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Un blitz, efficace e rapido, dentro la nuova base militare Usa al Dal Molin di Vicenza. Centinaia di attivisti, «armati» di cesoie, hanno tagliato le reti e invaso il perimetro militare, prendendo alla sprovvista il servizio di vigilanza di carabinieri e
Un blitz, efficace e rapido, dentro la nuova base militare Usa al Dal Molin di Vicenza. Centinaia di attivisti, «armati» di cesoie, hanno tagliato le reti e invaso il perimetro militare, prendendo alla sprovvista il servizio di vigilanza di carabinieri e militari statunitensi, posizionando un lungo striscione con la scritta «Stop war in Siria». L’ennesima iniziativa dei No Dal Molin (già a fine giugno un altro sito militare a stelle e strisce, Site Pluto, venne sanzionato con il taglio di 200 metri di reti e filo spinato) arriva mentre spirano i venti di guerra voluti dal premio Nobel per la Pace Barack Obama contro la Siria e il regime dell’ex amico Assad.
giovedì 5 settembre 2013
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Vestiti usati, tra mercato e solidarietà.
Chi si dedica al riutilizzo e vuole farlo eticamente, dovrebbe prendere atto dell’intera filiera. A meno di non volere essere ingranaggio di un meccanismo articolato e discutibile
Il riutilizzo fa bene all’ambiente, e le cooperative sociali che raccolgono gli indumenti usati impiegano manodopera svantaggiata. Spesso i ricavi di questa attivitá vengono destinati ad azioni di caritá e solidarietá. Tutto meraviglioso, ma solo a patto di scordarsi cosa succede dopo che gli abiti vengono venduti ai grossisti, e di non sapere cosa sia successo prima che l’abito entrasse nel circuito della seconda mano. Chi si dedica al riutilizzo e vuole farlo eticamente, non può fare a meno di prendere atto dell’intera filiera. L’alternativa è essere ingranaggio incosciente di un meccanismo molto ampio, articolato, e per certi aspetti discutibile.
mercoledì 4 settembre 2013
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Sapevi che la Francia ha rinviato la TAV Torino-Lione di decenni?
La Gazzetta Ufficiale francese ha pubblicato un decreto che dichiara di pubblica utilità la TAV Torino-Lione ma la rinvia nel tempo di almeno una generazione (solo per gli espropri necessari viene concesso un tempo di 15 anni prima dei quali non si apriranno i cantieri) fino a far parlare di un sostanziale congelamento dell’unica grande opera che in Italia viene rappresentata come prioritaria.
mercoledì 4 settembre 2013
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Intervista allo scrittore Erri De Luca: "La Tav va sabotata"
Lo scrittore Erri De Luca, raggiunto al telefono dall’HuffPost, commenta con scarne parole l’accusa che il procuratore Giancarlo Caselli lancia nei confronti degli intellettuali che a sinistra “sottovalutano pericolosamente l’allarme terrorismo” in Val di Susa.
Caselli non fa i nomi dei “conniventi” ma nell’ elenco, è chiaro, figurano il filosofo Gianni Vattimo e De Luca, che hanno manifestato pubblicamente il supporto agli attivisti No Tav finiti in carcere per sabotaggio. Pochi giorni or sono Vattimo è finito nelle attenzioni della Procura torinese per i suoi stretti legami con le frange più dure del movimento, mentre lo scittore ha firmato un intervento durissimo nel volume appena uscito “Nemico pubblico. Oltre il tunnel dei media: una storia NoTav”, ebook dedicato alla lotta valligiana scritto con la giornalista Chiara Sasso, WuMing1 e Ascanio Celestini.
mercoledì 4 settembre 2013
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Tav. Non c’è legalità senza giustizia.
ragione Erri De Luca. In valle Susa gli atti contro gli impianti della Tav fanno parte di una lotta civile e democratica profondamente giusta e come tali vanno compresi e giustificati. Nella storia del movimento operaio gli atti contro le cose che simboleggiano o materializzano lo sfruttamento del lavoro ci sono sempre stati. Dalle campagne alle fabbriche. A volte erano giustificati altre no, ma nulla avevano a vedere con quello che oggi si definisce come terrorismo.
mercoledì 4 settembre 2013
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Pance vuote, serbatoi pieni? No, grazie!
I biocarburanti prodotti dal cibo sono tutt’altro che “bio”: contribuiscono a fame, sfruttamento delle risorse ambientali e spreco di denaro. Chiedi all’Italia e all’Europa una politica davvero sostenibile!
martedì 3 settembre 2013
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Quel contropotere costituente.
Si può ben capire che in Italia, ogniqualvolta Grillo o Casaleggio evocano scenari di rivolta e disordine sociale, un brivido di terrore percorra le classi dirigenti. La rivolta, infatti, qui non c’è (ancora) stata. Un’infinità di lotte (sul lavoro e sull’abitare, sulla salute e sul reddito) ha scandito in questi cinque anni il ritmo della crisi, intrecciandosi con il dilagare della povertà e della sofferenza sociale. Non sono mancati momenti di parziale ricomposizione, ad esempio attorno al movimento NoTav, alle lotte universitarie, alla vertenza Fiat. Ma non vi è stato un momento di generalizzazione espansiva della mobilitazione, per molti motivi, tra cui figura senz’altro il sovrapporsi di crisi economica e crisi politica nell’interminabile agonia del berlusconismo.
martedì 3 settembre 2013
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Organismi Genuinamente Mobilitati
Il presidio NO OGM a Vivaro (PN): calpestato simbolicamente un campo seminato a mais Mon810. Ora appuntamento il 2 settembre per una assemblea regionale a Rauscedo (PN).
Un coordinamento territoriale contro gli ogm e per la difesa della biodiversità aveva convocato per oggi un presidio ai campi di Vivaro (PN) coltivati con mais Mon810, una varietà di mais geneticamente modificata dalla Monsanto.
La partecipazione è stata numerosa: più di 200 le persone presenti, arrivate dal Friuli Venezia Giulia e dal Veneto, agricoltori e non, singoli o afferenti ad associazioni, realtà anarchiche, centri sociali.
Numerosi sono stati gli interventi, centrati su una visione generale dell'approccio all'agricoltura e alla cura della terra e della biodiversità, e sulla necessità di resistere all'introduzione degli ogm come possibili coesistenti con colture ogm free, biologiche e legate a natura e caratteristiche del territorio.
lunedì 2 settembre 2013
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1° settembre NO O.G.M. NEI CAMPI DI VIVARO (Pordenone), NO O.G.M. IN ITALIA.
Ieri, 1 Settembre 2013 a Vivaro (PN), associazioni ambientaliste hanno organizzato una manifestazione contro l’introduzione e coltivazione di MAIS OGM 810 Monsanto. La manifestazione che aveva uno scopo infomativo sull’impatto che gli OGM hanno sull’ambiente e sulla salute umana si è svolta di fronte a un campo seminato a mais OGM, di proprietà di Giorgio Fidenato, agricoltore noto da anni per i suoi ripetuti tentativi di mettere in produzione MAIS la cui coltivazione, all’epoca (2010) ed ancora oggi, è illegale almeno in Italia.
lunedì 2 settembre 2013
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Protesta anti-Ogm, Vivaro blindata
PORDENONE. Vivaro torna ad essere il teatro di incontro-confronto - e si spera non di scontro – sul tema degli Ogm. Perché, dopo la vittoria legale di Giorgio Fidenato e la successiva semina di Mon 810 da parte dell’imprenditore, ma anche da parte di altri agricoltori che fanno riferimento all’associazione Futuragra (nata proprio a Vivaro), le associazioni ambientaliste e tutto il mondo contrario alla diffusione del biotech in regione e in Italia, ha deciso di tornare in pressing sulla politica e la Regione in primis.
domenica 1 settembre 2013
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