiscale. Migliaia di irlandesi sono scesi in strada sabato per protestare contro le nuove misure di austerità e i rincari fiscali. E la nuova tassa sulla casa è stata rispedita al mittente da metà della popolazione. La corda si è spezzata. Mentre si assiste al crollo dei prezzi immobiliari, ai fallimenti a catena di aziende e banche, e imperversa disoccupazione e povertà, i cittadini irlandesi hanno deciso di provare a liberarsi dal ricatto dell’economia finanziaria che ha messo sulle loro spalle un prestito di novanta miliardi di dollari di Fmi e Ue.
mercoledì 4 aprile 2012
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Chi salverà l’Europa dall’euro?

Dopo gli articoli apparsi sull’Economist e sul Washington Post e il reportage di Repubblica, è cresciuto l’interesse per l’economia ‘neo-cartalista’, nota anche con l’acronimo MMT (Modern Monetary Theory). Qui vorrei proporre ai lettori diEconomia e Politica una sintesi dei concetti principali di questo approccio ‘eterodosso’ per ricavarne alcune ricette per l’Europa, in alternativa alla visione che domina il dibattito in corso, e che si può riassumere più o meno così: La crisi dell’euro non è un problema della moneta unica europea, che invece ha dimostrato di mantenere stabile il proprio potere d’acquisto interno ed estero, grazie alla BCE. È piuttosto un problema di alcuni stati che hanno fallito su due fronti: la competitività e l’equilibrio dei conti pubblici. In altre parole, se fossimo tutti come la Germania l’area dell’euro godrebbe di ottima salute. Per quei paesi che hanno fallito, e che possono ancora rimboccarsi le maniche per evitare di uscire dall’euro, la ricetta è una sola: austerità e riforme strutturali, e quindi sacrifici fino a quando le riforme non daranno i loro frutti. È un cammino non breve, né facile, ma è l’unico percorribile: solo riducendo sprechi e costi di produzione (anche attraverso una minor tutela del lavoro dipendente) si riacquisterà la competitività che consentirà di creare nuovi posti di lavoro. Secondo la MMT, le ragioni della crisi non sono affatto queste, né le ricette sul tavolo dell’Europa (e dell’Italia) hanno una qualche possibilità di successo. E in considerazione del fatto che l’Europa, tra summit, annunci della BCE e nuovi trattati, entra ormai nel terzo anno della “sua” crisi, può essere utile esaminare alcune proposizioni neo-cartaliste e valutare le proposte per l’Europa che se ne possono trarre. Si tratta, d’altra parte, di proposte condivise da un più ampio fronte di economisti di formazione keynesiana e postkeynesiana, con i quali la MMT condivide alcuni principi di fondo.
domenica 1 aprile 2012
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Sul fronte africano della base di Vicenza.

Torneranno presto nell'inferno afghano i soldati Usa di stanza a Vicenza. Il Dipartimento della difesa ha reso noto che a partire della primavera 2012, due brigate di Us Army verranno inviate in Afghanistan per sostituire alcuni reparti impegnati da mesi nelle operazioni di guerra. Si tratta della 173ma brigata aviotrasportata attualmente ospitata a Camp Ederle (Vicenza) e della 12th Combat Aviation Brigade di Katterbach, Germania. In vista della nuova missione, oltre 3.600 uomini della 173ma brigata hanno completato un complesso ciclo addestrativo nel poligono tedesco di Hohenfels. Saranno invece 2.400 gli uomini della 12ma brigata da combattimento di US Army che raggiungeranno l'Afghanistan. I militari Usa di Vicenza sono impegnati pure in due sanguinosi fronti di guerra del continente africano: in Somalia, in qualità di consiglieri della forza multinazionale dell'Unione africana intervenuta contro le milizie degli shebab; in Uganda, nella guerra scatenata contro gli ultimi gruppi ribelli del Lord's Resistance Army di Joseph Kony.
sabato 31 marzo 2012
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Lotta al carovita, assolti attivisti e sindacalisti di un blitz al centro commerciale.

Il 6 novembre del 2004, circa duecento attivisti dei movimenti sociali e dei sindacati di base, diedero vita ad una clamorosa azione di protesta contro il carovita entrando in massa nel grande supermercato Panorama nella zona popolare della Tiburtina. Bloccarono le casse megafonando tra i vari reparti del supermecato, mentre si avviava una trattativa con il direttore per spiegarli il senso dell'azione e invitarla ad abbassare i prezzi per quel giorno e mandare così un segnale di “allarme” sulla crisi delle famiglie che causa del carovita non arrivavano alla famigerata “quarta settimana” del mese. Alcuni carrelli furono portati fuori dalle casse ma – emblematicamente – i clienti del supermercato, soprattutto anziani e pensionati, non si fecero pregare per portarsi a casa soprattutto generi alimentari. Nel pomeriggio, mentre una manifestazione nazionale per il reddito e contro la precarietà percorreva le strade della capitale, una azione analoga si svolse alla libreria Feltrinelli di Largo Torre Argentina, ma stavolta oggetto dell'azione di protesta non erano stati i pacchi di pasta o le bottiglie di olio d'oliva ma i libri.
venerdì 30 marzo 2012
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La Città senza chiavi

Ultimo atto annunciato dell’amministrazione capitolina per liquidare l’esperienza della Città dell’Altra Economia nell’ex Foro Boario. Il Comune fissa, infatti, un nuovo ultimatum di riconsegna delle chiavi dei locali alle imprese del Consorzio che gestisce da quattro anni i 3.500 metri quadrati del Campo Boario di Testaccio dopo la vittoria di un regolare bando pubblico. Invece del sostegno alla creazione di un consorzio permanente di gestione dello spazio, come prevedeva quell’atto pubblico, le imprese, che si occupano di agricoltura biologica, commercio equo e solidale, energie rinnovabili, riuso e riciclo, turismo responsabile, finanza etica e comunicazione aperta ricevono il benservito, cui reagiscono con una tre giorni di mobilitazione che fino a domenica 1 aprile le porterà negli spazi dell’ex mattatoio a discutere e praticare un’altra economia indignata per la capitale con incontri, assemblee, laboratori e concerti.
giovedì 29 marzo 2012
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Ma l’altra economia è un movimento?

Parafrasando la canzone «L’avvelenata» di Francesco Guccini, verrebbe da chiedersi: perché in questi anni le tante esperienze sociali di altra economia di Roma e del Lazio non hanno costruito assieme un vero movimento di alternativa? Un movimento capace di opporsi alle scelte neoliberiste scellerate imposte da amministrazioni e imprese Perché prevale la frammentazione rispetto all’aggressione subita come cittadini e come organizzazioni sociali? Eppure è sotto gli occhi di tutti che questo progetto di «città» è stato pensato per favorire l’espansione illimitata dei poteri economici speculativi tradizionali come l’edilizia, la finanza con la connivenza di buona parte della politica romana. Occorre capire il perché di questo «silenzio assordante» nei confronti di un progetto di economia urbana che non ha nulla da condividere con le «narrazioni» e le «pratiche» portate avanti dal variegato universo dell’economia sociale e solidale.
giovedì 29 marzo 2012
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Colombia: l'ENEL e la diga El Quimbo.

Nella regione di Huila, Colombia centromeridionale, il megaprogetto per la centrale idroelettrica di El Quimbo contrappone da mesi le popolazioni locali al governo del conservatore Juan Manuel Santos e alla multinazionale italiana Enel, partecipata al 31% dal nostro Ministero dell'Economia, quindi dallo stato italiano. Questo caso, come molti altri in America Latina, ricorda da vicino la situazione vissuta in Val di Susa da oltre vent'anni. Un progetto caro, programmato da tempo, che si deve fare ormai "ad ogni costo" e "perché sì", con gli abitanti del luogo (e non solo) che si oppongono e subiscono le vessazioni dell'autorità e la scarsa chiarezza da parte della compagnia - in questo caso una multinazionale italo-spagnola dell'energia con grossi interessi in Colombia e in Sudamerica - su compensazioni e impatti ambientali.
sabato 24 marzo 2012
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