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Braccianti strozzati. Tra pressione fiscale e malavita rurale, agricoltura all’asta.

Correva l’anno 1982, e la Puglia, per la quantità, e l’apprezzabilità delle sue produzioni agricole, era chiamata la California d’Italia. Trent’anni dopo, centinaia di miglia di ceppi di piante lasciate agonizzare, bocche delle condotte d’acqua arrugginite, e numerosi terreni all’asta, mostrano il volto agricolo della recessione. Una crisi che investe l’intero comparto, in tutto il territorio pugliese: la Capitanata per la raccolta del pomodoro, il barese per i frutteti, il tarantino per l’uva da tavola. Basta dare un’occhiata all’albo degli avvisi giudiziari, per rendersene conto. Sono all’incanto, infatti, più di mille terreni destinati a coltivazioni o allevamenti, quasi seicento nella sola provincia di Taranto. Ed è la zona occidentale, l’area della Conca d’oro, sull’asse che da Massafra arriva fino all’agro metapontino, quella più in difficoltà. Dove si produce il cento per cento degli agrumi pugliesi e il sessanta per cento dell’uva da tavola, molti contadini ora stanno abbandonando la terra e svendendo i terreni. Cessioni imposte, in massima parte, dall’impossibilità di onorare gli impegni con Inps e banche, o di assolvere alla corresponsione dei debiti verso Equitalia. Agricoltori strozzati, dunque, dalla pressione fiscale. Ma non solo.
mercoledì 28 novembre 2012
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Calabria, braccianti vittime di una ferrovia medievale.

Il giorno dopo la strage l'attenzione si concentra sui passaggi a livello affidati a privati. In effetti la Calabria ne è piena. Ma si tratta di un ballon d'essai. Uno specchietto per le allodole che nasconde il vero problema. Lo stato medievale in cui versa il sistema ferroviario nella punta dello Stivale e, segnatamente, quello della costa jonica. L'ecatombe di braccianti romeni, travolti dal regionale Metaponto-Reggio, nell'agro rossanese, non è stata, infatti, una casualità. Ma una tragedia, purtroppo, attesa a queste latitudini. E non è cavillando sulla normativa, il Dpr n. 573 del 1980 che regola i passaggi a livello, come fanno in queste ore i vertici del ministero dei Trasporti e di Trenitalia, che si affrontano i problemi.
lunedì 26 novembre 2012
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Doina fila e Berta non va in pensione: come il made in Italy gioca di prestigio con gli operai.

La storia è analoga a molte altre e non ha meritato più di due colonne nella cronaca locale. Diversamente da quanto pensano i pigri e talvolta prezzolati giornalisti, però, per noi questa storia consente di gettare uno sguardo profondo sui processi di globalizzazione. Una fabbrica con un marchio storico, una multinazionale che la acquista per quattro denari e che dopo aver tirato il collo a lavoratrici e lavoratori la chiude, mantenendo il marchio. Le cause, ripetute come un mantra, sono i costi della manodopera e della materia prima, ritenuti eccessivi. Peccato che la stessa multinazionale, ventidue giorni prima di chiudere in Italia, abbia inaugurato uno stabilimento in Romania. D’altra parte, per continuare a produrre «made in Italy» non serve molto: due operazioni di qualsiasi tipo svolte in Italia, come ad esempio spazzolare e imbustare il prodotto, e lo sporco lavoro rumeno sparisce lasciando il posto alla bellezza del lavoro ben fatto, italiano.
lunedì 26 novembre 2012
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La guerra a Gaza attraverso le parole di Giuditta Brattini, cooperante sanitaria .

Giuditta Brattini lavora da anni in progetti di cooperazione decentrata in Palestina. Il suo compito è monitorare i bisogni, in campo sanitario in modo particolare. L'approfondimento e lo studio dei bisogni rilevati sono poi valutati per una eventuale richiesta di finanziamento ad Enti Pubblici. Così è nato il progetto del distretto sanitario di Sabastia-Nablus, gestito dal Palestinian Medical Relief, che per 6 anni ha avuto il contributo di vari Enti Pubblici e dalla Regione Veneto.
domenica 25 novembre 2012
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A scuola senza aver mangiato. “Molti bambini sono denutriti”.

Poco cibo e con basso valore nutrizionale. È quello che le famiglie, strette nella morsa della crisi, servono sempre più spesso ai bambini, visto che a Torino si registrano casi, in crescita, di denutrizione. Se ne accorgono, in primis, le insegnanti. All’elementare Vidari, in mezzo alle case popolari di via Sanremo, quando la mensa non era ancora in funzione, i bimbi, per il loro pranzo al sacco, sono arrivati con qualche merendina o un piccolo trancio di pizza o, ancora, con uno smilzo panino con dentro un wurstel. Morale? Poco cibo e fabbisogno nutrizionale non rispettato.
domenica 25 novembre 2012
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Non chiamiamola guerra.

Seconda testimonianza di Giuditta Brattini, a Gaza come cooperatrice sanitaria in questi giorni di sangue. «Striscia di Gaza: nessuna guerra, ma deliberata aggressione armata da parte di uno degli eserciti più potenti al mondo ai danni di 1.600.000 civili palestinesi.
domenica 25 novembre 2012
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Humus, semi e giardinieri.

Il suolo ha perso il suo manto e i re guaritori sono tornati ad Avalon da tempo. Diecimila anni fa in alcune regioni del mondo cominciò un'era nuova per l'umanità, non più nomadi cacciatori ma agricoltori stanziali. Una lenta transizione avvolta nel mito dell'antenato maestro, storicamente agita dalle donne raccoglitrici. Domesticate alcune specie selvatiche, create varietà. Un lavoro d'ingegno che ha prodotto un patrimonio agroalimentare ricchissimo. Dalle innumerevoli varietà di patate andine alla frutta degli orti medicei rinascimentali dipinta da Bartolomeo Bimbi. Dalla fine del Settecento le tecniche cambiano. Riscoperta di saperi dimenticati, nuovi attrezzi e il guano del Perù (una scoperta di Alexander von Humboldt) poi la Rivoluzione industriale in ascesa informa anche l'agricoltura.
venerdì 23 novembre 2012
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Nessuna lacrima per Gaza.

Tante lacrime. I bambini che muoiono. Molta preoccupazione ed amarezza. Finito il telegiornale si sceglie poi il programma per la prima serata. Cosa stia accadendo a Gaza viene raramente analizzato e approfondito sui principali canali di comunicazione italiani. La cosa interessante sono i giudizi che circolano tra i pochi che discutono di Palestina ed Israele a scuola, nei bar, nei luoghi di lavoro. Su un punto molti paiono concordare, a prescindere da chi simpatizza per Tel Aviv e chi critica il governo sionista: Hamas è uno dei principali nemici di Israele, fa parte dell’asse del male insieme a Siria e Iran, tra gli altri. Questa è una delle diverse idee errate che si dissolverebbero senza grossa difficoltà, se non fosse per la disinformazione con cui si mescolano.
venerdì 23 novembre 2012
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Ken Loach per protesta diserta il 30° Torino Film Festival.

Una vertenza sindacale sui dipendenti precari del Museo induce il regista inglese di "Il pane e le rose" a chiedere spiegazioni ai vertici dell'ente. Non avendole ricevute rinuncia a venire a Torino. - di VERA SCHIAVAZZI - “Ci dispiace comunicare che, per cause indipendenti dalla volontà del Torino Film Festival, Ken Loach non sarà presente per ricevere il Gran Premio Torino e che di conseguenza la proiezione di The Angels’ Share è annullata”. Così, a metà mattina, uno stringatissimo comunicato del Torino Film Festival annunciava la defezione del regista più radicale (e più amato dalla sinistra italiana) nel panorama del cinema europeo. Ma ancor più clamorose sarebbero le ragioni del “no”, così come le spiega Romolo Marcella, segreteria provinciale dell’Usb (l’Unione dei Sindacati di Base): “Siamo stati noi a rivolgerci proprio a Loach per denunciare la grave situazione delle cooperative del gruppo Rear che ha vinto la gara di appalto per i servizi all’interno della Mole Antonelliana (sede del Museo del Cinema, che come è noto amministra anche il TFF, ndr).
giovedì 22 novembre 2012
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Acqua pubblica, l'esempio di Napoli.

Con l'ultimo adempimento formale, che trasforma Arin Spa (Azienda risorse idriche Napoli) in ABC (Acqua bene comune) non si attua solo il semplice passaggio ad un'azienda pubblica, in grado di garantire la gestione partecipata delle servizio idrico integrato, ma si dà un segnale concreto di vera svolta democratica, un segnale che è possibile, partendo dai territori, realizzare una politica degli enti locali, realmente partecipata, nel pieno rispetto della Costituzione e dei principi di sussidiarietà, equità e giustizia sociale.
giovedì 22 novembre 2012
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